Politica

Svolta in Spagna: i separatisti vincono in Catalogna

Articolo pubblicato il 28 settembre 2015
Articolo pubblicato il 28 settembre 2015

Alle elezioni regionali in Catalogna di domenica, l'alleanza separatista Junts pel Sí e il partito indipendentista di sinistra CUP ha vinto la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari. Il Governo centrale di Madrid non può ignorare il risultato del voto, dicono i commentatori, che credono che possa portare nuova ad altri movimenti separatisti europei.

La vittoria dei separatisti riguarda tutta l'Europa

La questione delle elezioni regionali in Cartalogna avrà delle gravi conseguenze sull'Unione Europe, prevede il quotidiano La Repubbica: «Se davvero, come promesso, il fronte secessionista riuscisse entro 18 mesi a vincere le resistenze di Madrid, la Catalogna si troverebbe fuori contemporaneamente dalla Spagna, dall’Unione Europea e dall’Eurozona. (...). Quale che sia il percorso della disputa catalano-castigliana e del tentativo di Barcellona di emanciparsi da Madrid, possiamo star certi che il caso non verrà facilmente chiuso ma continuerà a scaldare gli spagnoli d’ogni orientamento politico, sperando che non traligni in violenza. Soprattutto, sarà tenuto d’occhio dai vari movimenti indipendentisti, dalla Scozia alle Fiandre per tacere dei “padani” di casa nostra, consapevoli che la loro causa è strettamente legata alle fortune di quella catalana». 

Da La Repubblica Italia » 28/09/2015 

Un risultato che Madrid non può ignorare

L'alleanza di partiti separatisti Junts pel Sí (Insieme per il Sì) e degli indipendentisti di sinistra CUP hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, con il 48% dei suffragi. Hanno dunque mancato il loro obiettivo di trasformare questo voto in un referendum sull'indipendenza della Catalogna. Tutto sommato, Madrid deve fare un passo avanti verso i separatisti, commenta il quotidiano di centrosinistra El País: «Un'alternativa al Governo di coalizione separatista sembra difficile, se non impossibile. Pertanto, e soprattutto dato che altre liste richiedono una riforma dei rapporti tra Governo centrale e Governo regionale, non si può semplicemente ignorare il risultato delle urne. Nemmeno il Governo centrale di Madrid può farlo. Dovrebbe reagire urgentemente, avviare un dialogo e proporre soluzioni per soddisfare la domanda di cambiamento esplicitamente formulata dai catalani. Invece di nascondersi dietro i tribunali come ha fatto fino ad ora, il Governo deve finalmente fare proposte chiare».

Da El País Spagna » 28/09/2015

La Spagna non è la "prigione dei popoli"

Se il Governo di Madrid ci tiene seriamente all'unità nazionale della Spagna, deve considerare le concessioni che può fare per i catalani, scrive il quotidiano liberal-conservatore Neue Zürcher Zeitung: «Nessun dialogo ha avuto luogo finora tra Madrid e Barcellona, e ​​i protagonisti della politica hanno fatto di tutto per impedirlo. Sia il Primo ministro spagnolo Mariano Rajoy che Artur Mas (presidente uscente della Catalogna e leader di Junts pel Sí, n.d.r.) competono con ostinazione, arroccati sulle loro rispettive posizioni di fronte agli elettori. Sostengono di perseguire principi rispettabili, uno l'unità spagnola, l'altro l'auto-determinazione dei popoli; ma in verità entrambi sono alla ricerca della stessa cosa: guadagnare voti. Le elezioni nazionali si svolgeranno presto. Vedremo se i nuovi governi a Madrid e Barcellona saranno disposti a dialogare all'interno di un serio negoziato. (...) La Costituzione spagnola non definisce la Spagna come una "prigione dei popoli". Essa non vieta il dibattito su delle questioni fondamentali per lo Stato spagnolo, e può anche essere necessario rivederla».

Da Neue Zürcher Zeitung Svizzera » 28/09/2015

L'indipendenza: uno scenario poco realista

L'indipendenza della Catalogna entro i 18 mesi seguenti le elezioni sembra uno scenario fortemente irrealistico, ritiene il quotidiano liberale Público, che invita entrambe le parti a riprendere i negoziati: «Ciò che Madrid vede come "avventura secessionista", per la prima volta può essere sostenuto da delle cifre: quasi la metà dei catalani pensa che per il futuro che sarebbe meglio avere le proprie istituzioni. (...) La Spagna dovrebbe prendere seriamente in considerazione la questione catalana, poiché uno scenario separatista non è saggio. Pertanto è necessario considerare la realtà così com'è, senza farsi illusioni. Qualsiasi soluzione deve essere politica e può essere trovata solo attraverso negoziati. (...) Il capo del Governo catalano, Artur Mas, ha annunciato che in caso di vittoria elettorale, si avrebbe negoziato con Madrid la secessione della provincia entro 18 mesi. Ora, molto semplicemente, questo non è più realistico. Ma come tutti sappiamo (compreso Mas), è sempre possibile negoziare a patto che ci sia la volontà di farlo».

Da Público Portogallo » 28/09/2015 

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