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Attenzione a dove parcheggi il tuo fuoristrada

Articolo pubblicato il 16 aprile 2008
Articolo pubblicato il 16 aprile 2008
Per combattere l’inquinamento, gli «eco-guerriglieri» di molte città europee approfittano della notte per sgonfiare i pneumatici dei 4X4. L’esempio di Lione.

Il cittadino di oggi che vuole farla finita con la solita routine “metro-ufficio-casa” affronta ormai la “giungla urbana” al volante del suo fiammeggiante 4X4. Segni particolari di questo tipo di vetture: motore potente e quattro ruote motrici che offrono una migliore aderenza al terreno, soprattutto su quelli dissestati. Ma inquina di più.

Secondo l’Ademe, l’agenzia per l’ambiente e della gestione dell’energia, un 4x4 consuma il 33% in più di una normale vettura. La Francia gode di una delle migliori reti stradali del mondo: le poche buche che si possono incontrare meritano la definizione di “terreno scosceso” e avvallano l’uso di un fuoristrada? Di fronte a questi paradossi, dall’inizio del 2000, sono nati gruppi di azione armati di coscienza ecologica.

Quando i pneumatici fanno «psssss»

Les Dégonflés in Francia(chris_lori/flickr)

Li chiamano Les dégonflés in Francia, Les Flagadas in Belgio, ”The Indians of the Concrete Jungle” in Svezia. Sono tutti mossi dallo stesso obiettivo: rendere evidente la mancanza di senso ecologico legata alla presenza dei 4x4 nelle città. Come? Al calar delle tenebre, nei quartieri chic, bisogna fare attenzione a questi giustizieri mascherati. Non c’è Cherokee o Land Rover che si salva: il proprietario troverà, il mattino seguente, le sue ruote a terra.

Jérémie, che conosce bene gli “sgonfiatori” lionesi, ci spiega cosa spinge questi “commandos”: «Il 4x4 rappresenta la virilità: è una macchina che consuma molto, un prodotto di lusso e un privilegio di chi non ha problemi economici. Ci si potrebbe accontentare di una macchina più piccola ed ecologia», spiega. «Per gli “sgonfiatori”, i fuoristrada sono il simbolo di uno stile di vita da denunciare».

Come si organizzano i gruppi d’azione underground? «Ci si chiama e ci si dà un appuntamento. Di solito scegliamo una strada non trafficata e, mentre alcuni fanno da palo, gli altri svitano le valvole». L’obiettivo? Generare un dibattito sul ruolo di queste macchine in città. «Attraverso azioni mirate, vogliamo introdurre il tema dell’ecologia anche nelle discussioni familiari. È bastato sgonfiare una decina di 4x4 perché diventassimo un fenomeno mediatico», continua Jérémie.

Leggenda urbana ed ecologia

Gli sgonfiatori in azione a Parigi(chris_lori/flickr)

E infatti gli “eco-guerriglieri” sono diventati quasi dei miti, ma a discapito dei proprietari dei 4x4, che adesso vivono in uno stato paranoico.

E sono molti gli ecologisti che, per simpatia al movimento, si uniscono a questi “sgonfiatori selvaggi”. Anche se ormai il movimento non è più completamente attivo a Lione, il suo spirito sopravvive grazie ad una sorta di “leggenda urbana” e a dibattiti ecologici molto vivaci.

Se all’inizio sgonfiare non era perseguito dalla legge – perché non vi era scoppio dei pneumatici – ora la giustizia ha cambiato atteggiamento: chi sgonfia i pneumatici deve pagare una multa. E la cosa ha frenato un po’ il movimento lionese.

Su questo Jérémie si mostra tranquillo: «Ad ogni modo ci sarebbe stato un riflusso naturale. È tipico dei movimenti ecologici: non ci di ferma, ma si cambia spesso strategia d’azione». E quello contro i fuoristrada non è l’unico movimento di questo tipo. Esistono gli “sbullonatori” (contro manifesti giganti nelle città), gli “spegnitori” di neon o ancora i “riverniciatori” di piste ciclabili (il 10% delle piste lionesi sarebbe opera loro). Obiettivi diversi per un messaggio comune: denunciare una società che consuma in eccesso e inquina.

Dal canto loro, i proprietari dei 4x4 affermano che i loro veicoli non consumano più di una vecchia automobile. Ma per la nostra società è difficile accettare una sorta di morigeratezza nei consumi: mettere sulla bilancia le conseguenze nate dai nostri acquisti – che siano 4x4 o altro – e i nostri effettivi bisogni sarebbe un modo diverso di pensare il progresso.

L’autore è membro della redazione di Cafebabel.com a Lione