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Ballo di gala a Vienna. Il botox solidale va di moda quest'anno

Articolo pubblicato il 27 aprile 2012
Articolo pubblicato il 27 aprile 2012
Chignon stratosferici, acconciature impossibili, abiti con code infinite, pelate coperte per l’occasione e petti che sfidano la gravità. Benvenuti a Dancer Against Cancer, il doveroso ballo di gala dell’alta classe viennese.

Ore 19.30. tiriamo su il nostro lungo vestito da gala per salire le scale dell’ingresso del Palazzo Imperiale dell’Hofburg, residenza del presidente della Repubblica austriaca. Il palazzo, che in altri tempi accoglieva la famiglia reale e gli imperatori austriaci, apre le sue porte per ospitare Dancer Against Cancer, il ballo di beneficenza con lo scopo di raccogliere fondi contro la malattia, in cui si riunisce la crème de la crème della società viennese, e qualche francese sperduto. Ma andiamo per gradi.

Sabati da ballo

Per tutti quelli che non conoscono la cultura austriaca, dovete sapere che i grandi balli costituiscono un evento di routine per ogni viennese. A 16 anni si inizia a partecipare a questi eventi, ragione per la quale negli armadi delle case si trovano parecchi vestiti lunghi e brillanti, secondo quanto ci spiega una delle ragazze, che questo sabato sbircia da uno degli ingressi del gran salone il “ballo di apertura”. Inoltre, ci confessa che partecipa per ballare il cha-cha-cha con il suo ragazzo, che segue attentamente la nostra conversazione. In effetti questi balli, contro la nostra iniziale ingenuità, non sono monopolio esclusivo del valzer. Di solito c’è un’offerta di addirittura otto generi diversi.

Qual è la particolarità di questo ballo in cui ci siamo addentrati? Dancer Against Cancer è nato sei anni fa per sensibilizzare la società e raccogliere fondi destinati alla lotta contro il cancro anche se, in realtà, sembra sia stato pensato unicamente per l'alta borghesia. Tutti possono acquistare un ingresso per l’evento, il cui denaro è “totalmente destinato alla causa”, ci conferma una delle persone presenti, con un bicchiere di champagne in mano. Quello che differenzia oggi il pubblico è, come sempre, il denaro. Le persone comuni si riuniscono mesi prima davanti al computer per riuscire a trovare un’entrata da 40 euro per ballare e osservare solamente: non per mangiare, bere e, ovviamente, neppure sedersi. E la cosiddetta “classe alta”?

La società di classi e la classe della società

Dopo aver attraversato il corridoio decorato da otto eleganti membri dell’esercito, ci dirigiamo verso la sala VIP. Accettiamo la coppa di champagne che ci offrono e iniziamo il nostro percorso: ostentatori tupè, luccichii e botox che conversano e salutano a destra e a sinistra, petti che hanno bisogno di un diametro di vari metri per spostarsi, qualche rivoluzionaria con un vestito sopra al ginocchio e l’umile coppia gonfia di piacere per poter stare nella sala dei ricchi: “il mio ragazzo ha vinto gli ingressi VIP - per un valore di 300 euro l’uno - nel concorso di Facebook”. Questa sala ci dà l’idea di chi è familiarizzato a questo tipo di eventi e chi no. I primi si preoccupano di farsi notare; i secondi, di ingerire discretamente tutto lo champagne possibile, e distolgono appena lo sguardo dal servizio fotografico. I flash delle macchine fotografiche, poi, ci conducono a lui. Posa e parla con i media, Charles Shaughnessy o, fa lo stesso, l’attore che incarnava Maxwell Sheffield nella serie americana di successo The Nanny. I famosi austriaci, sconosciuti per noi, sfilano davanti ai media sebbene alcuni giornalisti con cui parliamo ignorino l’identità dei loro intervistati.

Purtroppo la sua sfilata è stata rovinata dalla caduta di un giurato sul suo percorso.

Parliamo con gli invitati, la cui fascia d’età oscilla tra i 25 e i 70 anni, e incontriamo una signora che ci confessa che “mio figlio è morto di tumore alcuni anni fa” e ci assicura l’utilità dell’evento: “per mio figlio è tardi, ma possiamo aiutare altre persone”. Curiosamente, nessuno dei presenti con cui parliamo dona denaro alla causa, a parte quello versato per il prezzo d’ingresso.

Che il ballo abbia inizio

Alcuni bicchieri più tardi, saliamo le imponenti scale del corridoio principale del Palazzo e arriviamo nel gran salone. In un angolo, un’orchestra allieta i ricchi e famosi che si siedono ai tavoli circolari disposti al centro della stanza. Un presentatore con una giacca in pelle scamosciata e una presentatrice fissata con le paillette iniziano a presentare le star invitate e la giuria. La gente “della strada” si raccoglie alle quattro grandi porte che danno accesso al salone, inizia il ballo di apertura. Poco a poco tutti sembrano trovare il proprio posto: Sheffield spiega ai suoi commensali come ha conosciuto sua moglie, i ballerini cercano la sala del proprio genere preferito e io penso solo a scendere dai tacchi sui cui sono salita per l’occasione, mentre cerco di calcolare mentalmente il denaro raccolto e mi interrogo sul livello di consapevolezza riguardo al cancro che questo tipo di eventi risveglia nella società, considerando il fatto che la maggior parte di essa non può permettersi il prezzo dell’entrata.

Alcuni consigli pre-ballo viennese:

- Se sei una ragazza, non andare mai vestita di bianco. È il colore utilizzato dalle dame nel ballo di apertura. Rispetta la norma. Non è il luogo più adatto per protestare contro l’ordine stabilito.

- Se non sai ballare, irrigidisciti e dissimula. I pestoni sono molto più comuni di quanto sembri.

- Non presentarti senza accompagnatore. Sedersi su una sedia e aspettare che un elegante cavaliere ti inviti a ballare è solo una leggenda.

Foto di © Bertrand Orsal