Politica

Verso la prima maggioranza politica a Strasburgo?

Articolo pubblicato il 08 giugno 2009
Articolo pubblicato il 08 giugno 2009
Gli europei hanno votato. E ora cosa succede? Poettering ha anticipato la designazione del nuovo Presidente della Commissione al 15 luglio, secondo il Trattato di Nizza. Aspettando Lisbona e un Parlamento che si opponga a queste pratiche, c'è chi sogna il modello Westminster a Strasburgo.

Gli europei hanno votato. E ora cosa succede? L'Unione europea non è una democrazia normale e accade che prima delle elezioni, il Presidente del Parlamento uscente, Hans-Gert Poettering, abbia fatto di tutto per assicurarsi che la designazione del Presidente della nuova Commissione europea si tenga ben prima della scadenza naturale del mandato della Commissione Barroso, prevista il 31 ottobre.

A Barroso piace Nizza

Secondo il calendario proposto già lo scorso 19 marzo dal Presidente Poettering il Parlamento neo-eletto dovrebbe avallare la designazione del nuovo Presidente della Commissione nel corso della sua prima seduta plenaria, il prossimo 15 luglio a Strasburgo. Secondo questa tempistica, la consultazione dei Gruppi politici dovrebbe pertanto avvenire prima del summit europeo del 18-19 giugno, cioè quando il nuovo Parlamento non sarà ancora legalmente costituito, in una fase in cui ci saranno deputati eletti, ma non ancora proclamati, e mentre – da un punto di vista formale – saranno ancora il vecchio Parlamento ed i vecchi Gruppi ad essere "in carica". Quest'accelerazione del calendario permetterà ai governi di usare le regole stabilite dal Trattato di Nizza per la designazione del Presidente della Commissione. Se si fosse atteso il nuovo referendum irlandese (che si terrà entro novembre), con la probabile entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il Parlamento avrebbe avuto maggiori poteri nel processo di designazione del nuovo Presidente della Commissione. Il Trattato di Lisbona indica chiaramente che il Consiglio europeo deve tener conto dei risultati delle elezioni europee nel proporre il proprio candidato alla presidenza della Commissione al Parlamento che lo elegge. E invece una Commissione battezzata secondo i riti di Nizza, qualche mese dopo si convertirà al rito di Lisbona, senza nessun passaggio parlamentare aggiuntivo.

Ma il nuovo Parlamento potrebbe vedere la fine della grande coalizione tra socialisti e popolari, prima delle elezioni politiche tedesche del 27 settembre. Il leader del Gruppo liberale Watson ha già proposto una alleanza "politica"di centro-destra. Dinanzi a questo scenario, i socialisti europei potrebbero iniziare a fare opposizione. Sarebbe una prima a Strasburgo.

Sarebbe facile concludere, insieme agli euro-scettici, che le elezioni europee del 4-7 giugno siano state solo una farsa, un giochino per far divertire alcuni politici, mentre mai gli equilibri interni del Parlamento sono stati modificati così radicalmente. Il nuovo Parlamento può chiedere il rispetto di semplici regole e procedure già scritte e di rango costituzionale chiedendo il rispetto del calendario previsto dai Trattati. E dar vita finalmente ad una vera dialettica tra maggioranza ed opposizione per somigliare un po' di più a un vero Parlamento e un po' di meno alla burocratica macchina descritta dai nemici dell'Europa.