società

Boom economico e un popolo in estinzione. Chi non vivrebbe nel Paese di Putin?

Articolo pubblicato il 02 dicembre 2011
Articolo pubblicato il 02 dicembre 2011
Vladimir Vladimirovich Putin dal 27 novembre è candidato ufficialmente alla presidenza della Federazione Russa. La statistiche ufficiali non risparmiano gli elogi ai meriti di "Papà Putin” e del suo impegno per il bene del Paese. Ma la vita dei giovani russi ha qualcosa a che fare con le statistiche ufficiali?

Durante gli otto anni della sua presidenza, il pil del Paese è cresciuto in media del 7 % annuo, e il Paese si è così ripreso dal collasso che aveva avuto dopo il crollo dell'Unione Sovietica. Analizzando i dati ufficiali, si potrebbe dire che l'economia russa viaggia a gonfie vele, e che presto ai giovani russi non passerà nemmeno per la testa di lasciare il Paese. Eppure i giovani russi, nonostante le riforme fatte apparentemente a loro favore, fanno fatica ad immaginare un futuro splendente. Il popolo russo rimane una nazione in estinzione. A quanto pare l'economia in crescita non aumenta la voglia di vivere. Non c'è da stupirsi, quindi, che il popolo russo stia semplicemente morendo. Il cittadino medio può a malapena permettersi un’istruzione e la sopravvivenza ad un livello dignitoso, senza parlare dell'educazione dei figli.

"Non voglio innamorarmi di un capo vecchiotto, capisci cosa intendo... "

Tatyana, 22 anni, laureata in giornalismo quest'anno, spiega: "Il problema principale è la corruzione generale e l'abitudine di risolvere tutto tramite conoscenze. Da quando 6 anni fa è stata fatta la riforma della scuola, questa patologia sociale si è affermata anche in questo ambiente. Per entrare in università i candidati devono affrontare un processo di selezione che spesso diventa un incubo". Gli esami di ammissione sono pieni di errori. La conclusione è semplice: per quanto tu possa essere un genio, non riuscirai ad entrare in una buona università se non paghi o non hai i contatti giusti. E persino chi riesce a concludere un buon percorso universitario, non è detto che vivrà in maniera dignitosa. "Io stessa so bene che cosa significa ottenere un lavoro in Russia – continua Tatyana -. Ho concluso gli studi qualche mese fa e sono ancora in attesa di un colpo di fortuna. Non voglio innamorarmi di un capo vecchiotto, capisci cosa intendo... "

Demografia – Possibile che la propaganda abbia dimenticato di correggere le statistiche?

Dal crollo dell'Unione Sovietica, nei 15 anni seguenti, la Russia ha perso da 750.000 a 800.000 cittadini all'anno. Il Paese di Putin è decimato tuttora da un alto tasso di mortalità prematura e da un basso tasso di natalità. Ad un incremento del drammatico tasso di natalità non ha portato neanche una serie di riforme che avrebbero dovuto risollevare le prospettive di una società stanca. Tra queste, quella che offriva ai genitori 365.698 rubli (ca. 9.000 euro) per ogni secondo figlio. Il problema sta nel fatto che in Russia, dove i prezzi raggiungono cifre astronomiche, si può fare poco con una somma del genere. Tatyana spiega: "Le autorità hanno detto che il denaro non poteva entrare direttamente nelle tasche dei genitori. Questa somma può essere destinata all'istruzione universitaria del bambino oppure utilizzata per benefici a vantaggio della madre o per l'acquisto di un appartamento. E’ una legge assurda, perché questa somma di denaro in Russia è sufficiente al massimo per comprare un gabinetto".

Nadia, 31 anni, laureata all’Università di Mosca, confessa: "In generale i giovani russi vivono male, molto male". Alla richiesta di una spiegazione per questa situazione non risponde. Del resto è difficile dare risposta a questa domanda senza prima parlare di tutte le questioni relative al modo in cui il Paese funziona attualmente.

Nelle tasche di pochi

I russi dicono a voce sempre più alta che i proventi generati dalla politica di Putin finiscono nelle tasche dei suoi partner commerciali (chiamati "oligarchi") o dei "siloviki" (ex burocrati sovietici, tuttora attivi nel sistema politico attuale), ai quali non passa neppure per la testa l’idea che governare il paese possa essere considerata un’attività avente come scopo il bene pubblico. Non c'è dunque da stupirsi che quei giovani che hanno "conoscenze" e il supporto di un gruppo di "privilegiati" non si lamentino.

Il padre della nazione, a quanto pare, non è stato in grado di porre rimedio ai problemi del comune consumatore di pane. Per i russi che non possono contare sul sostegno di "amici" di Vladimir Putin, la vita quotidiana sembra essere ancora l’avventura più difficile. Tutto sembra indicare che finora al Cremlino, piuttosto che uno spirito riformista che miri a modernizzare il paese, alberghi lo spirito di Maria Antonietta d’Austria che quando mancava il pane consigliava di mangiare brioche.

Sebbene lo stesso Putin abbia ammesso che "il sistema russo non è perfetto", sembra ancora essere sicuro della sua vittoria alle prossime elezioni. Per quanto tempo i giovani russi aspetteranno ancora un miglioramento del loro destino? Tatyana non vede per sè in questo momento altra scelta che quella di lasciare il paese. "Sono sicura che Putin vincerà le prossime elezioni. La nostra opposizione è praticamente inesistente. Se non cambia nulla, penso che guiderà un esercito di marionette per i prossimi 20 anni. Noi giovani russi siamo in attesa di una rivoluzione che rivolti l'intero sistema dalla testa ai piedi. Potrebbe arrivare tra 20-30 anni. Da noi in queste situazioni si è sempre sparso del sangue. Non so solo se il nuovo sistema sarà effettivamente migliore del presente."

Foto: (cc) ninara/flickr.com