Politica

Si discute di energia al Parlamento scientifico di Aquisgrana

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2008
Articolo pubblicato il 29 ottobre 2008
Il primo European Science Parliament (Ewp) si è riunito ad Aquisgrana dal 8 al 10 ottobre. Si è discusso di clima e politica energetica. Tanti gli investimenti tecnologici con (ancora) scarsi risultati.

«Si spegneranno le luci nel 2050?»: con questa questione si è discusso, ad Aquisgrana, del futuro della politica energetica europea e votato le proposte d’azione. I parlamentari di quattordici Paesi dell’Ue, circa 50 alunni dai 15 ai 18 anni, 70 studenti, cittadini ed esperti, hanno varato la “dichiarazione di Aquisgrana”.

Un Parlamento on line

La dichiarazione finale sarà consegnata dalla Commissione europea nelle prossime settimane. Con tale dichiarazione, il Ewp chiede all’Ue un maggior sforzo per intraprendere una politica energetica sostenibile suo lungo periodo. Particolare importanza è data a temi quali la formazione e la ricerca. Inoltre il Parlamento chiede riflessioni a lungo termine, come anche il coinvolgimento dei giovani. Le discussioni sono avvenute esclusivamente in inglese, un test per portare avanti un dibattito oltre i confini nazionali. «A volte era difficile esprimersi o comprendere cosa stavano dicendo gli altri, ma siamo sempre riusciti in qualche maniera a farci capire», dichiara Patrick Heinen, studente francese. Nel lavoro del parlamento è emersa una giovane generazione di europei che può comunicare senza difficoltà.

(politikfabrik/flickr)

In secondo luogo è stato possibile seguire i lavori del convegno online, tentativo per rendere accessibili e trasparenti i lavori ad un publico il più vasto possibile. Come un “parlamento virtuale”, il sito dell’Ewp ha permesso ai parlamentari e al pubblico di discutere e di scambiarsi informazioni prima dell’apertura dei lavori. «Vogliamo dimostrare come sia possibile, oggi, creare metodi di collaborazioni innovativi e democratici», sostiene Winfried Brömmel, coordinatore dell’Ewp.

Troppo pochi “esperti”

Rimane però aperta la domanda se le spese affrontate d(politikfabrik/flickr)a questo parlamento fossero adeguate ai riusultati: le visite al sito sono state ridotte e gli scambi scarsi. «Un dialogo tra i cittadini e gli esperti è un fondamentale per il raggiungimento di decisioni democratiche», afferma il professor Ernst Schachtenberg, tra i sostenitori dell’Ewp e rettore dell’università. A questo Winfried Schmachtenberg ha aggiunto: «è stato difficile trovare esperti per il nostro progetto. Spesso purtroppo gli scienziati preferiscono dedicarsi alla loro carriera privata». Impressione confermata da Matej Suchy, studente ceco: «La mancanza di esperimenti ha contribuito al fatto che spesso siamo arrivati a punti morti nelle discussioni. Ci sono mancati i fatti. La Dichiarazione di Aquisgrana ha come obiettivo di creare un impegno concreto per lo sviluppo sostenibile che possa essere perseguito dall’Unione europea. Per far sì che le sue proposte possano diventare leggi sarebbe, quindi, più utile aumentare il numero degli esperti sulle questioni giuridiche e legislative piuttosto che spendere soldi in esperimenti scientifici. Lo scopo dell’Ewp è di essere, sul lungo periodo, un vero e proprio “Parlamento cittadino” e per far questo sarà necessario stringere i legami con la città, l’università, i cittadini e i ricercatori e di permettere, quindi, alle discussioni di continuare. Eva Leitner, studentessa tedesca, dice: «Non si può certo dire che esista una sola risposta ai problemi sollevati»