società

Budapest: la tua istruzione? Piuttosto emigro

Articolo pubblicato il 11 agosto 2014
Articolo pubblicato il 11 agosto 2014

Due anni fa, le riforme sull'istruzione in Ungheria hanno causato diffusa indignazione e portato molti giovani delusi a cercare fortuna all'estero. Oggi la battaglia continua. È giusto dare borse di studio agli studenti solo in cambio di un periodo di lavoro nel paese lungo tanto quanto gli anni di università? Un reportage da Budapest.

Davanti alla fuga di cervelli dal paese, molti dei quali sono diretti in Austria e Germania (o fronte del bisogno urgente di ridurre il deficit del bilancio), il governo ungherese ha annunciato una riforma dell'istruzione. Morale? Gli studenti che ricevono una borsa di studio (l'unico modo per studiare gratuitamente nelle università statali) devono firmare una dichiarazione secondo cui si impegnano a lavorare in Ungheria dopo la laurea per tanti anni quanti sono stati quelli trascorsi come studenti. Inoltre per 16% discipline, tra cui legge, economia e sociologia, non sarà più possibile ottenere una borsa. Perché? Per investire nelle cosiddette discipline del futuro: tecnologia e scienze. I finanziamenti alle università sono calati del 40% da quando la riforma è passata due anni fa. Com'è la situazione ora?

L'inizio delle riforme

L'annuncio dei cambiamenti ha provocato una vivace reazione da parte degli studenti della scuola superiore e degli insegnanti. Ci sono state numerose proteste organizzate soprattutto dall'associazione studenti-insegnanti Hallgatói Hálózat (HaHa). Il gruppo ha avanzato sei richieste: una riforma generale dell'educazione pubblica e superiore; il ripristino dello stesso numero di borse di studio (tagliate dei 3/4); la fine immediata di ulteriori tagli; l'abolizione dei contratti studenteschi; nessun limite all'autonomia delle università e l'apertura di studi per gli studenti meno abbienti. Il governo non ha accettato l'invito al dialogo. L'organizzazione è stata accusata di collaborare con gli oppositori di Fidesz e del Partito del Popolo Democratico Cristiano, la coalizione al potere.

Egyetem Square, dove studenti e insegnanti della scuola superiore Apáczai Csere János hanno organizzato una protesta silenziosa due anni fa. Dopo un discorso che spiegava le modifiche introdotte dalle riforme, gli studenti sono stati in silenzio sulle panchine per diversi minuti.

La riforma ha introdotto modifiche alle scuole secondarie. La nuova legislazione ha reso obbligatoria la scuola fino a 16 anni, invece di 18. A seguito dei tagli ai fondi per l'istruzione, alcune scuole nelle città più piccole hanno cominciato a chiudere.

Prima il liceo e ora?

Gli studenti della scuola superiore devono affrontare una scelta difficile: firmare una dichiarazione per ottenere una borsa di studio o andare all'estero.

Marton è al secondo anno di scuola superiore. Prima delle riforme avrebbe voluto studiare media e comunicazione, ma questo corso è nella lista dei 16 che non sono più coperti da borse di studio. A momento sta pensando ad un piano B, ma dice di non voler studiare qualcosa che non gli interessa.

Lo stato offre crediti agli studenti, ma non tutti sono disposti ad assumersi un tale impegno finanziario all'inizio di una carriera accademica. Gli studenti in media pagano 4mila euro per i loro primi anni di università. Il tasso di disoccupazione tra i giovani ungheresi sotto i 25 anni è del 20%, e il salario è in media di 492 euro al mese. Tenendo conto del salario medio, ci vogliono 8 mesi per guadagnare 4mila euro, senza considerare le altre spese.

Le immagini degli studenti

Peter è riuscito ad ottenere una delle poche borse di studio per scienze politiche. Fa parte della prima generazione che è stata costretta a firmare la dichiarazione. Secondo questo contratto, dopo la laurea deve lavorare in Ungheria per almeno sei anni. Non pensa che sia un problema rompere il contratto: se non mantiene il suo impegno, potrebbe essere costretto a pagare i suoi studi, ma non gli importa, perché la multa equivarrebbe a soli due mesi di stipendio in Europa occidentale e potrebbe quindi estinguerlo.

Anna, studentessa all'Università Corvinus, crede che la presente condizione, ovvero lavorare in Ungheria per tanti anni quanti gli anni di studio (prima era il doppio), sia una soluzione ragionevole, in quanto i giovani lasciano il paese dopo essersi laureati nelle migliori università.

Secondo le statistiche ufficiali, un quarto di studenti in meno ha ricevuto una borsa di studio nel 2012 rispetto al 2011

Nemeth studia linguistica. Crede che se gli studenti sono costretti a rimanere nel loro paese, lo stato dovrebbe preoccuparsi di dar loro un lavoro. Se dovesse cominciare l'università in questo momento, andrebbe probabilmente a Vienna, dove l'istruzione universitaria è gratuita.

Eszter (a destra) sta finendo la scuola superiore. Vuole andare in Inghilterra a studiare cinema. Preferirebbe studiare a Budapest, ma ritiene che l'Ungheria non investa nell'industria cinematografica, rendendo più difficile l'ingresso nel mondo del lavoro.

Il Professor Kovacs del dipartimento di Cinema sostiene che non sapeva nulla delle dichiarazioni firmate dagli studenti e dei tagli all'istruzione superiore. Quando gli si chiede quali siano le prospettive di trovare un lavoro dopo la laurea, assicura che i suoi studenti non avranno problemi.

Quali sono i risultati?

Secondo il Dottor Ferenc Hammer, professore di sociologia, i cambiamenti introdotti dal governo allargheranno ulteriormente il divario tra famiglie ricche e povere. Gi studenti più ricchi che non vogliono firmare la dichiarazione potranno andare all'estero, mentre i meno ricchi che non possono permetterselo accetteranno la borsa di studio e resteranno in Ungheria. Una soluzione possibile sarebbe introdurre una piccola tassa per ogni studente.

La dichiarazione, introdotta dal Ministro delle Risorse Umane Zoltan Baloga, costituisce una violazione della legge Europea che garantisce la libertà di scegliere la propria professione.

Fidesz e il Partito Del Popolo Democratico Cristiano hanno ottenuto dodici seggi alle elezioni Europee. I loro slogan erano "Più rispetto per gli Ungheresi" e "Migliorare l'Ungheria".

Intanto, gli studenti ungheresi cominciano a usare la parola "röghözkötés" per descrivere la situazione. Significa legare qualcuno alla propria terra madre.

QUESTO ARTICOLO FA PARTE DI UN'EDIZIONE SPECIALE DEDICATA A BUDAPEST NEL PROGETTO EU IN MOTION, REALIZZATO DA CAFEBABEL E FINANZIATO DAL PARLAMENTO EUROPEO E DALLAFONDAZIONE HIPPOCRENE.