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Allarme smog: com'è l'aria in Europa?

Articolo pubblicato il 31 gennaio 2017
Articolo pubblicato il 31 gennaio 2017

Da qualche settimana il paese col peggior inquinamento atmosferico d'Europa risulta essere la Polonia. Tuttavia, anche il resto del Vecchio Continente deve fare i conti con un'atmosfera tutt'altro che pulita. Dove si respira l'aria peggiore in termini di inquinamento? Fate un bel respiro e scorrete la nostra infografica per scoprirlo.  

Il paese europeo che se la passa peggio dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico? Senza dubbio la Polonia, che da qualche settimana, salvo poche interruzioni, è in sostanza costantemente coperta da un fitto strato di smog. In alcune città l'inquinamento atmosferico ha superato di oltre il doppio il valore limite. Per limitare il fenomeno, alcuni comuni hanno reso gratuiti i trasporti pubblici, consigliando caldamente a bambini ed anziani di rimanere in casa, e in generale di non praticare sport all'aperto o attività fisica pesante. Tuttavia, queste misure non si sono rivelate sufficienti, e vi sono diverse correnti attiviste che domandano un radicale cambiamento del sistema. chiedendo misure che includono la drastica riduzione del volume del traffico automobilistico, nonché la sostituzione di forme obsolete di riscaldamento con altre più moderne ed eco-friendly. Inoltre, dovrebbero essere applicate sanzioni più pesanti sulla pratica, a volte molto diffusa, di bruciare i rifiuti e altre sostanze nocive nelle stufe o nei camini delle case.  

Questa situazione tuttavia non è affatto una novità. Nonostante già da diversi anni si parli di smog in Polonia, soltanto dall'ultima crisi di questo inverno la tematica viene costantemente riproposta sui media polacchi. L'ultimo rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fa notare che 33 delle 50 città più inquinate d'Europa si trovano in Polonia. Ciononostante, l'intero continente deve fare i conti con l'inquinamento atmosferico, a cause del quale muoiono circa 467.000 persone l'anno

Cosa ci uccide esattamente?

Le polveri sospese del particolato atmosferico solo le principali responsabili di questa alta mortalità. Si tratta di particelle il cui diametro è molto più piccolo di quello di un capello. Si distinguono due tipi di particelle: il PM 10 e il PM 2,5 (con un diametro di 10 e 2,5 micrometri). Ecco due mappe che mostrano in quali città europee si ha a che fare con quale tipo di accumulo di particelle. 

PM 10

Le particelle con diametro inferiore a 10 micrometri sono quelle che vengono più comunemente usate per analizzare l'inquinamento atmosferico. Queste particelle producono una moltitudine di malattie polmonari, tra cui l'asma, e di patologie dei vasi sanguigni, senza contare l'effetto cancerogeno, minacciando principalmente la salute dei bambini e degli anziani. Per questa ragione, anche se il livello d'inquinamento è relativamente basso, queste particelle rimangono in ogni caso dannose per la salute. L'OMS ha quindi individuato una soglia annua media di inquinamento atmosferico, che non dovrebbe mai essere superata. Essa corrisponde a 20 µg/m3 (micrometro per metro cubo). I paesi evidenziati in verde sulla mappa non superano questo valore, mentre lo stesso non si può dire di quelli in rosso. I paesi dove si respira l'aria più pulita sono quelli scandinavi, mentre la Bulgaria e la Polonia sono le nazioni dall'aria maggiormente inquinata. Anche se, osservando meglio, anche Romania e Italia non se la passano bene.

Fonte: Eurostat

PM 2.5

Le particelle il cui diametro è inferiore a 2,5 micrometri (PM 2.5) sono però ancora più dannose delle particelle PM 10. Sono così piccole che si depositano senza particolari difficoltà nei polmoni e nel sistema circolatorio. Per questa ragione, l'OMS ha stabilito un valore limite ancora più basso, di 10 µg/m3, anch'esso però superato da quasi tutti i paesi europei. Anche in questo caso la situazione più drammatica si registra in Bulgaria e in Polonia, seguita subito dai paesi dell'Europa centrale e dall'Italia. Del tutto diversa è invece la situazione in Irlanda, in Portogallo e, come sempre, in Scandinavia.

Fonte: Eurostat