Politica

Trapianto d’organi: verso una lista europea?

Articolo pubblicato il 28 aprile 2008
Articolo pubblicato il 28 aprile 2008
Ratifica del Trattato di Lisbona, aiuti alimentari al programma dell'Onu e monitoraggio dei videogiochi violenti. Le ultime da Bruxelles.

E dodici: il Trattato di Lisbona avanza

Danesi e portoghesi, tramite voto parlamentare, hanno approvato il Trattato di Lisbona. Il Bundesrat tedesco, invece, si pronuncerà il 23 maggio, ma non ci sono dubbi sul risultato di voto. Il solo Paese che procederà tramite referendum è l’Irlanda, che chiederà il parere dei suoi cittadini nel giugno prossimo. Il Trattato deve essere ratificato da tutti i 27 membri dell’Ue prima del gennaio 2009, in modo da essere pronto ad entrare in vigore a questa data.

Dono d’organi: una lista europea?

Nell’Ue ogni giorno muoiono dieci persone in attesa di un trapianto d’organi e circa 60.000 sono iscritte su una lista di attesa per trovare un donatore compatibile. Il Parlamento europeo, giovedì 24 aprile, ha proposto una serie di misure per ovviare alla scarsità dei donatori. Tra le iniziative: una lista europea dei donatori che sia complementare a quelle nazionali e una intensificazione della cooperazione tra gli Stati membri. I Parlamento invita anche i vari Paesi a lottare contro il traffico e il turismo alla ricerca di organi.

Fondi per gli aiuti alimentari

La Commissione europea prevede di devolvere 117 milioni di euro supplementari al programma alimentare delle Nazioni Unite (Pam) per fare fronte al rialzo mondiale dei prezzi alimentari. A cosa è dovuto? All’aumento dei prezzi del petrolio e dell’energia, alla crescita della domanda di risorse alimentari, ai cattivi raccolti e alla concorrenza tra produzione alimentare e biocarburanti. Le conseguenze? Le recenti rivolte in Cameroun, Burkina Faso e Senegal, perché proprio i Paesi più poveri si ritrovano con maggiori difficoltà nel comprare derrate alimentari, anche se queste non scarseggiano.

Videogiochi: violenza e volgarità

Il settore europeo dei videogiochi, in piena espansione, genera già più entrate del mercato delle sale cinematografiche. L’opinione pubblica, però, si preoccupa dei comportamenti aggressivi che questi giochi possono indurre e alcuni Paesi hanno già iniziato a vietare alcuni giochi ritenuti particolarmente violenti. Secondo un’inchiesta della Commissione già venti Stati membri applicano un sistema paneuropeo di classificazione dei videogiochi (Pegi), messo in atto con il sostegno dell’Ue. Adottato nel 2003, il Pegi non è applicato in Romania, a Cipro, in Lussemburgo e Slovenia.

Foto: Hanna Olson, svedese, ha appena beneficiato di un trapianto di organi(Photo, SGFsoccer/flickr); Planète pain (Foto, chuchuyd03/flickr); Statua di un personaggio di Word of Warcraft (Foto, hachimaki/flickr); foto in homepage hachimaki/Flickr