Smart living

Future Food District: quando innovazione fa rima con relazione

Articolo pubblicato il 21 giugno 2015
Articolo pubblicato il 21 giugno 2015

Come mangeremo nel futuro? Quali caratteristiche avrà la relazione fra produttori e consumatori?  A queste domande tenta di dare una risposta Future Food District, una delle Aree Tematiche di Expo Milano2015. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Coop, il MIT Senseable City Lab e lo studio Carlo Ratti Associati.

Il Future Food District mira a rappresentare i possibili scenari futuri del retail, proponendo al visitatore una esperienza di acquisto dei cibi completamente nuova, che abbatte le barriere fra produttore e consumatore e racconta la storia di tutto ciò che di commestibile è in vendita: dal luogo di coltivazione alle sostanze nutritive che lo compongono, dalla sua impronta ecologica (quanto impatta sull’ambiente dalla produzione al momento in cui arriva sulla tavola) alle tecniche e prodotti a supporto della coltivazione. Una sorta di “etichetta 2.0”, esauriente e ricchissima di contenuti trasmessi tramite tavoli interattivi: il visitatore non deve fare altro che sfiorare con un dito l’alimento prescelto e otterrà in tempo reale e in una unica soluzione le informazioni (le proprietà, la storia, il tragitto dalle origini all’utente finale) attualmente disponibili in rete ma che, per la loro raccolta, necessiterebbero di tempo e approfondimenti. 

Questa etichetta “aumentata” conferma il trend dell’uso dello storytelling nella comunicazione in ambito food&beverages. Ormai non è più sufficiente fornire al consumatore le informazioni previste dalla normativa (legate principalmente a valori nutritivi, provenienza o tecniche di conservazione): occorre inserire quel determinato cibo in un contesto narrativo che ne enfatizzi il lavoro che si cela alle sue spalle, le persone che lo hanno reso possibile. In altre parole, l’ “umanità” che c’è dietro qualunque cibo.

Nel Future Food District è interessante il ruolo che assume la tecnologia, sempre più determinante a ogni livello del settore alimentare. Questa volta la sua funzione è quella di creare interfacce che facilitino le interazioni fra consumatori, produttori e cibo, riscoprendo allo stesso tempo la dimensione sociale della catena di vendita. Conoscere esattamente ciò che si mangia consentirà ai cittadini di attuare scelte alimentari più consapevoli. 

Dove

Il Future Food District è nel cuore di Expo, all’incrocio tra Cardo e Decumano

Come 

E’ composto da un padiglione di 2.500 metri quadri (Supermarket) e da una piazza pubblica di 4.500 metri quadri. Lo spazio espositivo è suddiviso in cinque percorsi, ciascuno dei quali corrispondente a una filiera alimentare.

Per ulteriori informazioni consulta il sito ufficiale www.expo2015.org

Questo articolo sarà pubblicato sul free press "Vizio Capitale", dedicato alla cultura della gastronomia.Per ulteriori informazioni visita la pagina Facebook di Vizio Capitale