Sevilla

Panagiotis Kabolis, notaio ateniese: “è l'ultima chance per cambiare e dimostrare che di noi ci si può fidare”.

Articolo pubblicato il 15 luglio 2015
Articolo pubblicato il 15 luglio 2015

A Cafebabel Seviglia abbiamo continuato con la nostra serie di interviste ai vari profili professionali greci per ascoltare le loro opinioni sulla situazione attuale. L'accordo tra Tsipras e Bruxelles è stato appena raggiunto e sembra, afferma il nostro intervistato Panagiotis Kabolis, che "sia l'ultima chance per cambiare e dimostrare che di noi ci si può fidare".

1) Cosa significa per i greci il risultato del referendum e quale messaggio manda al resto dell'Europa?

Si è discusso molto riguardo al significato del referendum. Coloro che hanno votato "sì" volevano che la Grecia rimanesse nell'Eurozona (questa è stata la visione dei partner europei).

Coloro che hanno votato "no" invece erano contrari alle dure misure previste dalle proposte dei partner europei. Come ha ammesso l'attuale ministro delle finanze Tsakalotos, il referendum era l'unica soluzione, poichè le proposte non sarebbero state accettate da molti dei membri del parlamento appartenenti al Syriza. Il referendum, quindi, è servito, secondo me, a rafforzare la posizione di Tsipras nel paese.

Molti greci hanno visto l'Óxi (no) come un atto di sfida, ma la dura verità è che il paese ha bisogno di soldi e l'Óxi non ha migliorato la posizione della Grecia nelle negoziazioni. Non sto dicendo però che un "sì" andrebbe meglio a livello di negoziazioni. 

Come avrete visto, Tsipras ha chiesto il supporto del parlamento nelle negoziazioni: 251 dei 300 membri del parlamento hanno votato a favore. L'opposizione è stata d'aiuto, ma 17 membri del partito Syriza hanno votato "no" o si sono astenuti o non erano presenti in aula, tra cui anche ministri e importanti personalità del partito.

2) Quali potrebbero essere i prossimi passi nella negoziazione del debito per ricevere più denaro?

Immaginate cosa succederà quando il parlamento dovrà votare le leggi stabilite dal patto (se ne abbiamo uno).  È ovvio che una parte del Syriza è contraria al patto, ma non offronto nemmeno un'alternativa; oppure un'alternativa c'è: il ritorno alla dracma, ma non hanno il coraggio di dirlo apertamente.

3) Quali passi sono possibili e cosa è assolutamente non negoziabile?

Il fatto è che il partito Syriza ha promesso molto alle persone per salire al potere senza avere la minima idea di come vanno le cose in Europa. Ora Tsipras e grande parte del Syriza stanno avendo un duro scontro con la realtà e hanno abbandonato le vecchie idee, mentre un'altra parte è ancorata nella sua ideologia di sinistra.

4) Questo gesto di "ribellione" potrebbe essere scambiato per un esercizio di irresponsabilità?

Ora passiamo al dibattito sul cambiamento dell'Europa: io penso che non abbia alcun senso perchè non sta avvenendo, in quanto tutti i paesi sono contro di noi. Un'altra cosa a cui bisogna pensare è che i nostri cittadini vogliono un taglio del debito senza fare alcun cambiamento radicale. Come avete affermato, un grande problema è rappresentato dalle pensioni anticipate e il settore pubblico. Queste persone (coloro che hanno usufruito delle pensioni anticipate e i funzionari pubblici) hanno votato per Syriza perchè non vogliono che ci sia un cambiamento, anche se questo è catastrofico per il paese.

5) Varoufakis si è ritirato. Perchè? Qual è la reazione del FMI?

Cosa posso dire a proposito di Varoufakis? Quell'uomo era così incompetente. In pochi mesi ha distrutto ogni progresso fatto negli ultimi 5 anni. Ora siamo quasi tornati al punto di partenza. Non sarebbe mai dovuto diventare ministro. Ora, con le banche chiuse e l'economia a un punto fermo, non vedo alcuna possibilità di negoziazione. Per come la vedo, questa è l'ultima chance per cambiare e dimostrare che di noi ci si può fidare (perchè il problema è che loro non si fidano più di noi), ma temo che con questo governo sarà difficoltoso.