Politica

Tra raduni rock e nuove tecnologie: l’estrema destra europea al contrattacco

Articolo pubblicato il 16 luglio 2009
Articolo pubblicato il 16 luglio 2009
I risultati delle elezioni europee ne danno conferma: l'estrema destra ha il vento in poppa. Una nuova generazione di militanti è maturata, ed ha trasformato profondamente il modo di fare politica dell'ultra-destra.

Vendono CD di ragazzine che sussurrano l’orgoglio di essere bianchi ad un pubblico di pre-adolescenti, videogiochi in cui si spara a persone di colore, magliette con slogan criptati. Sono inglesi, rumeni, francesi e svedesi. Non si fidano dei mezzi di comunicazione tradizionali e creano delle agenzie di stampa per produrre e diffondere le proprie informazioni. Gabriele Adinolfi, co-fondatore di Terza Posizione, lo dice chiaramente: «Il solo modo per essere fascisti oggi è essere pragmatici». Per molto tempo infrequentabili, i partiti “a destra del centro-destra” sono in mutazione. Dagli anni Novanta, l'Unione Europea si è sforzata di lottare contro fenomeni razzisti e xenofobi, di armonizzare la legislazione dei paesi membri in materia e di rinforzare la cooperazione tra le polizie. L'estrema destra, che in quegli anni si trovava in pieno sviluppo in Francia, Austria e Italia, ha dovuto far fronte alle reazioni dell'opinione pubblica, dei mezzi di comunicazione e del resto della classe politica. E si è dovuta adattare. Organizzata in costellazioni che connettono un partito “vetrina” a una miriade di minuscoli gruppi, la destra può contare su circuiti di grande consumo (musica, vestiti, merchandising) e poggia su reti mediatiche che attraversano tutta l'Unione. Una strategia che dà i suoi frutti: in Olanda, Austria e Repubblica Ceca è la forza politica più potente presso la fascia di età che va dai quindici ai trent’anni, e la sua influenza cresce ovunque.

Metapedia, l’anti-wikipedia

Questa strategia viene definita «metapolitica»: è l'arte di fare politica senza averne l'aria. Seguendo la scia di pensatori come Guillaume Faye (la Nuova Destra francese), l'estrema destra fa leva sul non politicamente corretto e sull'affanno dei partiti di governo, ponendosi al margine dei circuiti ufficiali. Metapedia, creata nel 2007 da alcuni giovani svedesi sul modello della celebre enciclopedia collettiva, riunisce le voci che sono state espulse dai moderatori wiki. Esiste ormai in nove paesi dell'Ue, e ha l'ambizione di “influire sulla storia”. Altermedia, presente in diciassette paesi dell'Unione, offre una tribuna per le diverse correnti presenti nella destra identitaria (dai cristiani radicali agli anticapitalisti pagani), nel tentativo di contendere alla sinistra la tradizionale supremazia nel dominio delle idee e della cultura. Nella versione francese di Metapedia si viene accolti da citazioni di Diderot. In quella rumena c'è Mihai Eminescu, poeta autore del celebre Imperatore e Proletario. Jacques Vassieux, consigliere regionale F.N. (Front National, l’estrema destra francese, ndr) del dipartimento Rhône-Alpes e responsabile nazionale della cellula Observatoire et Riposte Internet del partito di J.M. Le Pen (Presidente del F.N., ndr), nel 2008 ha creato Nations Presse. Il sito riceve 350 000 visite al mese e conta venticinque autori di cui due sono giornalisti professionisti. Ci spiega: «È chiaro che siamo screditati sulla rete, cosa che succede anche altrove del resto. […] Ed effettivamente è una delle ragioni che ci ha spinto a creare il nostro sito e [questa] cellula. Così possiamo fornire quotidianamente il nostro “antidoto”».

Un’estrema destra disinibita e moderna

Per Claudio Lazzaro, autore del documentario Nazirock, «L'estrema destra si è lasciata alle spalle i complessi. Prende ciò di cui ha bisogno e lo trasforma per comunicare, senza andare troppo per il sottile». Lui, che è pronto al dialogo con l'estrema destra a patto di non sentirsi usato da un interlocutore che cerchi soltanto legittimazione culturale e politica, trova «allarmante che fascismo e neo-fascismo si sviluppino in due spazi paralleli, come se si trattasse di una scelta a priori, piuttosto che di una riflessione laica e razionale».

Noua Dreapta, punta di diamante dell'ultra-destra rumena, non è iscritto come partito e si presenta come movimento, modo per rifiutare il confronto elettorale e disporre più facilmente i propri simpatizzanti all'interno delle formazioni che lo permettono. Il British National Party ha barattato gli anfibi Doctor Martens in cambio di un vestito elegante, distribuisce ai militanti guide su come parlare correttamente, lascia maggiore spazio alle donne per addolcire la propria immagine e brandisce il tasso di natalità come arma di combattimento. Questa nuova generazione di leader, più giovani e più colti, padroneggia gli strumenti di comunicazione del web 2.0 e conosce bene il suo pubblico. I concerti rock hanno sostituito i meeting per vecchietti: lo slogan di Project Schoolyard, una serie di compilation prodotte da Panzerfaust Records, è abbastanza eloquente: «We don't just entertain racist kids, we create them».

L'Unione Europea fatica a oltrepassare le dichiarazioni di buone intenzioni per colpa di una mancanza di reale collaborazione degli Stati, la maggior parte dei quali «continua a sottrarsi ad un controllo da parte dell'Unione sulle proprie politiche e attività», come mostra il Rapporto 2009 sulla situazione dei diritti fondamentali all'interno dell'Unione. Bisogna dire che lo zoccolo duro dell'ultra-destra interessa molto la destra parlamentare che non esita a riprenderne i temi durante la campagna elettorale, quando non ne corteggia apertamente gli elettori: concerti di rock identitario hanno chiuso anche numerosi meeting delle campagne del Front National o della Casa della Libertà. Da parte sua, la sinistra appare danneggiata dalle proprie contraddizioni: ormai è la paladina delle classi medie ed elevate, e non ha saputo ascoltare il proprio elettorato tradizionale, alle prese con difficoltà economiche e con le tensioni tra diverse comunità che agitano i quartieri popolari.

Oggi l'epicentro del “rinnovamento delle nazioni” si trova nell'Europa Centrale ed Orientale. Peter, militante dell'Npd (Partito Nazionaldemocratico tedesco, ndr) in Baviera, conclude: «Dieci anni fa eravamo quei poveri coglioni dei nazi, oggi essere nazi è ok. Chi può dire dove saremo tra dieci anni?».