Politica

Rivoluzione in libreria: gli Indignati a fumetti!

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2011
Articolo pubblicato il 24 ottobre 2011
Dopo la consacrazione del 15 ottobre, gli Indignati spagnoli sono navigano sull'onda del successo in tutte le librerie. I saggi sul 15M continuano il loro corso in testa alle vendite. In particolare con Revolution Complex e Cuaderno de Sol, due opere a fumetti  -disegnate, impegnate e divertenti- sulla storia e il futuro del movimento. Il messaggio è chiaro: indignati o ti cancello.

Una compressa di umorismo serio

Revolution Complex, pubblicato dalla casa editrice Norma, è un'opera collettiva. 22 penne per un tema d' attualità che è ancora in fase di gestazione: il sollevamento democratico della generazione né-né spagnola (né studia né lavora) che ha debuttato il 15 Maggio scorso. I disegnatori giocano, innanzitutto, con l' autocritica: "La prima cosa che risultò chiara agli inizi della Revolution Complex è che non si voleva approfittare dei fumetti per cavalcare l' onda degli indignati", spiega a cafebabel.com Claudio Stassi, uno dei disegnatori, . L' ironia come arma contro un ambiente statico. Come i volti dei pagliacci e i girasoli che decorano Plaza del Sol mentre le forze di sicurezza si sistemano i guanti e ricaricano le bombe di gas lacrimogeno. Molti autori hanno scelto come bersaglio la classe dominante; a partire da Danide che illustra un aristocratico (sconcertato) davanti a una bambina mendicante, fino a Sergi Alvares, che mette in scena i banchieri nell'atto di consigliare ad Aznar e Zapatero il copione da seguire per portare a termine i piani di austerità. Ma questa volta, questi artisti-cittadini hanno abbozzato anche i loro propri ruoli. L' estetica e il compromesso navigano sulla stessa barca...e nessuno la farà naufragare.

"Quello degli accampamenti e del 15M è un tema molto ampio e complesso. Pertanto, si è pensato molto non solo alle storie, ma anche al titolo, l' idea unitaria dell'opera e il suo concetto generale", spiega Claudio Stassi, disegnatore italiano stabilitosi a Barcellona. Cinici di tutti i paesi, potete prender nota: il concetto non è l'entusiasmo assoluto e senza prese di distanza. Il titolo la dice tutta. Jordi Lafebre ci offre un magnifico faccia a faccia tra un figlio indignato e suo padre, che la dice lunga sul concetto dell'impegno politico e le sue molteplici sfaccettature. Mentre alcuni spagnoli danno grande importanza al movimento degli "Indignati", altri fanno tutto il possibile per lasciare il sistema così com'è.

E perché no? Per caso la storia non è fatta di rivoluzioni e controrivoluzioni? Umorismo, storie diverse, stili singolari e anche analisi. Quelle del giornalista Jaume Vidal e di Arcadi Olivares, presidente della associazione Giustizia e Pace. Quelle di un sacerdote, un giornalista, un pensionato e di un proprietario di ristorante, realizzate e disegnate da Claudio Stassi, incarnano la prefazione di Jaume Vidal: "I fumetti dimostrano che l' estetica e l' intrattenimento possono andare d'accordo con l'impegno politico".

Il futuro del giornalismo?

I fumetti si vendono come compresse effervescenti che si assumono per via visiva. Da non leggere se "si è allergici al welfare state o se i colpi budgetari non hanno affettato alla propria vita quotidiana". L' umorismo e il saper ridere di se stessi, senza dubbio, aiuteranno molto il mondo del giornalismo. Per fortuna, hanno trovato spazio già nei blog, che adesso occupano i portali delle pubblicazioni di riferimento. Senza dubbio, sebbene la relazione tra il giornalismo e i movimenti sociali sia di amore e odio, il tizio che si pianta lì con il suo sacco a pelo, il suo quaderno e le sue matite colorate a Plaza del Sol è membro diretto di questa famiglia e può fare il suo lavoro di osservazione come più gli sembra conveniente. È questo quello che ha fatto il disegnatore di Extremadura, Enrique Flores. Il suo Cuaderno de Sol, pubblicato da Ediciones Blur, fa una relazione dei suoi 28 giorni di permanenza nella piazza in cui è nato il movimento degli Indignati. Dal civismo degli spazzini alla montagna di tende, passando per le assemblee generali e le guardie notturne. Soggettivo e, anche, carico di umorismo.

Probabilmente non ci si aspetta più dal giornalismo un'oggettività forzata basata su fonti verificate. Forse si aspira a raggiungere il modello del giornalismo nordamericano degli anni 60. La sua ammessas oggettività, i suoi temi mutevoli, in definitiva, un giornalismo più umano. Magari si possano ottenere idee per i giornalisti che vogliono fare anche la loro rivoluzione... In ogni caso, come dice Claudio Stassi: "Al giorno d' oggi, il pubblico ricorre direttamente all' informazione, non aspetta di essere informato".

Photos : Une et texte, « Revolucion Complex », courtoisie de Norma Editorial; videos/youtube