società

Ana Colovic Lesoska: il senso della sostenibilità

Articolo pubblicato il 12 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 12 dicembre 2015

Il miglior strumento per la lotta contro il cambiamento climatico? Per Ana Colovic Lesoska consiste in un esercito di linci di peluche e in un paio di polmoni gonfiabili. Ma come direttrice del centro Eco-Sense, Ana fa molto di più che del semplice attivismo creativo. Con sede a Skopje, l'organizzazione si batte davvero per delle politiche ambientali più efficaci in Macedonia.

Già da bambina, Ana Colovic Lesoska era una grande protettrice della natura e della fauna selvatica. «In qualche modo, il fatto di lavorare a contatto con l'ambiente è sempre stato naturale per me,» dice. «Questo riflette i miei valori, la mia idea di giustizia, il rispetto e l'onestà». 

Un simile interesse per le questioni climatiche non è un fatto scontato in Macedonia. Nel Paese le riflessioni sul tema restano «ferme agli anni '60,» secondo Ana. Se da una parte i problemi sono sempre più grandi, dall'altra la spinta per il cambiamento è ancora molto debole. «Per il Governo, si tratta di business as usual, i suoi membri sono animati dalla salvaguardia dei propri interessi personali. Così, naturalmente, abbiamo molto da dire riguardo gli effetti negativi di tale politica...».

Quali sono questi effetti negativi? In Macedonia riguardano i rischi che il riscaldamento globale comporta per l'agricoltura (che tuttora svolge un ruolo chiave nello sviluppo rurale) e i problemi connessi ad alcuni combustibili fossili. Il piano d'azione per il clima redatto per la COP21 sottolinea inoltre la forte dipendenza dell'ex Repubblica jugoslava dal carbone.

Cos'è Eco-Sense

È qui che interviene Eco-Sense. Il centro svolge attività di ricerca volta a «informare sugli impatti ambientali in Macedonia e a promuovere delle alternative». Per loro, la chiave sta tutta nella comunicazione e nel modo in cui si riesce a sensibilizzare la popolazione a proposito dei problemi climatici.

«Ho fondato Eco-Sense nel 2002 come un'organizzazione visionaria, che avrebbe fatto capire alle persone che la tutela dell'ambiente è una cosa importante nella nostra vita quotidiana», spiega Ana. L'organizzazione opera in diversi settori, tra cui la delicata questione energetica, il sostegno alle campagne anti-carbone o la lotta contro l'energia idroelettrica in alcune aree protette.

«Sosteniamo quasi tutto ciò che viene fatto nei Paesi dell'Unione europea,» dice, «anche se spesso ci dicono che non potrà mai funzionare in Macedonia». Eco-Sense mette a tacere le critiche portando a termine con successo i propri progetti, come il sistema di noleggio di biciclette nella Capitale, Skopje, o la pressione sui Comuni affinché approvino delle misure per l'energia pulita. Eko-Sense ha inscenato persino una "marcia funebre" con un paio di polmoni giganti gonfiabili, per ricordare a tutti l'inquinamento atmosferico che respiriamo.

Cosa aspettarsi dalla COP21 e dalle nuove generazioni

Quando si tratta di pronunciarsi sulla COP21, Ana esita tra due stati d'animo: «Quando vedo il livello di impegno del mio Governo per ridurre le emissioni di CO2, non sono ottimista,» analizza. Tuttavia, gli impegni presi su larga scala le danno più speranza: «Se si tiene presente che nessun Governo nega più l'esistenza dei cambiamenti climatici...  questo fatto è piuttosto incoraggiante. Se non riusciremo mai a raggiungere ciò che speriamo, la COP21 è almeno un buon inizio per avvicinarsi verso il nostro obiettivo».

La speranza pervade la nuova generazione? Visto la creazione di giovani movimenti ecologisti e la recente COY11, abbiamo chiesto ad Ana come i giovani potrebbero essere sedotti dal cambiamento: «Non ho mai trovato una risposta fino a quando sono nati i miei figli», dice. «Insegnate loro il rispetto per il cibo, per la natura e per il modo in cui funziona l'ambiente... Se i giovani si rendono conto che le loro azioni hanno un certo impatto, saranno in grado di cambiare il loro comportamento. Questo è esattamente ciò di cui il mondo ha bisogno in questo momento!».

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Questo articolo fa parte del progetto #21Faces: abbiamo raccolto 21 storie di 21 giovani per raccontare un'Europa "verde", originale e innovativa in vista della COP21, la grande conferenza mondiale sul cambiamento climatico, organizzata a Parigi dal 30 novembre all'11 dicembre 2015.