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Aborto: Rajoy sfida la Spagna

Articolo pubblicato il 20 settembre 2013
Articolo pubblicato il 20 settembre 2013

La Spagna è sul punto di raggiungere il piccolo gruppo dei Paesi europei in cui l'aborto è illegale. In gran parte ispirato da una Chiesa cattolica onnipresente, il governo conservatore di Mariano Rajoy conduce de facto una politica anti-liberale contro la volontà dei suoi concittadini.  

È incredibile constatare il numero di passi falsi che un un governo occidentale, ancora oggi, sia in grado di fare quando si tratta di interferire con i diritti della persona e delle donne in particolare. Passate i Pirenei e vi sembrerà di essere tornati indietro di 30 anni, in un'epoca in cui l'aborto, salvo casi eccezionali, era illegale. 

Medioevo

Eppure, dal 2010, la Spagna si era dotata di una legislazione simile a quella della Francia: negli ultimi anni essa ha permesso alle donne di abortire senza dover dare spiegazioni fino alla 14esima settimana (in Francia, tutte le donne possono abortire gratuitamente e incondizionatamente fino alla 12esima settimana).

Oggi, il governo spagnolo sta cercando di fare di tutto per tornare a una situazione in cui l'aborto verrebbe addirittura vietato, salvo in casi di stupro, malformazione del feto o rischi sanitari per la madre. Il progetto della destra non è ancora del tutto definito, ma una cosa è certa: se verrà approvato, si ritornerà a un sistema equivalente, se non più duro, di quello del 1985: senza l'accordo dei genitori, per i minori, il diritto di abortire non esisterà più

Questo ritorno a una legislazione medievale, è una "promessa" di lunga data. Si tratta del quinto tentativo durante gli ultimi 2 anni- dibattiti interni circa la fondatezza della clausola di malformazione del feto avevano sempre ostacolato l'avanzamento del progetto di legge. Così, sotto l'impulso di una mezza dozzina di uomini al potere, le donne potrebbero avere di nuovo bisogno del consenso di una terza persona per prendere le decisioni riguardanti il proprio corpo: di un medico o di un padre. 

I cittadini spagnoli non sono così indignati come si potrebbe credere: dopo tutto, 3 anni fa la situazione era la stessa e, a quel tempo, molti trovavano il modo di aggirare la legge. Come allora, alcune coppie si recheranno nelle cliniche private che rilasciano facilmente un certificato medico che attesta gravi rischi per la salute della donna, altre andranno in Francia. I minori e chi non avrà risorse dovranno scegliere tra l'illegalità e la maternità.

«L'affare di tutti»

Una politica che, da un lato, costringe alcune donne ad avere dei figli indesiderati e, dall'altro, vieta a lesbiche e donne single l'assistenza pubblica per la fecondazione assistita, è a dir poco triste. Molti si chiedono se sia normale che uno dei Paesi con il  tasso di natalità tra i più bassi del mondo e devastato dalla crisi economica, chiuda la porta a coloro che, da soli o in coppia, vorrebbero essere genitori.

Gli spagnoli sono stanchi: le riforme della sanità, quelle dell'educazione e del lavoro li rendono ogni giorno più precari, mentre gli scandali politico-finanziari che farebbero passare l'affaire Cahuzac  come una sciocchezza, corrompono una classe politica che rimane impunita. Gli spagnoli sono indignati, ma anche i precursori del movimento Occupy, si sentono impotenti ormai. Installarsi per giorni interi a Puerta del Sol e gridare al mondo intero la propria indignazione non basta più a frenare le misure inquietanti della destra spagnola

L'organizzazione Femen ha interrotto una sessione parlamentare a Madrid, il 9 ottobre scorso (cc) Euronews

Nonostante tutto, alcuni non si arrendono: più di 250 associazioni, sindacati, cliniche e partiti politici si sono riuniti per creare il movimento Nosotras Decidimos  ("Decidiamo Noi", ndr.) che lotta per difendere l'attuale legislazione. Alla fine di settembre, erano qualche migliaia ad attraversare Madrid per difendere il diritto incondizionato all'aborto. Constatando la debole presenza maschile nel corteo, c'è chi si è interrogato sul motivo. Perché gli uomini con i quali le donne spagnole hanno manifestato durante il 15M (giorno in cui gli Indignados hanno iniziato a occupare Puerta del Sol) non erano in piazza? L'aborto, in fondo, è un "affare" che riguarda tutti.