Politica

Meno ferie e più tasse: il senso del Portogallo per l'austerità

Articolo pubblicato il 12 novembre 2012
Articolo pubblicato il 12 novembre 2012

"Il Portogallo ha sempre creduto nel progetto europeo come progetto di solidarietà". Questa frase viene ripetuta un paio di volte nel video "Ich bin ein Berliner", pubblicato dall'account YouTube del collettivo di indignati 15 Mayo 2011 e censurato, più o meno ufficialmente, dalla Germania. E non è un caso visto che l'austerità in Europa, di cui Angela Merkel si è fatta portavoce, sembra ignorare tale felice progetto di solidarietà. E c'è di più. Mentre la Germania non è stata neppure sanzionata per aver oltrepassato il tetto massimo del deficit nel 2005, i paesi del sud Europa si vedono costretti a tagliare salari e pensioni e razionare le risorse per l'istruzione, la sanità e la sicurezza sociale. Insomma, il Portogallo ne ha abbastanza e, mentre il partito della cancelliera sfiora il 40% di popolarità (il risultato migliore dal 2007) in terra tedesca, il Portogallo leva la voce contro gli stereotipi, stanco di essere solo baccalà e fado. "La Germania potrà anche lavorare di meno e guadagnare il doppio, ma non riusciranno a portarci via la nostra dignità di nazione di gran lavoratori".