Politica

Una notte con Silvio

Articolo pubblicato il 10 settembre 2009
Articolo pubblicato il 10 settembre 2009
Le nuove rivelazioni rese pubbliche dall’imprenditore del sud Italia, Gianpaolo Tarantini, hanno messo il Premier in difficoltà per l’ennesima volta.
Secondo l’edizione di mercoledì scorso del Corriere della Sera, Tarantini ha dichiarato, durante un interrogatorio di polizia tenutosi il 29 luglio, che aveva reclutato ben trenta ragazze per diciotto feste nella villa privata del Primo Ministro italiano, tra settembre 2008 e gennaio 2009. Certe donne sembrano aver ricevuto fino a 1000 euro per passare una notte con Berlusconi. La stampa europea è scandalizzata.

La Repubblica – Italia

Da aprile, il quotidiano liberale di sinistra, La Repubblica, sta chiedendo a Berlusconi di rispondere a dieci domande sugli scandali nei quali è implicato. Dopo le rivelazioni su donne pagate per assistere a delle feste, il quotidiano esige che il Premier si spieghi davanti al Parlamento: «Sesso, prostituzione, traffichi loschi, e droga. Berlusconi è entrato in quest’ambiente che, però, causa al capo del Governo troppi problemi che ormai non può più gestire né prevedere, come l’ha fatto in passato attribuendosi l’immunità penale. Le rivelazioni sulla vita di un Primo Ministro che sembra aver ceduto ad una dipendenza dal sesso, deve dar luogo ad una spiegazione pubblica, se non si vuole rovinare la credibilità delle istituzioni pubbliche e di Berlusconi stesso. Deve finalmente spiegarsi davanti al Parlamento e rendere dei conti, renderci dei conti. Stavolta non può farla franca con la solita raccomandazione di non leggere i giornali».

(10.09.2009)

Le Monde – Francia

(Image: ©Giuseppe Nicoloro/ Flickr)Il capo del Governo italiano Silvio Berlusconi ha intentato un processo contro i quotidiani La Repubblica e L’Unità che avevano commentato le sue scappatelle sessuali.

Il quotidiano francese Le Monde considera che «Il signor Berlusconi è passato ad una nuova fase della sua “strategia di tensione” con la stampa. Questa battaglia potrebbe essere ben più pericolosa per il capo del Governo di quanto non creda. Se l’esito di questi processi è ancora incerto, Berlusconi dispone di altre armi per intimidire la stampa: i giornali di sua proprietà. È un giornale del suo gruppo, Il Giornale, che ha portato avanti le calunnie contro Dino Boffo; il direttore del quotidiano cattolico Avvenire l’ha costretto a dare le dimissioni. Intimidazioni, pressioni, controlli: le azioni del Presidente del Consiglio hanno provocato una campagna di proteste a favore della libertà d’espressione. Circa 260 000 persone hanno firmato la petizione messa on line dalla Repubblica, lanciata da tre importanti giuristi che hanno voluto denunciare “la volontà di ridurre al silenzio la stampa”».

(09.09.09)

The Times – Regno Unito

Il quotidiano conservatore The Times vede tre ragioni per le quali il governo Berlusconi potrebbe cascare. «Per adesso, Berlusconi può sormontare gli scandali. Ma ci sono tre cose che lo rendono vulnerabile. La prima è il torto che ha causato all’immagine dell’Italia all’estero. Le risate sotto i baffi e il crudele piacere provato all’estero vedendo che gli stereotipi sull’Italia non si smentiscono, offendono gli italiani. La seconda è che Berlusconi sta mostrando un atteggiamento difensivo che è sempre più in contraddizione con la realtà ed il buon senso politico. Il mondo virtuale che si è creato per proteggersi dalla realtà sta fallendo. Certe ragazze invitate alle feste del Premier verrebbero dall’Europa dell’Est. Che succederebbe se qualche potenza straniera decidesse di utilizzare queste sordide faccende? Non è un problema che riguarda solo Roma. L’Italia è un partner importante della Nato, dei Balcani e dell’Afghanistan. Le buffonate del Primo Ministro preoccupano ed imbarazzano anche tutti gli alleati del suo Paese».

(10.09.09)