banlieue
Risultati per banlieue nella rivista
Una giornata nelle difficili banlieue parigine
Cinque anni dopo l’ultima ondata di violenza nella periferia francese, un giornalista spagnolo visita la "banlieu" parigina per cafebabel.com e intervista tre dei suoi abitanti
discriminazione, razzismo, multiculturalismo, periferie, casa, immigrazione
Banlieue: violenza e confino
Banlieue, nello slang perigino che inverte le sillabe, è “lieu du ban”, letteralmente, "luogo del confino". Nelle periferie francesi difficili si ammassano disoccupati. In edifici dall'architettura carceraria, con i figli, anch'essi contagiati dalla disillusione.
Banlieue d’Europa: l’ora del riscatto?
La banlieue, ai tempi dei tumulti francesi del 2005, ha dato il nome a tutte le periferie popolari d’Europa. Là dove c’è isolamento e tensione, lontano dal centro città, c’è una banlieue. Ma cafebabel.com ha voluto scoprirne anche il volto nascosto, con un viaggio attraverso i sobborghi dimenticati delle grandi città europee. A Parigi la banlieue ha una doppia faccia: quella mostrata dai media, e quella raccontata dagli abitanti. A Bruxelles è facile scovarne il talento e le speranze: basta guardare i b-boys ballare l’hip hop nel Museo delle Belle arti. A volte si tenta di far loro un lifting, e a Strasburgo ne sanno qualcosa, mentre là dove non cambia mai, a Lisbona o Barcellona, si scopre tanta umanità. Una cosa è certa: tutta l’Europa ha la sue banllieues, che tanto hanno da dire sulle identità nazionali.
- Leggi lo speciale Banlieue d’Europa: l’ora del riscatto?
- Chelas, piccola Africa che fa tremare i lisboneti
- Hip Hop a Bruxelles: ormai si balla al museo!
- L' altra faccia di Barcellona: oltre Gaudí, ripidi pendii e blocchi di cemento
- Banlieues francesi: istruzioni d'uso per gli europei
- Strasburgo, lavaggio espresso della periferia-frontiera di Port du Rhin
Sefyu, rapper della banlieue con un passato nei Gunners
I media ci raccontano le vite di rapper famosi, con tanto di catene dorate al collo e che, dopo i primi passi verso il successo, lasciano per sempre la città natale di periferia. Contrariamente a questa immagine stereotipata, la storia che vi racconto oggi è quella di Sefyu, nato e da sempre residente nel dipartimento 93 di Seine-Saint Denis a Aulnay-Sous-Bois. Fatta eccezione per la pubblicità del suo nuovo album, Sefyu evita l'ambiente dello spettacolo, investendosi nella vita di quartiere e consacrandosi alla sua passione di sempre: il calcio.
Banlieue, precarietà e università. Cambia l'impegno giovanile in Francia
L’anniversario della ribellione del Maggio '68 francese si avvicina. Anche oggi i giovani scendono in campo. Ma a loro modo.
giovani, unione europea, invecchiamento e pensioni, politica, cultura, società
Graffiti e streetwear, la sub-cultura transnazionale
Tra l’hip hop e il verlan, lo slang che inverte le lettere, la cultura della banlieue sprizza creatività da tutti i pori. E in risposta a disoccupazione e violenza, fioriscono progetti artistici nei ghetti di periferia, da Parigi a Bucarest.
Il Teatro dell’oppresso dopo la morte di Boal
Nel mondo sono molti i gruppi teatrali che si rifanno al metodo del Teatro dell'Oppresso per restituire all'essere umano l'antico diritto all'atto creativo. Gli obiettivi? Dalla mediazione dei conflitti alla presa di coscienza delle forme di violenza nelle fabbriche italiane o nelle banlieue parigine. Intervista con Rui Frati, direttore del Tdo a Parigi, a due mesi dalla morte del suo fondatore, Augusto Boal.
Anarchici a Roma e riots a Londra: criminali d’Europa senza un messaggio politico
Equiparare i rivoltosi di Londra ai dimostranti greci e i siriani è semplicemente offensivo. La mobilitazione dei londinesi, durata quattro giorni, non può essere paragonata ai mesi di agitazione che attraversano o l’Europa e il mondo arabo. Per le violenze che hanno rovinato la giornata del 15 maggio a Roma vale lo stesso discorso.
elezioni, italia, londra, repubblica araba di siria, spagna, regno unito
