Politica

Quando l'estrema destra diventa mainstream

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2016
Articolo pubblicato il 12 ottobre 2016

Un nuovo studio mostra che circa la metà degli europei condividono opinioni populiste. Ora che i temi dell'estrema destra si riflettono sempre più nel dibattito pubblico, qual è la posizione dei giovani in merito?

In Francia la chiamano "generazione del 21 aprile". Il 21 aprile 2002 Jean-Marie Le Pen, all'epoca candidato del Front National alle elezioni presidenziali, passava al secondo turno. Vissuta come uno choc dalla nazione, la notizia spinse i giovani francesi a scendere in piazza dando vita a imponenti manifestazioni, nelle cui fila avremmo potuto ritrovare vari componenti della classe politica attuale. La "generazione del 21 aprile" ha infatti oggi i suoi ministri e le sue personalità di primo piano. La data, d'altra parte, è ormai entrata d'ufficio tra le espressioni politiche del Paese, e qualifica nella fattispecie un evento sorprendente, a volte anche decisamente drammatico, che accade nella vita politica francese.

Dodici anni dopo, il "21 aprile" si vive tutti gli anni in Francia. Se anche l'espressione non ha mai oltrepassato la frontiera, esso vive anche in Germania, in Belgio, nel Regno Unito, in Austria, in Italia, in Danimarca, in Polonia, in Ungheria... Tanto vale dire che non significa più nulla. L'effetto di sorpresa e la sua natura "catastrofica" hanno lasciato lentamente il posto ad una vera e propria presa di coscienza, molto più seria, perché essa è ormai una stabile realtà nello spazio politico europeo: la simpatia per il voto estremo è divenuta in qualche modo una costante. Un sondaggio YouGov pubblicato su BuzzFeed ha difatti rivelato che circa la metà degli adulti di 12 differenti Paesi europei hanno delle opinioni estremiste. Detto in altre parole, una combinazione di opinioni anti-immigrazione, nazionaliste, conservatrici e antieuropee. Un bel mix.

23 aprile 2017

Per due anni lo spettro dell'estrema destra ha fatto sentire la sua presenza nelle società europee. Veniva invitato ai dibattiti, in televisione, in strada, nelle conferenze. Non così tanto tempo fa i dirigenti di partito sospiravano ancora di sollievo dopo alcune elezioni. L'estrema destra registrava il 20%, il 30%, anche il 40%, senza tuttavia riuscire ad ottenere dei seggi, sia a causa della natura del sistema elettorale sia perché i partiti di centro negoziavano puntualmente delle alleanze con le formazioni più moderate. Tra ragazzi si faceva a gara a ripetere che oramai, in qualsiasi serata, uno su cinque dei presenti votava estrema destra. Il campanello d'allarme non suonava che una settimana, il tempo di (ri)convincersi che l'estrema destra al potere era qualcosa di impossibile e che quel ragazzo incrociato quella sera era un "idiota" isolato.

Poi c'è stata la Brexit, le elezioni austriache, il referendum in Ungheria... Se l'estrema destra non è ancora al potere in Europa, essa domina largamente l'opinione pubblica. E' diventata mainstream. Gli elementi del dibattito pubblico sono tutti inscritti nell'agenda dei partiti di estrema destra. Se si prende l'esempio della Brexit, la campagna nel Regno Unito ha attraversato tutti quegli argomenti che hanno creato quello che YouGov chiama "un pensiero autoritario": idee anti-immigrazione, nazionalismo, conservatorismo e antieuropeismo. Sondando i pareri di più di 12.000 persone nel continente, lo studio mostra che il 63% dei francesi hanno fatto proprio un "pensiero populista autoritario", così come il 47% degli italiani, il 48% dei britannici, il 49% dei danesi, il 50% dei finlandesi, il 55% degli olandesi, il 78% dei polacchi e il 82% dei rumeni.

I giovani non costituiscono la fascia d'età più rappresentata. Ma come si può non pensare che sia solo questione di tempo? Abbiamo già visto che i giovani tra i 18 e 30 anni stanno allargando sempre più le fila dei partiti di estrema destra (in Francia, il 34% di questi ha votato per il FN alle elezioni regionali del 2015, n.d.r.). Quando i dibattiti sull'Unione europea burocratizzata, gli immigrati e la disoccupazione avranno dominato le campagne elettorali delle importanti elezioni del 2017 nei Paesi Bassi, in Francia e poi in Germania, chi sarà più in grado di dire "l'abbiamo scampata bella"? E soprattutto, quando occorrerà scendere ancora in piazza per protestare contro un nuovo "21 aprile", quanti saranno i giovani disposti a farlo?

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Source : YouGov