Berlinale
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Berlino non è la Germania
La città pullula di eventi culturali per celebrare la riunificazione di Berlino e del continente europeo. Ma come cambiano i punti di vista dei protagonisti, che siano ragazzi nati dopo il 1990 o immigrati prima del 1990 o visitatori dei nostri tempi?
Berlino: il nuovo avanza. Inarrestabile.
3,4 milioni di abitanti, 5 volte la superficie di Parigi: questa è Berlino. Simbolo di una Germania divisa e riunificata, la capitale vuole diventare il crocevia tra “vecchia” e “nuova” Europa.
Cultura, gli eventi di novembre
Festival del Cinema indipendente a Helsinki, arti digitali a Brighton, jazz a Berlino, fotografia a Bratislava. Gli appuntamenti culturali di questo mese.
Primavera in Europa, voglia di festival
Il Vintage Computer Festival a Monaco, la feria di Siviglia, Al di Meola a Tallinn, Patty Smith a Parigi e la Divina Commedia a Liverpool. Il continente si risveglia. Aspettando l’estate.
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Sarajevo rinasce col cinema
Il 26 agosto si è concluso il 12 Festival del Film di Sarajevo. Una rassegna dalla programmazione d’essai e molto ricca. Che celebra la rinascita del cinema dei Balcani.
diritti umani, multiculturalismo, sarajevo, jasmila žbanič, sviluppo, sistemi educativi
Stage: più precari di così si muore
Dal 2005 esiste una piattaforma europea, Génération-P, contro gli abusi degli stage e del lavoro precario. Un lobbying che comincia a dare risultati. Quando il lavoro non nobilita.
Quando la realtà diventa un film dell'orrore
Dopo il secondo posto conquistato da un film ungherese alla Berlinale 2012, anche noi di cafebabel.com abbiamo scoperto un piccolo capolavoro del cinema magiaro. Pochi film si prestano a così tante interpretazioni come la seconda pellicola del regista trentatreenne György Pálfi, "Taxidermia", realizzata nel 2006. Secondo alcuni si tratta di una black comedy, secondo altri di un horror, in ogni caso è una critica della storia dell’Ungheria moderna, vista attraverso gli occhi degli uomini di tre generazioni.
critica cinematografica, budapest, storia, ungheria, società, consumatori
Jasmila Žbanić, regina del cinema bosniaco: “Abbiamo ancora paura gli uni degli altri”
Regista impegnata, Jasmila Žbanić, 36 anni, ha lo sguardo intenso e la gestualità di chi vive nei Balcani. Il suo primo lungometraggio Grbavica (“Sarajevo, amore mio”), dal nome di un quartiere di Sarajevo, ripercorreva la quotidianità di una donna e di sua figlia, concepita in seguito ad uno stupro perpetrato durante la guerra nella ex Jugoslavia. Piccolo budget, grande successo, il film vince l'Orso d'oro alla Berlinale del 2006. Con la sua nuova opera, Na Putu (nelle sale francesi con il titolo Le choix de Luna), la Žbanić dipinge una certa gioventù bosniaca colorata e ardente, attraverso la storia di una giovane coppia, messa a confronto con l'islam radicale.
bosnia-erzegovina, balcani, islam, donne & uomini, cinema, diritti umani
