Politica

Perché Putin è diventato l’"idolo" delle demagogie europee di destra?

Articolo pubblicato il 22 aprile 2015
Articolo pubblicato il 22 aprile 2015

Da Le Pen a Salvini: le nuove Destre Europee guardano ad Est. Analogie ideologiche o interessi comuni?

Appena appena 20 anni fa, o poco più, uno scenario del genere sarebbe apparso non solo strano ma, per certi versi, totalmente incompatibile con la realtà, soprattutto per paesi come Francia e Italia. Eppure oggi si assiste alla creazione e al rafforzamento di un particolare legame tra le destre europee e la Russia, attraverso la dura e discutibile figura politica di Vladimir Putin, al potere ininterrottamente dal 2000, alternando il ruolo di Presidente a quello di Primo Ministro e attuando riforme come quella del 2008, in modo da rimanere al potere nonostante la fine del secondo mandato.

Il sostegno finanziario

Come racconta The Guardian, dal 2009 il Cremlino ha attivamente sostenuto partiti di estrema destra come lo Jobbik in Ungheria, il “Partito della Gente” in Slovacchia e quello nazionalista in Bulgaria, sino al movimento “anti-EU Attack”: questo nella sola Europa dell’Est. Nel cuore dell’Europa, invece, il Front National di Marine Le Pen, che nei giorni scorsi ha fallito l’assalto alle Amministrative rimanendo all’oppo-sizione in tutte le circoscrizioni, ha ricevuto una rilevante quantità di finanziamenti dalla Russia.

La Czech-Russian Bank di Mosca, per stessa ammissione del FN, ha finanziato il partito per ben 9.4 milioni di euro mentre Le Pen avrebbe ricevuto individualmente 2 milioni da una compagnia sconosciuta con sede legale a Cipro. Come raccontava nel 2013 il New York Times, alcuni plutocrati russi hanno avuto ed hanno tutt’ora un ruolo chiave nel particolare sistema bancario dell’isola, collassato nel 2013. In Italia, invece, Matteo Salvini della Lega Nord, attualmente al centro dell’attenzione mediatica per il suo stile comunicativo estremamente demagogico, ha già visitato Mosca e si è ripromesso di rifarlo presto. La ragione di questa apertura politica sarebbe questa: «Putin è un alleato nella lotta al terrorismo e c'è bisogno di avere i russi come amici per il commercio, per l'impresa e per tutto».

Il motivo principale che lega gli intenti di questi partiti alla politica estera russa è la comune avversità all’Unione Europea, vista da un lato come la causa della crisi economica e della cattiva gestione di problemi come quelli legati all’immigrazione clandestina; dall’altro, come una costante minaccia per gli accordi energetici tra Russia e paesi europei, oltre alla pericolosità geopolitica dell’adesione di paesi come l’Ucraina all’UE, e conseguentemente alla NATO, come sarebbe potuto accadere nel 2004.

Così come durante la parabola sovietica Mosca creava movimenti filo-comunisti in Europa, ora sostiene economicamente e politicamente partiti di destra, con finalità geopolitiche ma soprattutto economiche. Proprio The Guardian a questo proposito racconta che alcuni dei leak provenienti dagli Stati Uniti e diffusi nello scandalo del 2010, parlerebbero di come l’accordo energetico tra Italia e Russia del 2010 sia stato viziato da benefici “personali” riservati da Mosca all’allora Premier Silvio Berlusconi. Il Cremlino, infatti, sembra ritenere l’estrema destra facilmente influenzabile dai finanziamenti, ufficiali e/o ufficiosi, rendendola così un avamposto in quell’Unione Europea da cui sembrava estromessa definitivamente.

Duro, intransigente, intollerante

Questi motivi di politica estera realista e pragmatica, dunque, sarebbero alla base di quel “mito” che questi partiti hanno creato ed alimentato costantemente per ampliare il loro bacino elettorale. Il personaggio duro, intransigente, intollerante verso le minoranze come i musulmani, spietato verso gli avversari politici (il mistero ancora avvolge il caso dell’omicidio Nemtsov) sembra lo stereotipo che la destra ricercava da tempo per ammaliare il suo elettorato. Quello che sembra dimenticare, però, è che in politica non esistono tipi di governo che funzionino mutatis mutandis in contesti sociali ed economici profondamente differenti.

L’attuale Federazione Russa ha un estensione di quasi il doppio dell’Europa, con il numero di abitanti di Italia e Germania: vi sono intere aree disabitate, come la Siberia. Inoltre la storia del paese è completamente diversa da quella degli stati europei, sia dal punto di vista sociale (ci si è emancipati dalla dittatura solo nel 1991) sia da quello culturale, religioso ed economico. Auspicare la repressione di minoranze, una politica avversa agli omosessuali e una politica estera sfacciata, forse servirà ad attrarre qualche voto lasciato orfano dopo l’accentramento delle destre tradizionali ma, a quanto pare, non ha nulla che fare con le vere motivazioni che legano saldamente Putin alle nuove destre europee.