società

Anno europeo del volontariato: è tempo di imitare la Scandinavia!

Articolo pubblicato il 30 marzo 2011
Articolo pubblicato il 30 marzo 2011
Il 2011 è l’anno dedicato dall’Unione Europea al volontariato. L'occasione per conoscere meglio l’”esercito buono” dell’Ue, che presta servizio nelle mense dei poveri, nelle case di cura, nelle carceri, senza chiedere nulla in cambio.
Ma anche il momento di riflettere su un fenomeno che divide l'Europa in due, con Francia e Scandinavia che fanno la parte del leone, e molti altri paesi dove il volontariato stenta a decollare.

"Volontari! Facciamo la differenza!": è questo  lo slogan scelto per enfatizzare il valore aggiunto dei “cittadini attivi” dei  27 paesi membri. Nell’agenda 2011 la Commissione europea si impegna a promuovere la formazione, l’accreditamento e la certificazione delle competenze dei volontari europei, ma anche a costruire nuovi network per favorire gli scambi transfrontalieri, migliorando i servizi di collegamento tra i potenziali volontari e le opportunità di prestare servizio.

Divario nord-sud

In molti Paesi europei il fenomeno del volontariato trova origine all’attività caritatevole svolta dalla Chiesa già nel Medioevo. Oggi esso è sempre più organizzato e gestito dalle associazioni. Secondo dati dell’Eurofound-Eurostat, poco più del 20% dei cittadini dell’Unione si dedicano ad un’ attività di volontariato. Ma tra nord e sud non c’è paragone: più ci si allontana dal Mediterraneo più aumenta il tasso di partecipazione dei volontari: in Danimarca, Finlandia e Svezia circa il 45% dei maggiorenni sono impegnati nel sociale. In Spagna, Portogallo e Malta, ma anche nei nuovi stati membri Romania e Bulgaria, la partecipazione media non super il 15% della popolazione. Le cause di un tale divario possono essere diverse. Nei Paesi che hanno vissuto il comunismo (come Romania, Bulgaria) o altre forme di autoritarismo (come in Portogallo o Spagna) il fenomeno del volontariato è una scoperta recente, legata al ritorno delle libertà civili. In Grecia, invece, dove la famiglia svolge un ruolo insostituibile e l’assistenza ai bisognosi è sempre stata garantita dallo Stato o della Chiesa locale, la partecipazione dei cittadini stenta ad emergere. Al contrario le agevolazioni dello Stato possono favorire la nascita delle organizzazioni di volontariato come avviene in Austria e in Francia. In Francia, in particolare, il volontariato è piuttosto “secolarizzato” (ovvero storicamente promosso più dallo Stato che dalla Chiesa) e il numero dei volontari cresce costantemente al nascere di nuove organizzazioni. In alcuni casi, però, l’eccessiva frammentazione del fenomeno può creare l’effetto opposto, così come avviene in Spagna.

L’identikit del volontario europeo

Dati alla mano, è possibile anche delineare l’identikit del volontario europeo: con un alto livello di istruzione, in buona salute ed in generale soddisfatto della propria vita, la sua età media è compresa tra i 45 e i 50 anni. Ci sono più probabilità che le persone religiose si dedichino ad attività caritatevoli, mentre ce ne sono di meno per coloro che hanno vissuto difficoltà economiche. Non sembra esserci, invece, nessuna relazione diretta tra l’attività lavorativa (impiegato, libero professionista, disoccupato o pensionato) e la partecipazione al volontariato.

Sul sito della Commissione Europea si trovano i 27 National Report, che fotografano la situazione del volontariato paese per paese. Per i più volenterosi, inoltre, ricordiamo che dal 1999, l’Unione Europea ha attivato il Servizio di Volontariato Europeo (SVE), per promuovere la mobilità dei giovani e il loro coinvolgimento in progetti a beneficio della comunità.

Il ‘Tour EYV'

Per l'anno europeo del Volontariato (EYV, European Year of Volunteering) sono state organizzate 5 conferenze di alto profilo per coinvolgere tutti i soggetti attivi del volontariato e le istituzioni. Le prime due si sono già svolte: una a Bruxelles (dicembre 2010) e una a Budapest (gennaio 2011); la terza prevista a Bruxelles per maggio riguarderà i risultati conseguiti dai volontari, poi sarà il turno di Atene (sulla qualità del volontariato) e infine di Varsavia, dove si discuterà sulla creazione di un adeguato quadro giuridico per il volontariato.Ci sarà inoltre la campagna di comunicazione ‘relay EYV2011' (27 ‘Relay Reporters' seguiranno il lavoro di 54 organizzazioni di volontariato e produrranno materiale audio, video e scritto da trasmettere ai media) e il ‘Tour EYV', che farà tappa in tutte e 27 le capitali dell’UE e contribuirà a promuovere il volontariato, a stimolare i cittadini ad intraprendere attività di volontariato. Il tour, che già ha attraversato 6 paesi, farà presto tappa a Nicosia.

Questo il calendario dei prossimi appuntamenti:

• Nicosia - dal 29 marzo

• Parigi - dal 14 aprile

• Tallinn - dal 30 aprile

• Bucharest - dal 9 maggio

• Ljubljana - dal 20 maggio

• Londra - dal 1 giugno

• Vilnius - dal 20 giugno

• Roma - dal 1 luglio

• Copenhagen - dal 28 luglio

• Stoccolma - dall'8 agosto

• Dublino - dal 22 agosto

• Varsavia - dal 1 settembre

• Helsinki - dal 15 settembre

• Riga - dal 26 settembre

• Berlino - dal 7 ottobre

• Amsterdam - dal 21 ottobre

• Praga - dal 2 novembre

• Bratislava - dal 14 novembre

• Sofia - dal 21 novembre

• Valletta - dal 28 novembre

Foto:(cc) Ängsbacka/flickr