Politica

Slovacchia: un'autopsia post-elettorale

Articolo pubblicato il 07 marzo 2016
Articolo pubblicato il 07 marzo 2016

Le elezioni in Slovacchia del 5 marzo hanno causato un terremoto politico. Per la prima volta nella storia del Paese, un partito di estrema destra ha superato la soglia del 5%, necessaria per entrare in Parlamento. Il partito ora controlla 14 deputati su 150. Una riflessione sul risultato elettorale.

Dopo le elezioni di sabato scorso, saranno otto i partiti rappresentati nel Consiglio nazionale, il Parlamento della Repubblica slovacca. Questo significa che la formazione di una stabile coalizione di Governo potrà rivelarsi una missione quasi impossibile.

Sulla carta, il vincitore della tornata elettorale è la lista di Smer-Socialdemocrazia (Smer significa "direzione" in slovacco): anche se la percentuale di voti raccolti è scesa dal 44% al 28% e negli ultimi quattro anni aveva guidato un governo monocolore, la formazione del premier Robert Fico si conferma il primo partito del Paese. Per gli elettori è naturale punire un partito di governo, ma il calo di Smer-SD è stato molto più consistente del previsto: i sondaggi davano i socialdemocratici oltre il 30%.

Un vincitore malconcio

Nonostante il partito abbia registrato la sua quarta vittoria elettorale consecutiva, esce dalle urne malconcio. Se vuole formare un nuovo Governo, dovrà fare numerose concessioni ai potenziali partner di coalizione. La poltrona di Primo ministro potrebbe essere messa in discussione, anche se escludere Fico resta ad oggi una prospettiva difficile da immaginare.

Fico ha perso le elezioni presidenziali del 2014, dopo che la sua scommessa su una retorica anti-migranti è fallita clamorosamente. In quell'anno, gli exit poll dell'agenzia FOCUS avevano suggerito che la lotta all'immigrazione proposta da Fico non aveva influenzato in modo considerevole le intenzioni di voto, perché la popolazione era più sensibile ai problemi dell'istruzione e della sanità, in seguito ad un'ondata di scioperi di insegnanti e infermieri. Fico ed i suoi ministri si sono innervositi: Smer-SD non era più in grado di fissare l'agenda politica.

Ora, anche dopo essersi assicurato appena 49 dei complessivi 150 seggi al Consiglio nazionale, Smer-SD è ancora di gran lunga il partito più votato in Slovacchia. I suoi principali avversari sono Libertà e Solidarietà (SAS) ed il movimento Gente comune e personalità indipendenti (OĽANO), che hanno ottenuto rispettivamente circa il 12% e l'11%. Per entrambe le forze politiche, si è trattato di un risultato inaspettato: alcuni sondaggi pre-elettorali avevano posto SaS al di sotto della soglia di sbarramento del 5%.

Analisti e commentatori suppongono che entrambi i gruppi abbiano beneficiato delle loro posizioni anti-Fico. Questo può aver contribuito anche alle performance deludenti di chi non ha escluso nettamente ogni possibile coalizione con Smer-SD: il partito di centrodestra SIET, l'inter-etnico slovacco-ungherese Most-Hid, e, soprattutto, il Movimento democratico (KDH) d'ispirazione cristiana.

Fondato nel 1990, poco dopo la caduta del regime comunista, KDH era unico in un panorama politico slovacco pieno di partiti dai nomi bizzarri e con programmi ambigui, perché era davvero un partito democratico cristiano-conservatore. Tuttavia, non è riuscito a raggiungere gli elettori al di là della sua base tradizionale: il suo 4,94% significa che, per la prima volta dal 1990, non sarà rappresentato in Parlamento.

L'avvento dell'estrema destra

Tuttavia, la rivelazione della notte elettorale è avvenuta quando il Partito popolare Slovacchia nostra (L'Udová strana Naše Slovensko, ĽSNS) – formazione con posizioni fortemente anti-UE, anti-NATO, anti-immigrazione e anti-Rom – ha guadagnato l'8,04% dei voti. Tra i membri del partito si annoverano persone che hanno espresso ammirazione per Adolf Hitler, definendolo un pacifista e un grande economista, o chi ha suonato un un gruppo chiamato Judenmord, olocausto, e ha bruciato la bandiera dell'Unione europea in pubblico.

Il leader di ĽSNS è Marian Kotleba, governatore della Banská Bystrica, una regione della Slovacchia centrale. Nel 2006 il suo partito precedente era stato messo al bando dalla Corte suprema, perché la sua campagna per limitare il diritto di voto era stata giudicata incostituzionale. Nessuna proiezione pre-elettorale avrebbe potuto prevedere che ĽSNS fosse anche solo vicino alla soglia del 5%. Tuttavia, nonostante per la legge slovacca i sondaggi pre-elettorali non possano essere pubblicati nelle ultime due settimane prima delle elezioni, già si iniziava a spargere la voce di un supporto sempre maggiore al partito di destra. ĽSNS ora è il quinto partito in Parlamento.

Questa vittoria potrebbe portare alla formazione di nuove alleanze tra le formazioni politiche tradizionali. Gli exit poll hanno inoltre smentito l'idea che gli elettori di ĽSNS avessero un basso livello d'istruzione: metà dell'elettorato ha un diploma di scuola secondaria e il 20% una laurea. Tra coloro che si sono recati alle urne per la prima volta, il partito ha ottenuto il 23% dei consensi, mentre tra gli studenti della scuola secondaria ĽSNS è stato battuto solo da un altro partito, anch'esso anti immigrazione, Sme rodina (Siamo una famiglia). I risultati elettorali suggeriscono che questo tipo di propaganda potrebbe guadagnare consensi, se il problema non è preso in seria considerazione.

Uno stallo politico?

Diversamente dal passato, quando i governi di coalizione si formavano in maniera relativamente semplice (nel 2012 non fu neppure necessario), questa volta il Parlamento è bloccato. In quanto vincitore delle elezioni, Smer-SD cercherà di formare una maggioranza, ma le sue opzioni sono limitate. Molti partiti sono stati esclusi e nessuno vorrà invitare ĽSNS al tavolo delle trattative. I socialdemocratici hanno poche opzioni: SNS, Most-Hid Sieť .

L'ostacolo principale da superare è l'incompatibilità tra ĽSNS e Most-Hid, che non vorranno mai stringersi in una coalizione per reciproca mancanza di fiducia, anche se la retorica anti-ungherese di ĽSNS si è recentemente attenuata. Tuttavia, una formazione di centrodestra che non includa ĽSNS risulta matematicamente impossibile. Se Most-Hid fosse alla fine lasciato fuori dalle trattative, la coalizione raggiungerebbe 76 seggi su 150: una situazione incredibilmennte fragile, in particolare perché le prospettive elettorali di OĽANO e Sme rodina sono altamente imprevedibili, e non è neppure certo che Sme rodina accetti l'accordo.

Dal momento che la Slovacchia deve ricoprire la presidenza dell'Unione europea nel secondo semestre del 2016, i leader di partito sono sottoposti a una forte pressione. Se gli ostacoli non saranno risolti, l'unica soluzione possibile è un governo temporaneo che porti il Paese attraverso il semestre europeo e istituisca nuove elezioni all'inizio del 2017. I politici slovacchi ci hanno sorpreso così tante volte in passato, che le nostre aspettative potrebbero essere completamente ribaltate dalla realpolitik.