Politica

Telefonini: arriva l'Eurotariffa

Articolo pubblicato il 18 dicembre 2007
Articolo pubblicato il 18 dicembre 2007
Per ridurre i costi di chiamata di telefonia mobile fuori dal proprio paese, l’Ue fissa un tetto massimo che gli operatori telefonici non potranno superare.

Per spiegarci gli innumerevoli vantaggi e gli spettacolari risultati raggiunti, Vivian Reding, commissaria europea per la Società dell'Informazione, ha creato un’inutile quanto complicata pagina web che illustreremo qui in seguito. Se quando viaggiate in Europa vi piacerebbe risparmiare sul costo delle chiamate, dovete fare solamente una cosa: niente. Già dal 1° ottobre scorso, infatti, le compagnie telefoniche hanno l’obbligo di applicare automaticamente l’Eurotariffa, senza alcuna sollecitazione da parte del cliente.

Prezzi scontati. Ma la trasparenza?

Ci spiega la Reding che «la base legale di questa Eurotariffa è racchiusa nel cosiddetto Regolamento sul Roaming», il servizio che gli operatori di telefonia mobile di altri paesi prestano a utenti non appartenenti a quella determinata rete. Per evitare complicati invii di fatture che, ad esempio, un operatore ungherese dovrebbe rilasciare a un cittadino italiano che ha fatto un paio di chiamate in vacanza a Budapest, le due compagnie (la nostra abituale e quella che ha servito la chiamata ndr), gestiranno le spese tra loro, in modo tale che a noi verrà detratto l’importo direttamente dalla nostra compagnia nazionale, evitando così fastidiosi tramiti.

Ma la diminuzione dei prezzi risulta abbastanza ridicola. Il Regolamento fissa come tetto massimo di chiamata inviata, il prezzo di 0,49 euro al minuto, che si ridurrà nel 2009 a 0,43. Per ricevere chiamate, invece, il massimo pagabile è di 0,24 euro, che diverrà 5 centesimi nel 2009. Da sottolineare che i prezzi sono privi di Iva. Curiosa contraddizione se si pensa che la Commissione Europea negli ultimi tempi esige dalle compagnie aeree una ferrea trasparenza sui prezzi che offrono in Internet, mentre guarda caso, lei stessa si dimentica il piccolo dettaglio dell’Iva (da notare che in Paesi come Svezia e Danimarca l’Iva è di oltre il 25%).

Nonostante questo interventismo in percentuali il mercato continua a essere libero, così come le compagnie che continuano a offrire prezzi “interessanti” ai propri clienti.

Da ammettere però che alcune informazioni interessanti compaiono nella pagina web, come ad esempio l’elenco di tutti gli operatori attivi nei Paesi dell’Unione Europea, e una comparazione (incompleta: mancano Svizzera, Norvegia e Islanda ndr), dei prezzi nei relativi paesi a seconda dell’operatore utilizzato. Il Regolamento sull’Eurotariffa spirerà il 30 giugno del 2010 e la Commissione Europea avrà l’obbligo di revisione prima della fine del 2008, data in cui dovrà decidere se prolungarlo o modificare ulteriormente il tetto massimo fissato.