Politica

Sì alla missione Ue in Kosovo

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2008
Articolo pubblicato il 25 febbraio 2008
Disoccupazione, opportunità di lavoro e l'onnipresente Trattato di Lisbona: ecco le novità da Bruxelles. Con gli occhi puntati sul neonato Kosovo.

Servizi e formazione: la ricetta del lavoro

Quale sarà il settore lavorativo vincente tra dieci anni? Nel terziario, soprattutto se si ha una solida formazione. Cedefop dixit. Il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale ha infatti realizzato uno studio sui bisogni dell'economia europea, e quindi del mercato del lavoro, da qui al 2015. Il risultato? Più servizi, meno agricoltura, meno manodopera e, soprattutto, meno lavoro non qualificato. Prepariamoci.

Disoccupazione in calo, salari in aumento. Il sorpasso dell'Est

Il tasso medio di disoccupazione all'interno dell'Ue continua, anche se lentamente, a scendere. Dal 7,7% del 2007 è passato al 6,9%. Se guardiamo i salari – considerati su base oraria – sono aumentati in media del 3,7%. Ma non bisogna entusiasmarsi troppo: questi aumenti sono dovuti alla crescita dei nuovi Stati membri, le cui economie sono in ripresa. Al di qua dell’ex cortina di ferro, invece, assistiamo alla stagnazione della nostra economia e all'aumento del costo della vita. Con la paura di una nuova crisi finanziaria.

Kosovo: anche la Spagna tutti nella missione Ue

Nessuna posizione comune in Europa sul Kosovo. Divisa tra i paesi che temono che il riconoscimento del nuovo stato faccia scoppiare una reazione di separatismi a catena, e quelli che invece considerano l'indipenza inevitabile, l'Europa è almeno d'accordo su una cosa: che lo si riconosca o no, bisogna che il processo sia inquadrato da Bruxelles. Una delle conseguenze di questa decisione? La Spagna, contraria al riconoscimento, ha dato comunque il via libera a Eulex, la missione Ue, il cui obiettivo è accompagnare la costruzione di un Kosovo indipendente e pacifico. Saranno circa duemila gli uomini di questa forza civile, composta essenzialmente di poliziotti e magistrati e che sarà dispiegata nelle prossime settimane.

Trattato di Lisbona: l'ok del Parlamento

Alla fine il Trattato di Lisbona, chiamato a sostituire la defunta Costituzione, è stato votato dal Parlamento Europeo. Questa volta i deputati contrari si sono limitati ad esporre dei cartelli gialli che esortavano al referendum, invece di organizzare manifestazioni più accese come è capitato durante altre sedute. I voti a favore sono stati 525, i contrari 115, e gli astenuti 29. Gli eurodeputati contrari contestano il passaggio parlamentare del Trattato, considerato un abuso della volontà popolare: nei fatti si tratta di una versione rivista della Costituzione che era già stata bocciata per via refendaria in Francia e Olanda. I prossimi stati a ratificare il Trattato sono la Bulgaria, che voterà la settimana prossima, e la Lituania, prima del 9 maggio. Per il referendum in Irlanda, invece, si parla di maggio o giugno.

Foto: lavoratori del settore delle telecomunicazioni(trabajador250208.jpg ); Manifestanti kosovari (Swifty/Flickr); Vista notturna del Parlamento Europeo(Cédric Puisney/Flickr)