società

Albanofobia: dalla Serbia a Harry Potter, un mito da sfatare

Articolo pubblicato il 21 giugno 2011
Articolo pubblicato il 21 giugno 2011
La cultura popolare continuerà ad esser generata da stereotipi e pregiudizi. Una giornalista serba, approdata timidamente a Tirana, va alle radici dell'assurdo fenomeno dell''albanofobia' o 'anti-albanismo'

In tutti i libri di Harry Potter il malvagio Lord Voldemort fugge verso una terra chiamata Albania in più di un'occasione: è  un luogo ricoperto da foreste buie popolate da creature malvagie. Qualora vi foste persi l'esclusiva saga di J.K. Rowland e abbiate guardato gli hollywoodiani blockbuster d'azione (film come Io vi troverò o Agente 007-Casino Royal), ecco che gli albanesi rappresentano le menti delle organizzazioni criminali. Che sia considerato o meno un termine ufficiale nelle scienze sociali, il termine 'albanofobia' é approdato sulle pagine di Wikipedia e sull'edizione cartacea 2010 dell'Anglo-Saxon. La definizione generale del termine fa riferimento aglialbanesi come 'criminali e degenerati' : 'albanofobia' o 'anti-albanismo' è una definizione "maggiormente diffusa in paesi che hanno minoranze etniche albanesi, quali Serbia, Repubblica di Macedonia e Montenegro e in paesi con folti gruppi di immigrati albanesi, come la Grecia e l'Italia".

Avvicinare Belgrado a Tirana

Ho sperimentato un po' di quella fobia mentre prenotavo il biglietto aereo da Belgrado a Tirana; il mio agente di viaggio sembrava sorpreso. Non c'è un volo diretto tra le due capitali. Il volo diretto un tempo operato dalla compagnia di bandiera serba JAT é stato cancellato nel 2008. Tra i vari modi per raggiungere Tirana è possibile recarsi in Montenegro (città di Ulcinj) e da lì prendere un furgoncino o un taxi, oppure recarsi a Pristina (cosa che molti serbi evitano di fare) e da lì prendere un autobus. Io alla fine ho dovuto prendere un aereo via Roma al costo di circa 200 euro. Mentre preparavo la valigia ho ricevuto più chiamate del solito dai miei amici e familiari che non facevano altro che ripetermi: "Stai attenta quando sei a Tirana" - nonostante nessuno di loro sia mai stato realmente in Albania. Gli stereotipi negativi sugli albanesi sono stati inaspriti dallo svizzero Dick Marty, relatore presso il Consiglio d'Europa e dal suo rapporto d'inchiesta sul traffico di organi  da parte dei Kosovari in Albania nel Dicembre 2010. Tale inchiesta ha fortemente indignato anche gli albanesi: solo recentemente è stato archiviata  l'accusa per diffamazione nei confronti di Marty da parte di una famiglia albanese.

Almeno nel campo della cultura e delle scienze che questi pregiudizi sono stati superati. Nel 2010 le università di Tirana e Belgrado hanno firmato un accordo di cooperazione che dava il benvenuto a relatori universitari albanesi presso il dipartimento di “albanology” a Belgrado. Merima Krijezi, assistente di dipartimento, dichiara che le relazioni tra i due paesi stanno finalmente prendendo una piega positiva dopo un lungo periodo stagnante. "I media in Albania hanno un atteggiamento positivo", ci spiega. "Nei media serbi non c’è tutta quest’informazione a riguardo. Ad esempio, quando la compagnia teatrale nazionale di Belgrado si è esibita a Tirana, i media albanesi ne hanno parlato, mentre l’esibizione del quartetto musicale albanese in visita a Belgrado non ha ricevuto la stessa attenzione mediatica".

L'Albania ottomana e la Grande Albania

Con mia grande sorpresa, il professor Shaban Sinani parla un po’ di serbo. Il ricercatore albanese, che è specializzato in etnologia e problematiche regionali, ricorda che tutte quelle forme di xenofobia che troviamo nei Balcani sono nate con la creazione dei primi confini in questa regione. "Durante l’era dell’impero ottomano non esistevano confini né incomprensioni tra le popolazioni balcaniche", mi racconta in un albergo internazionale a Tirana. "Quella era l’unica cosa positiva del regno". Indagini sociologiche sulla distanza etnica in Serbia dimostrano una forte ostilità nei riguardi degli albanesi. Ad esempio, se “The Road out of brotherhood and unity” – studio sulla distanza etnica dei cittadini serbi, pubblicato all’inizio di quest’anno, riporta che la diffidenza verso gli albanesi staa diminuendo leggermente, i risultati dimostrano che il 70% degli intervistati non vorrebbe sposarsi con un albanese. Queste relazioni non creano apparentemente alcun tipo di problema in Albania. Anzi, è piuttosto il contrario. "Le persone qui, i giovani in particolare, non hanno un’opinione strutturata riguardo la Serbia poiché generalmente non ne sanno molto a riguardo", mi dice un giovane a Tirana. 

Un’altra ragione con cui gli “albanofobici” sono soliti giustificare i propri timori sta nell’idea della creazione di una Grande Albania. Il termine è stato largamente utilizzato dai media serbi e macedoni durante la dichiarazione di indipendenza del Kosovo dalla Serbia e durante il conflitto armato in Macedonia del 2001. La Grande Albania o Albania Etnica è un’espressione che include territori nella regione popolati per lo più da etnie albanesi (in Kosovo, Montenegro, Serbia, Repubblica di Macedonia e Grecia). Il professore Shaban Sinani scuote vigorosamente la testa. "Questo termine non fu coniato dagli Albanesi", incalza. "E' stata una creazione dei nazi-fascisti, di Mussolini e del terzo Reich. Di sicuro, non vi è più alcun progetto di una Grande Albania". Sebbene si tratti di un abuso di storia politica contemporanea ,un sondaggio Gallup del 2010 portato avanti in cooperazione con il Fondo Europeo per I Balcani, citato dalla TV macedone Kanal 5, dimostra che un ampio numero di albanesi sostiene l’idea di una Grande Albania.

Non dimentichiamo i Greci

Nel frattempo, stando a un recente sondaggio, gli albanesi dimostrano avere lo stesso tipo di timori riguardo ai cittadini greci che abitano a sud del loro paese. In vista di un censimento popolare previsto per novembre 2011, l’organizzazione ‘The Red and Black Alliance", ha intrapreso un’iniziativa di raccolta firme, precisamente 50.000, per poter rimuovere le domande attinenti a nazionalità e religione dalla scheda di registrazione. In un caffè non molto lontano dal punto di raccolta firme per la petizione, nel cuore di Tirana, l’attivista Endrit Shabani esprime il suo timore riguardo a probabili false dichiarazioni d'identità durante tale censimento. Nonostante le domande su nazionalità e religione siano normalmente previste nelle schede di registrazione di altri paesi europei (seppur facoltative), in Albania simili informazioni non vengono richieste da più di 70 anni. Non c'è dunque alcun dato ufficiale recente riguardante il numero di minoranze in Albania. "Circa 30.000 famiglie disagiate nel sud dell’Albania ricevono una sorta di pensione dalla Grecia", spiega Endrit. "Se non si dichiarassero Greci, non potrebbero più beneficiare del sussidio economico. D’altra parte, se si dovessero dichiarare di nazionalità greca, si creerebbero tensioni etniche in Albania. La registrazione dovrebbe essere una procedura statistica, e non una procedura con implicazioni di carattere legale. Grazie alla legge anagrafica adottata dal nostro governo, ogni auto-dichiarazione presentata all’anagrafe non dovrà essere certificata e andrà comunque sui documenti personali, come il passaporto.’

Mentre  i Balcani sono solitamente famosi per le loro dispute nazionaliste, l’Albania in quanto nazione è riuscita a starne fuori. Da quando il paese è uscito dal comunismo nel 1991, l’obiettivo principale è stato l’adesione all’Unione Europea. E in effetti gli albanesi hanno dimostrato il più alto tasso di euro-ottimismo della regione. Per quel che riguarda l’ ‘albanofobia’, stando ad un sondaggio Gallup condotto all’inizio di quest’anno, più del 60% degli  Albanesi sono convinti che l’immagine del loro paese sia positiva e stia migliorando all’interno dell’UE; ben lontana da quanto le forze oscure della letteratura contemporanea ci abbiano indotti a pensare.

Questo articolo fa parte della serie Orient Express 2010-2011, la serie di reportage realizzati da cafebabel.com nei Balcani e in Turchia. Più informazioni su Orient Express Reporter.

Images: main imdb Casino Royale official still; Prof. Dr. Shaban Sinani courtesy of official facebook page; campaign image from The Red and Black Alliance