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Alternatiba: un bike tour per renderci consapevoli del clima

Articolo pubblicato il 23 luglio 2015
Articolo pubblicato il 23 luglio 2015

In vista della COP21, varie organizzazioni hanno cercato attivamente di creare maggiore consapevolezza sulla necessità di proteggere l'ambiente attraverso la promozione di differenti attività. Fin dal primo "Village des alternatives" tenutosi a Bayonne nell'ottobre del 2013, il collettivo francese Alternatiba permette di sperimentare alternative concrete per scongiurare il cambiamento climatico.

Pedalando sul suo emblematico quadriciclo, il Tour Alternatiba 2015 è iniziato il 5 di giugno a Bayonne. Farà il giro della Francia prima di virare verso l'interno del Paese e raggiungere Parigi il 26 Settembre, con un po' di anticipo sulla conferenza COP21 che inizierà a novembre. Sotto l'egida di "Coalizione Clima 21" (Climate Coalition 21) e con il sottotitolo “I nostri figli ci ringrazieranno”, un caravan itinerante si installerà dei villaggi educativi sparsi nel Paese, e permetterà di formare, informare e discutere del cambiamento climatico.

COP21: un punto di svolta sul cambiamento climatico?

Il 30 novembre segnerà l'inizio del ventunesimo vertice annuale sul clima, chiamato anche Conferenza delle Parti (COP: da cui "COP21") della Convezione Quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) del 1992. E' questo l'undicesimo incontro delle parti aderenti (CMP) al Protocollo di Kyoto del 1997. Quest'ultimo è invece il trattato che sarebbe dovuto entrare in vigore già nel 2005, ma che non è mai stato ratificato dagli Stati Uniti. Tra i "Grandi" anche il Canada, che dapprima sembrò acconsentire, ritratto' più tardi, complice l'ascesa del Partito conservatore e lo sfruttamento delle sabbie bituminose di Alberta.

L'altro incontro annuale della COP non è stato molto produttivo in termini di raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. L'incontro di Copenhagen nel 2009 (COP15/MOP5) fu considerato un fallimento su tutti i fronti: non fu trovato alcun punto di incontro e la vera entità delle malefatte decise dietro le quinte furono rivelate solo nel 2014, da alcuni documenti pubblicati da Edward Snowden. A Varsavia, la COP19 ha visto il ritiro in massa di centinaia di ONG, movimenti sociali e organizzazioni della Società civile. Con il dissolversi del processo della COP il mercato del credito del carbonio, dove i "giocatori" possono rilanciare e commerciare spassionatamente la possibilità di inquinare come se stessero giocando a una partita a dadi, ha potututo decollare.  

Lo scorso anno, parallelamente alla COP20 di Lima, in Perù, si è tenuto il Vertice dei popoli (Cumbre de los pueblos). Il Vertice dei popoli ha zigzagato fuori e dentro i vari vertici internazionali dell'America latina, tra i quali il sesto Vertice delle Americhe (Cumbre del las Americas) di Cartagena e la conferenza Rio+20. Un rapporto del Vertice, consegnato alla COP20 nel dicembre del 2014, ha denunciato la connivenza dei governi con il mondo dei grandi affari. «Le maggiori corporation transnazionali "accompagnano" i governi nelle negoziazioni globali, per raggiungere degli accordi che hanno il solo scopo di occultare le responsabilità dei paesi industrializzati riguardo le emissioni di gas serra, come anche il fatto che essi siano i principali responsabili del cambiamento climatico» si legge nella relazione. 

Secondo Maxime Combes di Attac-France, in un articolo sul Vertice, «se ci sarà un accordo possibile nel 2015, non sarà né giuridicamente vincolante né commisurato alla posta in gioco». Combes ha continuato descrivendo come il Presidente Obama «ha chiarimente asserito, la scorsa estate, che preferisce un meccanismo legale flessibile che invita gli Stati a definire e annunciare a intervalli regolari e unilaterali i loro impegni (come la riduzione delle emissioni, stanziamento fondi, eccetera) per un determinato periodo di tempo».

"Cambiamo il sistema, non il clima"

Trovandosi faccia a faccia con l'urgenza data dalla situazione climatica e l'assurdità delle proposte fatte dai leader mondiali insieme ai decisori internazionali, la contro-missione di Coalition Climat 21 è quella di attivare le organizzazioni che intendono sensibilizzare il pubblico sull'argomento, smascherando i "giocatori incalliti" presenti alla COP e fornendo delle alternative valide e concrete per combattere il cambiamento climatico.

Il coordinatore locale per la mobilizzazione locale, Luise Peltier, scrive: «Lo scopo della Coalition Climat 21 è essere una piattaforma per far incontrare le organizzazioni nazionali e internazionali, per farle discutere e coordinare riguardo date, luoghi e narrative di azioni. Così come per mobilitare i cittadini e aumentare la consapevoezza generale riguardo la questione del clima. Non si tratta di una nuova organizzazione ma di un luogo per coordinarsi, creato da diverse ONG che sentono di aver bisogno di un tale luogo per essere il più efficaci possibili in vista della COP21 e delle sfide future». Il motto di Alternatiba è: "Cambiamo il sistema, non il clima".

I fondatori dell'ambizioso Tour Alternatiba si stanno organizzando secondo quattro temi principali: cibo, energia, economia e finanza, democrazia, dando spazio per la definizione di altre idee che non riescono facilmente a essere comprese in queste categorie. Coalizione Clima 21 sta programmando circa 600 eventi, allo scopo di informare ed educare su queste tematiche.  

Ci sono letteralmente infinite alternative che possono essere messe in atto per salvare il pianeta: da semplici misure che permettono di consumare meno come camminare invece di andare in auto, coltivare invece di comprare, chiudere l'acqua quando non la si usa. A cambiamenti sistematici più complessi in capo alle amministrazioni pubbliche, all'economia e alla società. Funzionerà? Deve, perché se così non fosse l'alternativa che ci aspetta è tanto nefasta per poterla immaginare. 

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Danica Jorden è autrice e traduttrice dal francese, spagnolo, portoghese e italiano.