Politica

Ungheria, sentenza su Klub Radio. Il direttore: "abbiamo bisogno del sostegno dei paesi democratici"

Articolo pubblicato il 14 marzo 2012
Articolo pubblicato il 14 marzo 2012
La sentenza della seconda Corte di Budapest, arrivata stamattina, sull'assegnazione della frequenza 95.3 mhz di Klub Radio cambia le carte in tavola, e rimette al Consiglio dei Media ungheresi l'assegnazione delle frequenze.
La scusa è, in apparenza, la redistribuzione delle frequenze, ma la dura realtà è la censura che il governo ungherese guidato da Viktor Orban sta mettendo in atto verso l'unica radio di opposizione del paese: KlubRadio. Oggi vi presentiamo l'intervista esclusiva di cafebabel.com al direttore, András Arató.

András Arató, il presidente della radio che solo un mese fa era sconosciuta fuori dai confini ungheresi, Klub Radio, ci accoglie nel suo studio elegante, il sigaro in bocca disegna una smorfia che acuisce il suo carattere rilassato. Lui oltre ad essere il fondatore di Klub Radio, è anche un ottimo fotografo; delle sue fotografie è tappezzato l’ufficio e ne sono anche abbelliti altri spazi della radio.

Klub Radio non è una radio di sinistra, concedeteci questo termine, e nemmeno una radio nata per fare opposizione, ma una radio da saldi valori liberal democratici, interattiva, ricca di interviste e opinioni, uno spazio che Arató paragona con l’Agora dei tempi antichi, aperto ai cittadini e agli esperti, di discussione e punti di vista. Nel corso degli anni la radio magiara è arrivata a 700.000 ascoltatori (su 10 milioni di cittadini) e, forte di questo sostegno, ora si riveste del simbolo della rivolta contro la svolta autoritaria del governo Orban.

L'Ungheria al tempo di Viktor Orban e l'allarme dei media stranieri

Arató ci racconta come le istituzioni governative prima ed i privati poi abbiano fatto terra bruciata attorno alla radio dopo le votazioni del 2010, anno nel quale è aumentato il prezzo delle frequenze a più del 100%.

cafebabel.com: ma perché Klub Radio ha perso la licenza per trasmettere?

András Arató: l'organo governativo che assegna le frequenze radiofoniche (un organo che concentra eccessive competenze secondo il memorandum di Human rights Watch) ha stabilito, per la nuova gara delle licenze, che il maggior numero di punti (10) li avrebbe ottenuti la radio il cui palinsesto fosse stato composto da più del 60% di musica. Klub Radio, essendo una radio d’opinione ed informazione, decise di garantirne il 41% perdendo 3 punti sul totale. Oltre a questo dettaglio, evidentemente volto a far tacere il più possibile voci scomode, Klub Radio è stata battuta nella gara da una piccola compagnia anonima per un solo punto.

cafebabel.com: cosa offrirebbe questa emittente sconosciuta in più rispetto a Klub Radio?

András Arató: il Media Council non ha permesso la pubblicazione del contenuto delle proposte, per questo finora il loro contenuto ci è tenuto segreto. Ma io ve lo dico lo stesso perché ho visto il progetto col quale hanno partecipato al bando, e vi dico che ha vinto una porcheria. Il palinsesto non esiste, non avrebbero mai potuto vincere la competizione. Si tratta infatti di una società anonima fondata nel 2011 senza esperienza nel campo dei media e con un capitale di soli 3 mila euro contro il milione di euro di Klub Radio.

Ora Klub Radio è in causa contro il Nmhh (National Media and Infocommunications Authority Hungary) per via di quest'asta e Arató, pur nella tragica situazione in cui versa il suo paese e la libertà dei media, non abbandona il filo della speranza: "Solo facendo scandalo la gente e i paesi vicini possono accorgersi della situazione in cui versiamo ed inoltre il caso riguarderà tutta la nazione: i cittadini potranno valutare la reale indipendenza della Corte di giustizia che ha in mano il caso".

cafebabel.com: le multe previste per i media che "violino l'interesse pubblico” possono arrivare fino a 700 mila euro. Ma qual è questo interesse pubblico? 

András Arató: l'interesse pubblico è quello appunto del pubblico, di chi legge, di chi scrive, di chi ascolta e di chi si informa. Noi non esisteremmo se non fosse grazie all’interesse pubblico. Abbiamo bisogno del sostengo dei paesi democratici e l'attenzione che ci è stata dimostrata finora ci riempie di orgoglio e forza, il nostro gruppo facebook Mentsük meg a Klubrádiót (Salviamo Klub Radio) oggi vanta oltre 10 mila sostenitori.

Aggiornamenti delle ultime ore: la stessa UE ha più volte manifestato la sua preoccupazione per le riforme antidemocratiche e a rischio di libertà di stampa. Il Consiglio dei media ha deciso, in linea con i suoi desideri, che Klubrádió può rimanere in onda fino all'inizio di aprile al più tardi, a meno che il tribunale non decida diversamente. La sentenza di oggi, 14 marzo, ha rimesso la decisione sull'assegnazione delle frequenze alla Consiglio dei Media ungheresi, concedendo un ulteriore respiro a Klub Radio.

Nelle ultime settimane Magyar Nemzet e Hir TV,che hanno stretti legami con il governo, probabilmente perché sicuri che la sentenza della Corte non sarebbe stata di loro gradimento, sono in linea con il Nmhh nel costruire false accuse contro i giornalisti della radio. L'ultima è stata fatta a Bolgar György, un famoso giornalista della redazione, accusato di non aver interrotto, durante la su trasmissione, l'intervento di un ascoltatore, che avrebbe minacciato di morte Pál Schmitt, attuale presidente della repubblica ungherese. Klubradio ha risposto con un comunicato chiedendo ai concorrenti di pubblicare una rettifica.

Foto di copertina: zellaby/flickr; testo: © Greta Gandini; video: andreariscassi/youtube.