Politica

Saragozza 2008: costruita per essere riciclata

Articolo pubblicato il 30 luglio 2008
Articolo pubblicato il 30 luglio 2008
L'esposizione internazionale dell'acqua in corso in Spagna è l'inizio di un progetto di sviluppo sostenibile che cerca di integrarsi nel territorio. Centosette Paesi presenti e nessuno spreco concesso.

All'inizio del Ventunesimo secolo, l'acqua sporca provoca ancora morti ogni giorno, aggiudicandosi così il secondo posto tra le cause di decesso infantile. L'Esposizione Internazionale che è in corso a Saragozza (dal 14 Giugno al 14 Settembre 2008), è incentrata sull'importanza di questo elemento e sullo sviluppo sostenibile. Tutta la sua costruzione e successiva riutilizzazione sono state pensate per dimostrare che un'alternativa concreta al consumo irresponsabile è possibile.

L'evento si svolge nella zona di Ranillas, in un recinto di 120 ettari sulla riva dell'Ebro, uno dei fiumi con maggior portata della Spagna. Lo scopo di questa scelta? Riallacciare i legami tra la città e la sua periferia, ma in equilibrio con l'ambiente. Tutte le attività, le attrezzature e i servizi organizzati nell'ambito di questa manifestazione hanno un'unica protagonista: l'acqua. 

L'esempio di Siviglia

Secondo il Bureau International des Expositions (Bie) con sede a Parigi, Siviglia è la città che meglio e più in fretta ha saputo riutilizzare le strutture di un'Esposizione Universale. Al contrario, a Montreal (Canada), trent'anni dopo l'Esposizione ci si chiede ancora come utilizzare le infrastrutture create; ad Hannover (Germania), la decisione di dare un uso definitivo alle installazioni dell'Esposizione ha portato ad una crisi politica, mentre a Lisbona si è voluto optare per un riutilizzo quasi totalmente di tipo residenziale. Siviglia, in soli 16 anni, è riuscita a convertire l'isola della Cartuja, ovvero il territorio della Expo 92, in un parco scientifico e tecnologico. Tuttavia, non mancano le critiche: le lamentele e la mancanza d'intuizione da parte delle diverse entità pubbliche e private hanno provocato perdite importanti all'epoca dei primi lavori. Inoltre, i padiglioni furono venduti, affittati o distrutti senza seguire un filo estetico conduttore.

Equo e solidale

La capitale Aragonese, Saragozza, imparando dagli errori altrui, non vuole lasciare che passi troppo tempo prima di decidere sul futuro delle strutture della sua Esposizione. Come? Con una decisa filosofia anti-spreco. Saragozza aveva già progettato, prima ancora della costruzione di installazioni e padiglioni, un piano che prevede fino alla riutilizzazione degli addobbi delle facciate per le zone verdi del futuro parco imprenditoriale. In questo modo, ogni vicolo, fontana e giardino, farà onore al tema di questa Esposizione: lo sviluppo sostenibile.

Centosette Paesi saranno rappresentati da altrettanti padiglioni, progettati per essere convertiti in quello che sarà il parco imprenditoriale più importante e moderno d'Europa. Si sta esaminando la possibilità, sebbene non ancora confermata, che la sede centrale degli uffici dell'Esposizione diventi la sede ufficiale delle Nazioni Unite per lo sviluppo del progetto "Il decennio dell'acqua".

Ma non è solo l'architettura ad votarsi allo sviluppo sostenibile: oggetti quotidiani come lo zucchero e il caffè provengono dal commercio equosolidale, le posate sono biodegradabili e alcuni materiali, come ad esempio le borse, sono costruiti con fecola di patate. La Jones Lang LaSalle e la King Sturge sono le agenzie internazionali incaricate di gestire in esclusiva la successiva vendita o affitto degli edifici costruiti per l'evento. Secondo fonti di entrambe le compagnie, «abbiamo accettato la sfida di commercializzare la fase post-Esposizione con l'obiettivo di dare continuità ad uno dei progetti più importanti della città di Saragozza» che, proprio come ha dichiarato l'organizzazione, non deve concludersi nel Settembre del 2008.