Politica

Plagio, quando i tedeschi farebbero bene a copiare

Articolo pubblicato il 13 luglio 2012
Articolo pubblicato il 13 luglio 2012
Sono pochi coloro che non hanno mai sentito parlare di casi di plagio delle personalità politiche in Europa. Dunque, stesso problema, identica soluzione? Certo che no. Da Zu Guttenberg a Rama Yade, ecco un piccolo tour europeo per mostrarvi chi sono i maestri del copia e incolla.

Gli scandali non si contano più. La vicenda di plagio che ha coinvolto Victor Ponta, Primo ministro rumeno, ha risvegliato antichi ricordi. Fra i più clamorosi, torna alla mente il ministro tedesco Zu Guttemberg, che aveva intrapreso una carriera veramente promettente prima di vedersi costretto alle dimissioni nel 2011. Nel 2009, all'età di trentasette anni, era il più giovane ministro dell'Economia nella storia della Germania. Alcuni anni prima di essere nominato ministro della Difesa. In breve, sembrava che tutto gli andasse bene. Tutto, tranne un problema rilevante: il plagio della sua tesi di dottorato. Anche se non l'ha mai ammesso ufficialmente, è stata la sua Università a intervenire.

Di fatto, l'ex ministro della difesa ha pagato 20.000 euro nella speranza di eliminare qualunque procedimento a suo carico. In conclusione, eccoci di fronte a qualcuno che, sia per il nome sia per le mosse, si avvicina in maniera rilevante al mondo della stampa.

Se una persona è riconosciuta responsabile di plagio, deve dare le dimissioni?"

Nel complesso è la stessa vicenda che riguarda il presidente ungherese Pal Schmitt, che si è dimesso quando, nell'aprile 2012, fu chiaro agli occhi di tutti che la sua tesi di dottorato sui Giochi Olimpici era in gran parte “presa in prestito” da altri autori. Anche se non c’è che un riconoscimento a mezza bocca dell’imbroglio, sembra che lo scandalo sia stato troppo grande per passare inosservato. Sia in Ungheria sia in Germania si ritiene che l’ immagine dei politici sia ampiamente compromessa e che quindi sia difficile per loro esercitare il mandato con la stessa credibilità.

Una regola sistematica?

I politici, uomini e donne, passano, ma le loro funzioni rimangono, per assicurare - dicono - la continuità del potere. Questo è uno dei grandi principi che costituiscono il fondamento dei nostri regimi. Tuttavia, possiamo veramente enunciare la regola per cui “se un politico è riconosciuto colpevole di plagio deve dimettersi per non contaminare il ruolo della sua carica?” Non è del tutto certo... Sembra che questa regola sia valida in alcuni paesi, ma non è applicata dovunque.

Di fatto, la questione della reazione dell'opinione pubblica agli scandali politici di ogni tipo rinvia al nostro immaginario. Bisogna vedere a che punto è salda in noi l'idea che i nostri dirigenti siano virtuosi e servano da esempio. In fin dei conti, è una questione di livelli di tolleranza. Quello che è intollerabile per i tedeschi può non esserlo per i francesi, Ne fa prova il fatto che Rama Yade è rimasta al suo posto. A differenza degli altri, la segretaria di Stato non aveva copiato la sua tesi di dottorato ma il suo libro “Plaidoyer pour une instruction publique” (Apologia dell’ istruzione pubblica) uscito nel 2011. Se è vero che non si poteva invocare nessuna scusa per una condanna, tuttavia questo episodio non ha fatto scoppiare uno scandalo. Indubbiamente ci vuole ben altro per scandalizzare i francesi.

La grande esperienza dei rumeni in materia

Riguardo al plagio, i rumeni sono ben lungi da essere dei principianti. Il primo ministro, in questo periodo nel mirino e in conflitto aperto con il presidente Basescu non ha la minima intenzione di lasciare il suo posto. Dobbiamo dedurne che i rumeni sono abituati a tal punto a questi episodi che non c’è più nulla che li possa scioccare? La domanda è indubbiamente mal posta. Il fatto che il Consiglio nazionale di attestazione dei titoli universitari (il Consiglio Rumeno incaricato di verificare le accuse nei confronti della tesi di Victor Ponta) sia stato smantellato (il 29 giugno), proprio quando stava per pronunciare il verdetto, ha scioccato la stampa europea. Ma il plagio è moneta corrente in Romania, i politici non sfuggono alla regola, e dunque non si dimettono quando emerge un “copia-incolla” più o meno evidente.

La questione del “buon governo”

Forse bisogna cercare altrove ciò che fa di un governo un buon governo in Romania. Nel paese in cui “tutto è in vendita", la moralità è un’altra cosa. L’aver copiato la tesi fa di Victor Ponta un cattivo dirigente? Senz’altro per quanto riguarda i valori. Invece, per quanto riguarda l’efficacia? E’ un primo ministro proporzionalmente inefficace? I suoi insuccessi politici possono essere visti come la conseguenza di questo plagio? Certamente no. Di fatto, i rumeni hanno capito tutto. Riflettete un attimo, qual è la virtù principale in politica? Naturalmente l’efficacia. E non sono io a dirlo, è il filosofo della politica moderna, Machiavelli, nella sua opera più conosciuta, Il Principe.

Non è che in politica la morale non esista, solamente è differente e solo l’efficacia conta. Prima che la carriera di Zu Guttemberg n finisse nel nulla per una storia di plagio tirata fuori da un vecchio cassetto, non era forse considerato da tutti come un ministro di primo livello? Si potrebbero certamente invertire i termini del problema. Se questi politici sono così capaci, una volta giunti al potere, non è allora questo passaggio obbligato dalla tesi di dottorato che può essere giudicata superflua e inutile? Dopo tutto, il fine giustifica i mezzi. I rumeni l’hanno capito bene e tedeschi e ungheresi non hanno che da.. copiare.

Foto di copertina: (cc) Christophe Verdier/flickr, nel testo: playmobil, di pasukaru76/flickr, Victor Ponta: cortesia della pagina Facebook ufficiale. Video: euronewsfr/YouTube.