società

Alla ricerca di un lavoro tra Londra e Bucarest

Articolo pubblicato il 05 maggio 2015
Articolo pubblicato il 05 maggio 2015

Nell'UE un giovane su cinque – circa 5,5 milioni di cittadini – non riesce a trovare un'occupazione; molti di più svolgono lavori per i quali sono troppo qualificati. In Europa la disoccupazione giovanile finisce spesso in prima pagina, ma quali sono le storie dietro alle statistiche? Il primo articolo di un reportage in più parti, con testimonianze da Bucarest e da Londra.

L'autunno è appena iniziato, si pensa a un nuovo inizio e a Bucarest gli studenti si preparano ad un nuovo anno accademico. In tutto lo Stato, però, il pensiero dei romeni va a questi 25 anni di libertà e di democrazia. Passato e futuro, opportunità e sfrustrazioni vanno di pari passo nella capitale, col suo mix di facciate che cadono a pezzi e nuove costruzioni kitsch, con le auto di lusso che sfrecciano lungo le superstrade a quattro corsie e che agli incroci vengono fermate dai mendicanti. 

E ovunque l'energia dei giovani, troppo piccoli per avere visto la caduta del regime comunista: se vuoi un lavoro decente e ben pagato, ti dicono tutti che Bucarest è il posto giusto.

«Non ho ancora deciso»

Al campus di Grozavest gli studenti stanno rientrando in università. Alcuni, come Dragos e Octavian, entrambi di 24 anni, hanno trascorso l'estate proprio qui. Dragos ha appena terminato il primo anno di filosofia, un corso che ha scelto per ragioni pratiche.

«Mi sono sempre posto molte domande, e poi non avevo un posto dove stare», ci dice. «Così ho riempito un modulo, sono entrato all'università, ho ottenuto un posto qui. Ottimo. Non so se quest'anno farò lo stesso perché non voglio andare a lezione, voglio lavorare nel campo che mi piace. La filosofia non mi porterà da nessuna parte, credo». Quando arrivò a Bucarest per la prima volta, Dragos trovò lavoro come autista, dice. «Consegnavo cose: biscotti, dolcetti». In seguito trovò un'occupazione come tester di videogiochi, più vicino al campo della produzione audio, il suo sogno. E quello lo faresti in Romania o all'estero? «Non l'ho ancora deciso», dice.

Per il suo amico Octavian studiare giurisprudenza è l'unico modo per rimanere in Romania. Nel frattempo, dice, «ho un lavoro estivo per una compagnia telefonica. Lo faccio principalmente per comprare una moto». Octavian non condivide la drammatica opinione sulla disoccupazione giovanile: «Dopo i 40 (anni) e fino ai 45 è difficile accaparrarsi un lavoro. Quest'anno ci saranno le elezioni presidenziali e la disoccupazione giovanile non viene considerata particolarmente dai media».

(Aggiornamento: Lo sfidante del centrodestra Klaus Iohannis, sindaco di Sibiu, una città della Transilvania, ha sconfitto il favorito del partito socialdemocratico, il primo ministro Victor Ponta.) 

Corina, una studentessa di geografia di 23 anni, ne è meno convinta. «Non so quello che farò perché non ci sono molte opportunità. Nessuno ti offre un lavoro se non hai esperienza».

Il suo sogno è fare l'agente di viaggio, ma i sogni non rientrano nei prossimi progetti. Negli ultimi quattro anni ha lavorato come addetta alle vendite per il negozio d'abbigliamento Zara a Bucarest. «Mi sono candidata per Zara Dubai e, se mi chiameranno, ci andrò. Sia perché i salari sono migliori sia perché voglio fare qualcosa di diverso».

Verso ovest

Dalla caduta del comunismo nel 1989 i romeni hanno cercato opportunità oltre confine, in particolar modo in Italia, Spagna e Regno Unito. Non ci sono numeri certi che mostrino quanti di loro abbiano lasciato il paese, ma il Ministero del Lavoro ritiene che più di 2 milioni di romeni stiano lavorando legalmente all'estero, la maggior parte in stati dell'Unione Europea. 

Tra di loro c'è la ventitreenne Laura Chilintan, che ha lasciato la Romania quattro anni fa per studiare sociologia nel Regno Unito. «Non volevo diventare ingegnere, avvocato, attrice o dottore, e in Romania la possibilità di seguire corsi di alta qualità e ben riconosciuti era poca», spiega. «La sociologia era vietata durante il comunismo, quindi non mi aspettavo molto dagli studi in questo campo». Il suo sogno, dice, è lavorare in Romania con le piccole comunità emarginate, al momento è impiegata a Londra presso un'associazione locale che si occupa di senzatetto.

Dal 2007, da quando sono entrati a far parte dell'Unione Europea,  i romeni (e i bulgari) hanno ottenuto il permesso di viaggiare senza bisogno di visto verso il Regno Unito, ma sono spesso rimasti "vittime" delle restrizioni applicate sui tipi di lavoro che avrebbero potuto svolgere. La fine di tali restrizioni ha alimentato, nel gennaio del 2014, la paura nei confronti di un flusso in entrata di lavoratori stranieri alla ricerca di una paga migliore.

Questi timori si sono però rivelati infondati. La discrepanza tra i guadagni nel Regno Unito e in Romania resta consistente, con un salario mensile minimo di €1,249.85 (£975,96) nel primo caso (dati del 2013), e di soli €157.50 (£122.90) nel secondo. Però non tutti i giovani che si avvicinano al mercato del lavoro inglese sono così fortunati. Perfino quelli con un'alta scolarità possono sentirsi in ansia.

_

Job Hunters: rimanete sintonizzati per la seconda parte di questo fantastico approfondimento scritto da Anna Patton e Lorelei Mihala in cui parleranno dei giovani europei arrivati a Londra alla ricerca di un lavoro.