Politica

Viviane Reding: cuore, amore, burocrazia!

Articolo pubblicato il 16 settembre 2011
Articolo pubblicato il 16 settembre 2011
Non è difficile immaginare un vicepresidente della Commissione Europea. Se a questo poi aggiungiamo un’appartenenza politica democristiana e la nazionalità lussemburghese il ritratto è presto fatto. “Viene dall'Europa del cuore”, sottolinea Jacques Delors presentandola davanti agli studenti di SciencePo a Parigi.
Viviane Reding, Commissario europeo incaricato di giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, ce la mette tutta per apparire meno burocrate di quanto possa sembrare.

L’occasione è l’incontro pubblico organizzato dal prestigioso ateneo parigino e dal think tank Notre Europe, che cade a un anno esatto dalla tirata d’orecchie che il commissario fece a Nicolas Sarkozy, a riguardo del trattamento dei cittadini rom in Francia. Alle buro-accuse provenienti da Bruxelles, il presidente francese rispose con molto meno tatto e puntando dritto alla pancia del suo elettorato, suggerendo alla Reding "di accogliere i rom nel suo amato Lussemburgo".

Un anno è passato, ma la cosa non sembra aver toccato i due protagonisti. Da una parte il governo francese, attraverso il suo ministro dell’Interno, Claude Guéant, minaccia espulsioni in massa per tutti i rom minori che commettono reati nel nel territorio francese. Dall’altra il vicepresidente dalla Commissione europea ricorda come l’Ue si fondi sui diritti fondamentali dei suoi cittadini, come previsto dal Trattato di Lisbona. Diritti che tuttavia coabitano con quelli dei singoli stati e attraverso i quali nascono ponti tra le diverse legislazioni. In parole povere non è possibile espellere dei cittadini europei da un paese dell’area Schengen sulla base dell'appartenenza etnica o nazionale.

Tweet and love

La Reding le prova tutte per cercare di fare breccia nel cuore del pubblico studentesco, appellandosi più volte ai successi del programma Erasmus e alla passione che il progetto europeo dovrebbe suscitare nei giovani. Arriva perfino ad invocare i social network come strumenti di una nuova Europa. Ma attenzione: “Alcuni miei colleghi passano troppo tempo su Tweet (!) – spiega – e non hanno tempo per lavorare”. Insomma, lei che è stata Commissiaria per la società dell'informazione, dei social network non conosce il nome. A quel punto Jacques Delors, seduto al suo fianco, comincia a parlare forte al telefono creando imbarazzo e risate in sala. “Vedete – ironizza il Commissario – le nuove generazioni usano troppo le nuove tecnologie!”. Jacques Delors, che frequenta i burocrati di Bruxelles da ormai 32 anni, ha impegni urgenti e lascia il palco.

La Reding è noiosa fino in fondo: insiste sui termini “cuore” e “amore” (e sui bambini figli delle coppie Erasmus) per rendere l’Europa più forte, ma risponde alle domande degli studenti con l’entusiasmo e le cifre di un contabile. La crisi del debito sovrano ammorba la periferia dell’Europa e lei risponde con i soliti stereotipi gonfi di nefasto entusiasmo europeizzante. Le borse crollano, lo spread dei titoli italiani scala nuove vette, mentre lei rilancia gli obiettivi del pareggio di bilancio e una nuova governance economica. La fragile Grecia attende solamente la dichiarazione ufficiale di default e il commissario europeo ripete che l’Europa vuole sostenerla, ma il paese deve accettare le riforme per uscire dalla situazione difficile. Come a dire: “Vuoi che ti aiutiamo a salvarti, dacci la tua governance economica!”

"Di questo parla Cecilia Malmström!"

Se agli studenti le frasi fatte sull'Europa non creano malcontento (sono le stesse che sentono a lezione), va peggio ai giornalisti parigini, meno abituati alla noia del Berlaymont (il palazzo della Commissione Europea a Bruxelles. Quando una giornalista dell'agenzia Reuters si inserisce tra gli studenti per porre una domanda sui rom, la Reding risponde pesando le parole. Passano appena trenta secondi e il portavoce della Commissaria rischia di scapicollarsi scavalcando i banchi per raggiungere la giovane cronista, che era tornata in fondo alla sala per scrivere il suo dispaccio. Anche cafebabel.com ci prova: una domanda sull'Agenzia Frontex, che presto rafforzerà i controlli alle frontiere. La Reding vuole rispondere ma “Alt!”, il giovane portavoce la interrompe: “Di questo parla Cecilia Malmström (Commissario agli affari interni, ndr)".

Insomma, se l’Europa vuole uscire dalla crisi politica e sociale, prima ancora che economica, dovrà fare appello a ben altre personalità. O almeno ad altri metodi. E’ ora che le istituzioni europee inizino a dare nuove risposte, invece che ripetere le solite nenie della bella Europa per impedire alle minacce più fosche di divenire una tragica realtà.

Foto: home-page (cc) EU Social/flickr; testo © Giacomo Rosso