Politica

Syriza e Podemos: granelli di sabbia nell'ingranaggio Europa

Articolo pubblicato il 02 febbraio 2015
Articolo pubblicato il 02 febbraio 2015

Più di centomila sostenitori del partito di sinistra Podemos hanno manifestato lo scorso sabato, a Madrid, contro la politica di austerità. Syriza e Podemos hanno la possibilità di trasformare l'indignazione in politica costruttiva, esulta-no alcuni commentatori. Altri temono un rinvi-gorimento del populismo di sinistra.

El País - Spagna: l'indignazione diventa politica

Podemos e Syriza danno voce politica all'indignazione, scrive il filosofo Josep Ramoneda nel quotidiano di sinistra liberale El País: «Non sono movimenti che mettono in discussione il sistema. Non ci troviamo di fronte a una rivoluzione. Si tratta solo di nausea e di rifiuto nei confronti dei partiti chiusi e di una democrazia che crolla mentre intrattiene rapporti promiscui con il denaro e il potere. [...] La particolarità di Podemos è che il movimento ha avuto il coraggio di offrire all'indignazione una prospettiva politica, di dire: 'Vinceremo!'. Per i potenti questo è inaccettabile. La democrazia non è minacciata dai partiti emergenti, ma dal rifiuto dei vecchi partiti di cedere il potere e di far spazio sul campo da gioco. Se rimane il bipartitismo, sempre più cittadini non si riconosceranno più nella democrazia». (01/02/2015)

L'Humanité - Francia: Podemos e Syriza aprono la strada al rinnovamento

Finora, purtroppo, i movimenti in Grecia e in Spagna non hanno influenzato la rotta del governo francese, lamenta il quotidiano di stampo comunista L'Humanité, a seguito della grande manifestazione dei sostenitori di Podemos: «Il declino sociale è un dato di fatto prevedibile. Né la vittoria di Syriza in Grecia, né l'impressionante marcia organizzata sabato in Spagna da Podemos cambieranno qualcosa nell'orientamento economico del nostro governo. Eppure tutto può ancora cambiare. E, dopo l'elezione di Syriza, non è più detto che il cambiamento avverrà sotto forma di una deriva a destra. Una settimana dopo la vittoria del partito anti-austerità in Grecia, in Spagna il popolo antiliberale è sceso in piazza. Questi movimenti, che avvicinano persone degradate, impoverite, esauste e solidali, contribuiscono al rinnovamento delle prassi democratiche e danno prova del peso della voce del popolo nel dibattito politico. Un granello di sabbia è finito nell'ingranaggio europeo». (02/02/2015)

Podemos - Marcha del Cambio, 31 gennaio 2015 (Marcia per il Cambiamento)

Jutarnji List - Croazia: più di uno schieramento del "no"

Sabato è emerso con chiarezza che Podemos è più di un semplice movimento di protesta, sostiene il quotidiano liberale Jutarnji List: «Il capo del movimento, Pablo Iglesias, ha capito molto meglio di Tsipras che bisogna fare proposte, anziché continuare a dire 'no'. È proprio questo che anche 'Occupy Wall Street' aveva capito. 'Ci hanno schiacciati perché potevamo dire no ma non potevamo dire cosa', fa il punto la nota scrittrice Naomi Klein. Podemos ha imparato la lezione, e lo si è visto dagli striscioni con le scritte 'Sì' o 'Sì, insieme ce la faremo'. Questo movimento è ovviamente populista, e di certo un populismo di sinistra può anche trasformarsi in qualcosa che è profondamente radicato a destra. Tuttavia, a contare è l'espressione di un reale malcontento che non riguarda solo certe generazioni, ma il popolo tutto. Podemos è nato da un movimento proveniente dal basso, e questo vento, adesso, soffia in direzione sud, attraverso l'UE. La situazione si fa interessante». (02/02/2015)

Vasárnapi Hírek - Ungheria: pericolo Syriza per Spagna, Portogallo e Irlanda

Dopo la vittoria elettorale di Syriza - e la grande manifestazione dei sostenitori di Podemos in Spagna - sulla testata domenicale Vasárnapi Hírek (sinistra liberale), il giornalista Endre Aczél teme un rinvigorimento delle forze della sinistra populista: «Dopo la vittoria di Syriza, la marcia di Podemos in Spagna sembra inarrestabile. Sono entrambi partiti della sinistra radicale, entrambi populisti e ostili nei confronti delle élite, entrambi fondano la loro politica sulla convinzione che le classi popolari non debbano pagare lo scotto per i danni provocati dai partiti tradizionali dell'establishment politico. [...] Il problema è che la vittoria di Syriza esercita una notevole forza di attrazione. [...] Presto si terranno elezioni in Spagna, Portogallo e Irlanda. C'è da temere che anche in questi paesi giungano al potere forze populiste di sinistra».  (01/02/2015

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