società

Cinquanta sfumature di identità: appartenenza oltre i confini

Articolo pubblicato il 28 settembre 2014
Articolo pubblicato il 28 settembre 2014

Italiana o canadese? Irlandese, francese o forse europea? E una volta stabilito questo, dove si inserisce il patrimonio di un nativo americano? Benvenuti in un mondo turbolento di identità dove i confini si mescolano e niente può essere dato per scontato!

Mentre l’umanità sta affrontando ondate di spostamenti senza precedenti, la migrazione ci ha definito come una specie. Ha anche formato la nostra percezione dell’identità, mentre i nostri scambi e le nostre interazioni all’interno di comunità differenti della razza umana hanno lasciato identità complesse nella loro scia. La nostra versione moderna di identità è ossessionata da etichette, più spesso legate a stati-nazioni, che collocano la complessa identità di ogni essere umano in scatole di convenienza senza considerare il prisma che è l’identità, influenzata non solo dagli stati, ma anche da appartenenze nazionali, etniche, culturali, linguistiche, religiose e sociali. L’identità è un tema controverso poiché tocca il cuore di ogni essere. Nessuno ha il diritto di dire a qualcuno altro chi è. Sfortunatamente, alcuni se ne assumono il diritto per imporre un’identità ad altri, come dotati di un diritto divino a determinare chi appartenga a uno specifico gruppo.

Dietro la facciata

Quando mi sono seduta la prima volta a comporre questo articolo, il mio primo riflesso è stato di spiegare e giustificare a voi, cari lettori, ogni sfaccettatura della mia identità, come se in qualche modo avessi bisogno dell’approvazione di qualcun altro per legittimizzare chi sono e a quale gruppo culturale appartengo. Accorcerò il mio lungo sermone in un boccone più digeribile per potervi spiegare chi si trova dietro la scrivania della versione inglese di Cafébabel.

La mia identità è fluida, a seconda di dove e con chi sono. In Canada, sono italiana e la differenza tra me e altri canadesi è riconoscibile dal mio comportamento, dai riferimenti culturali e dal linguaggio. In Italia, vengo solitamente considerata canadese, ma anche una sorta di italiana, perché sebbene condividiamo una storia ed alcuni aspetti comuni, io sono diversa dagli altri. Appartengo a entrambe queste nazioni allo stesso modo, come se i confini di Italia e Canada si dissolvessero dentro di me. La mia identità canadese è composta anche di parti più piccole, ugualmente indivisibili tra origini native americane e irlandesi-scozzesi. In Irlanda, dove sono situate la maggior parte delle origini della mia famiglia canadese, il mio cuore sente il desiderio delle malinconiche canzoni irlandesi e delle dolci parole gaeliche. Quando sono circondata da facce bianche, sebbene mi mescoli a loro, so anche di essere una nativa americana, origini che cambiano il mio rapporto con la colonizzazione e la storia delle Americhe.

Italiana, canadese, irlandese, nativa americana... Europea!

La mia identità non è neppure stagnante. Prima di arrivare in Europa, non mi sarei identificata come europea. Quattro anni e tre paesi più tardi, questo aggettivo ha iniziato a definirmi con accuratezza. Sono anche francese. Questa è la parte più nuova della mia identità e una che continuerà a svilupparsi tanto quanto vivrò qui. Perciò, ecco a voi chi sono. Sono una italo-canadese-nativo-irlandese-franco-europea. Non vi piace la mia identità? Male. Sono io a definirla e voi ad accettarla, senza negoziati, alterazioni o interpretazioni.