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Berlino: Famiglie arcobaleno brillano tra le nuvole

Articolo pubblicato il 09 agosto 2014
Articolo pubblicato il 09 agosto 2014

Berlino è considerata un paradiso edonistico per gay, ma è eccezionale anche per genitori gay con figli. Governata dall'unico sindaco europeo apertamente gay, è la città ideale per famiglie arcobaleno. Eppure la Germania ha anche alcune delle leggi più retrograde contro la comunità LGBTI d'Europa. Come reagiscono le famiglie gay di Berlino a questo governo tedesco stranamente conservatore?

Alll'appuntamento annuale del Lesbian and Gay Street Festival, le strade sono invase da corpi di ogni forma e taglia che si attorcigliano, si piegano, si ri-aggiustano, scintillano di birra rovesciata sotto il sole estivo. Famiglie di mamme e mamme, papà e papà, passeggiano mangiando hot dogs e portando i loro bambini in spalla. La musica techno martella allegramente. Alcuni, nella folla, sono compressi in elaborate contrazioni di pelle. Ci sono dei gazebo in favore di diritti e riconoscibilità per ogni possibile e immaginabile orientamento sessuale. Quasi tutti i maggiori partiti politici tedeschi sono presenti, esprimendosi a favore di un'equità che deve essere protetta dalla legge. Un tizio ondeggia come Harry Houndini, cercando di liberarsi da una macchina di tortura medievale. Ma continua a sorridere. Tutti sorridono. Persino Angela Merkel sorride, guardando felice la scena da un poster.

Sembra che la Germania sia il paradiso dell'ugualianza LGBTI (Lesbiche, gay, Bisessuali, Transessuali, Intersex), ma questa impressione è fuorviante. Mentre la società berlinese continua la sua implacabile marcia verso l'ugualianza sessuale, i politici tedeschi stanno piantando i piedi per terra per assicurarsi che la situazione dei diritti LGBTI sia tra le più retrograde nell'Europa Occidentale. E tutto grazie alla signora che sorride.

Unioni gay peggio della crisi dell'euro

Nonostante il 75% dei tedeschi sia a favore dei matrimoni gay, al momento il tema non è nemmeno considerato in ambito politico. L'Unione Democratico-Cristiana di Angela Merkel (CDU) si pone contro ogni possibilità di progresso e approva leggi a favore dell'ugualianza solo è quando costretta da disposizioni della corte costituzionale, che ha bocciato leggi attualmente vigenti come anti-costituzionali. La deputata del partito Katharina Reiche ha suscitato uno scandalo quando ha attaccato le unioni civili: «Il nostro futuro è nelle mani della famiglia tradizionale, non delle unioni fra persone dello stesso sesso... Accanto alla crisi dell'euro, il cambiamento demografico è la minaccia maggiore alla nostra prosperità». Gay e lesbiche non hanno nemmeno il diritto di adottare bambini o di ricorrere alla procreazione assistita, a banche di sperma o a madri surrogate. Ho incontrato alcune famiglie "arcobaleno" berlinesi per vedere come una società così liberale si pone nei confronti di leggi tanto conservative, e cosa significa crescere un figlio in una famiglia non tradizionale in una città decisamente non tradizionale.

Ho visitato il Regenbogenfamilienzentrum (Centro familiare arcobaleno - Ed.) vicino alla stazione Südkreuz- il primo centro arcobaleno tedesco. Quando arrivo, i bambini si muovono freneticamente, brandendo giocattoli e ridendo eccitati mentre le madri li osservano. I muri sono pieni di murales vivaci. I resti di quella che una volta era una torta sono disseminati sul tavolo. Incontro Constanze Koerner, che ha fondato il centro dieci anni fa. Secondo Constanze, città come Colonia e Berlino sono isole felici di liberalismo, ma altre parti della Germania sono ancora dominate dalla «storia ultra-conservatrice e orientata verso la famiglia e il matrimonio»di questo paese.

«Voi non siete una famiglia»

In ogni caso, rifiutando di considerare le famiglie arcobaleno come famiglie vere, la legge influenza persino la società liberale di Berlino. La scorsa estate in una piscina hanno rifiutato di vendere biglietti familiari a genitori dello stesso sesso, sostenendo: «voi non siete una famiglia, siete due donne». Il centro offre una rete perché genitori dello stesso sesso possano incontrarsi, condividere la propria storia e non sentirsi diversi. I loro figli giocano insieme e vedono che non sono i soli ad avere due mamme o due papà. Fanno camminate in città, mostrando la propria esistenza alla società, perché la riconoscibilità porta all'accettazione.

Nonostante la società berlinese accolga in misura sempre maggiore le famiglie alternative, ciò che fa arrabbiare Costanze è la doppia faccia dei politici. «Parlo ai politici e alla gente fuori dal nostro mondo rainbow. Vengono e bevono del prosecco insieme a noi, ma quando si tratta di decidere su una legge favorevole ai nostri diritti, dicono "no". Lo detesto». Pensare alla legge e all'intransigenza della CDU la fa infuriare, «Volevo un bambino, gli ho tagliato il cordone ombelicale e viviamo insieme. Non dormo la notte e faccio tutto ciò che farebbe la sua madre naturale e mi venite a dire che non lo sono?»

Tre genitori

Una sera tardi visito Sadie Lune, un'artista che lavora nell'industria del sesso e che vive a Berlino. Un anno fa ha avuto la sua prima figlia, che ha tre genitori: Sadie, Kate e Kay, un uomo transessuale. Mentre chiacchiero con Sadie, sua figlia svuota la mia borsa, farfugliando gioiosamente. Un sistema legale incentrato su una famiglia nucleare composta da due genitori non riconosce legalmente altre figure genitoriali e questo genera un certo senso di insicurezza in Sadie.

Ma i problemi creati dalla legge tedesca sono bilanciati dal comfort della società di Berlino. Oggi Sadie gira un "film porno divertente" in una wagonplatz (una squat gay dove gli squatters vivono in vagoni). Quando il direttore l'ha scritturata, Sadie gli ha detto di aver bisogno di una babysitter. Lui le ha trovato una squatter, che ha un figlio a sua volta, perché si prendesse cura anche della bambina di Sadie. «Lo trovo molto interessante», dice lei, «trovi gay, punk, gente che vive in modo molto alternativo, ma che non esclude la vita familiare dalla propria gamma di esperienze. Qui possono avere dei bambini e quasi nessuna identità o stile di vita esclude a priori l'avere una famiglia, dal momento che ci si prende cura della salute e si riesce a dare amore».

Giuro lealtà alla bandiera

Costanze mi riferisce orgogliosa che il Ministro della Famiglia Manuela Schwesig innalzerà la bandiera arcobaleno sul Ministero della Famiglia per la prima volta nella storia. Dice che è un momento storico per le famiglie arcobaleno in Germania, un importante segno di progresso e cambiamento. Quando arrivo al ministero l'edificio è circondato da una folla eccitata. Tutti quelli che escono dal ministero si riversano sulla strada, alimentando la folla e bloccando il traffico. Guardano in alto orgogliosi mentre il Ministro della Famiglia Manuela Schwesig dice loro che non importa se si è due mamme, due papà o una mamma e un papà. Ciò che conta davvero è che il bambino riceva amore.

Quindi strattona una corda e ride allegramente mentre una bandiera arcobaleno sventola su un'asta, dove ondeggia felicemente dietro la bandiera blu dell'Unione Europea e quella rossa, nera e gialla dello Stato Federale Tedesco. Una settimana dopo: l'azione di Schwesig è stata condannata dalla CDU e le bandiere arcobaleno sono state vietate nei ministeri governativi. La società tedesca e il governo si trovano a due estremità opposte sulla corda dell'ugualianza. Anche se quest'ultimo può godere di sporadiche vittorie qua e là, come per esempio l'esclusione delle bandiere, a lungo termine sarà la società quella che tirerà più forte.

QUESTO ARTICOLO FA PARTE DI UNA SERIE SPECIALE DEDICATA A BERLINO NEL PROGETTO DI EU-TOPIA: TIME TO VOTE, UN PROGETTO REALIZZATO DA CAFÉBABEL IN COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE HIP­POCRÈNE, LA COMMISSIONE EUROPEA, IL MINOSTRO DEGLI AFFARI ESTERI E LA FONDAZIONE EVENS.