società

‘Body sushi', donne nude e limousine: il rinascimento a tavola a Roma

Articolo pubblicato il 02 gennaio 2013
Articolo pubblicato il 02 gennaio 2013
Secondo le attiviste italiane in tema di parità dei diritti, questo non è un paese per donne.
L’insegnante di geografia Maria Pia Ercolini propone di intitolare più strade alle donne importanti della storia nazionale, la giornalista Anaïs Ginori ha scritto un libro sulla mercificazione del corpo femminile e Lorella Zanardo ha realizzato il celebre documentario sull’immagine negativa delle donne nei media nazionali. Qual è allora il significato di questi banchetti consumati sui corpi femminili nella capitale?

"Servire il pasto su un corpo umano nobilita il cibo. La donna diventa un ‘piatto vivente’", questa almeno è l'opinione di Angela, la responsabile di un ristorante giapponese aperto da novembre 2008 vicino al centro di Roma. Guardando le immagini sul menu, più che alla bontà delle pietanze si è indotti a pensare a un corpo preparato per una cerimonia funebre. Si chiama body sushi o, in giapponese Nyotaimori, letteralmente ‘presentazione di (un pasto su) un corpo femminile’, ed è un servizio speciale disponibile dal 2011. Angela ci spiega che non è un procedimento semplice: "la modella non deve mangiare nelle sei ore precedenti, in modo da ridurre al minimo i propri bisogni fisiologici quando farà da vassoio per il sushi servito a tavola".

Nata ad Hong Kong e cresciuta in Italia, Angela sembra essere ben aggiornata sulle novità culturali giapponesi. "Verifichiamo che sia in grado di rimanere immobile con sei uova sul proprio corpo", poiché "solola preparazione e la decorazione della modella con il cibo richiedono tre ore". Mi chiedo se sia facile trovare una ragazza adatta: fare da ‘piatto vivente’ non è proprio come sfilare. Francesco, un dipendente del ristorante Yoshi, garantisce che non è difficile trovare una ragazza, "soprattutto quando capiscono che verranno pagate semplicemente per stare stese un paio d’ ore". C'è però qualcuno a cui non sfugge l’aspetto umiliante di tale attività. Secondo Chiara, studentessa d’arte all’università di Firenze, "per una donna è umiliante essere trattata come un oggetto, completamente nuda e con il divieto di parlare". Tuttavia recitare la parte del piatto vivente rientra nel ruolo scelto dalla modella attraverso agenzie per il lavoro perfettamente legali.

È meglio cenare su una giapponese che su un’italiana

se la modella si sta addormentando, le è concesso di chiacchierare con i clienti del tavolo

Gli interni del ristorante Yoshi sono di gusto europeo. I rivestimenti delle sedie e dei cuscini non hanno nulla a che vedere con il minimalismo nipponico. Le bacchette per il sushi sono già sui tavoli ma le mie risorse finanziarie m’impediscono di prendere parte alla cena da protagonista. Dall'altra parte del tavolo, ben inteso. Occorrono 200 euro per la modella e 60 per la cena. L’arte, se così possiamo chiamarla, del nyotaimori si sta diffondendo in Europa, anche se non sono molti i locali che garantiscono ogni sera questo optional. A Roma, Yoshi è uno dei tre ristoranti che propongono il ‘body sushi’. Non ci si limita al solo corpo femminile. Se a fare da vassoio c’è un uomo si parla di Nantaimori, ma è un’alternativa molto meno richiesta. "Succede raramente che le donne richiedano un body sushi. Spesso poi, quando accade, rinunciano all’ultimo momento – immagino che si sentano imbarazzate", aggiunge Francesco.

Mentre per i giapponesi il paese d’origine della modella è di scarsa importanza, per gli italiani si tratta di un dettaglio fondamentale. Francesco dice che gli italiani preferiscono modelle giapponesi. Questo può significare che per un giapponese ciò che conta è il rituale in sé, mentre l’italiano preferisce che il Nyotaimori sia un evento più caratteristico, "proprio come se si trovasse in Giappone". Dev’essere spettacolare e con quel pizzico di esotismo adatto all’occasione, visto che spesso va bene per serate in stile addio al celibato. "Il 90% dei clienti che sceglie il body sushi sono italiani – per il resto sono stranieri", dice Luigi, manager della Gestalt Eventi, che offre anche cene body sushi a bordo di una limousine. In realtà i giapponesi "non vengono per visitare il nostro ristorante", secondo Francesco. E la gran parte dei romani che incontro non ne vanno fieri. "Per me basta un normale pranzo a base di sushi" , dice Marco, studente di psicologia alla Sapienza. "Vedi sempre ballerine quasi nude nei locali notturni. A casa di solito mangiamo vestiti, però tra le mura domestiche il body sushi potrebbe essere interessante!".

Arte contro mercificazione

cenare su un corpo nudo soddisfa forse un'esigenza post-rinascimentale?

Questo genere di evento esotico può comportare qualche rischio in una società particolarmente legata ai valori tradizionali, dove le organizzazioni femministe si scagliano contro la discriminazione delle donne. I proprietari del ristorante la pensano diversamente, mi assicurano che i loro clienti scelgono il body sushi per gli aspetti estetici e per la possibilità di lasciarsi andare alla contemplazione. Dopotutto Galileo, Raffaello, Michelangelo, Bernini, Peruzzi e Fontana hanno contribuito non poco all’aspetto estetico di Roma e, a quanto pare, l'attitudine rinascimentale contemporanea si manifesta in composizioni di sushi su vassoi umani... I clienti del ristorante vengono forse a banchettare con davanti un corpo nudo per le stesse ragioni che li spingono a visitare una galleria d’arte o un museo: soddisfare la propria sete di estetica post-rinascimentale? "Questo tipo di esperienza ti arricchisce spiritualmente", dice Francesco, "fa diventare la donna un’opera d’arte". Ed è proprio quello che ci si aspetta che lei faccia: cos’altro le è concesso fare? "Ad esempio se la modella si sta addormentando, le è concesso di chiacchierare con i clienti del tavolo".

Mi sono state proposte tre definizioni di body sushi: arte, divertimento e significato spirituale. In pratica una maniera per conoscere la cultura giapponese. Eppure, lo scorso settembre, l’ambasciata giapponese di Roma è intervenuta rilasciando un comunicato ufficiale in cui nega che il nyotaimori faccia parte della cultura culinaria giapponese: "Non c’è alcuna relazione tra il nyotaimori e la cultura e le usanze culinarie giapponesi. Visto con gli occhi di un comune cittadino giapponese , si va fuori dall’ordinario", e ribadiscono il concetto al telefono: "il body sushi non ha nessuna affinità con la cultura giapponese". Per ragioni di riservatezza non posso avvicinare le modelle del body sushi: forse per loro quest’attività non è poi così spirituale...

Questo articolo fa parte di una serie di reportage realizzati da cafebabel.com tra il 2011 e il 2012, un progetto cofinanziato dalla Commissione europea con il supporto della fondazione Allianz Kulturstiftung. Un grazie ai ragazzi del team cafebabel Roma.

Le foto di questo articolo non hanno alcun legame con il ristorante Yoshi. Copertina (cc) The Nyotaimori Experience on facebook; nel testo (cc) Nyotaimori Italia; (cc) alexandrakgallery/ flickr