Politica

Presidenza Ceca dell’Ue senza bandiera

Articolo pubblicato il 20 ottobre 2008
Articolo pubblicato il 20 ottobre 2008
Vaclav Klaus, il Presidente ceco conosciuto per il suo euroscetticismo, non vuole esporra la bandiera europea a fianco di quella ceca al castello di Praga.

La bandiera europea al castello di Praga vicino a quella ceca? Questa dovrebbe essere la normalità nel primo semestre del 2009, quando la Repubblica Ceca deterrà la Presidenza del Consiglio dell'Ue. Ma il “signore” del castello di Praga, il Presidente euroscettico Vaclav(Foto: Commissione europea) Klaus si rifiuta categoricamente. «Non c’è alcun motivo per issare la bandiera europea», ha fatto sapere Klaus la settimana scorsa attraverso il suo portavoce a Praga. «Siamo membri anche della Nato e dell’Onu ma non esponiamo le loro bandiere», ha concluso il portavoce.

Klaus rifiuta di esporre la bandiera europea sul castello sin dal 2004, anno in cui la Repubblica Ceca ha fatto il suo ingresso nell’Unione. «In fin dei conti non siamo una qualunque provincia dell’Ue», dichiarò all’epoca. Vaclav Havel, il predecessore di Klaus, aveva definito questa posizione del Presidente in carica «piuttosto scandalosa». A Praga ci si ricorda ancora che la sera prima dell’ingresso della Repubblica Ceca nell’Ue Klaus era andato provocatoriamente sul monte Blanik. Secondo la leggenda sul monte si trovano i cavalieri boemi in attesa di lanciarsi all’atttacco se il paese viene minacciato. La maggioranza dei cechi ha riso di questa gag. Bisogna vedere se gli altri leader dell’Ue trovano l’atteggiamento di Klaus nei confronti dell’Europa altrettanto divertente.

Pelle d’oca a Bruxelles

Sta di fatto che a Bruxelles molti hanno la pelle d'oca al solo pensiero di Klaus e della sua Presidenza del Consiglio d'Europa. Si era guadagnato la disapprovazione generale per i suoi euforici complimenti agli irlandesi dopo la loro bocciatura del Trattato di Lisbona. «Con questo il Trattato è definitivamente morto», aveva gioito l’euroscettico della Moldava. A causa de(Foto: Commissione europea)lle sue idee Klaus si trova in contrasto anche con il suo stesso Governo. Il Premier Mirek Topolanek e il Ministro degli Esteri Karl Fürst Schwarzenberg non hanno apprezzato la reazione di Klaus dopo il «no» irlandese, cioè la proposta di interrompere anche in Republica ceca il processo di ratifica. «Abbiamo entrambi firmato il Trattato e ora non possiamo così mandare tutto all’aria su due piedi», disse Topolanek.

Ma a Praga non è ancora stata presa una decisione definitiva in merito al Trattato di Lisbona. Al momento la Corte Costituzionale Ceca sta verificando se il Trattato è in contrasto con la costituzione nazionale, ma anche se non venisse riscontrato nulla, non è chiaro se Klaus accetterà di firmare.

Da che parte sta la Repubblica Ceca?

Il Governo di Praga si chiede ora che compito avrà Klaus a partire dalla prima metà del 2009. Il ruolo di Presidente del Consiglio Ue verrà infatti assunto da Topolanek, ma Klaus dovrà assumere una qualche carica rappresentativa. Quale potrà essere, è ancora da definire. Sicuramente ci sarà un vertice Ue-Russia nella prima metà dell’anno. Ma Klaus può essere la persona adatta a guidare un simile incontro? Durante il conflitto del Caucaso si è schierato, a differenza della maggior parte dei Paesi Ue, dalla parte della Russia, indicando il leader georgiano come responsabile della crisi. È difficile immaginare come Klaus possa improvvisamente rappresentare la posizione europea in un vertice con la Russia.

In programma potrebbe esserci anche un vertice dell'Ue con gli Stati Uniti. Gli europei vorrebbero provare a convincere il nuovo Presidente statunitense a fare qualcosa di più rispetto George Bush, contro il riscaldamento globale. Ma anche su questo tema Klaus si discosta di molto dalla posizione Ue: non si stanca di girare per vari paesi promuovendo il suo ultimo libro in cui smentisce con toni decisi il riscaldamento globale. È impossibile aspettarsi che possa cambiare radicalmente la sua visione sul problema.