Politica

«Per la convergenza dei prezzi tra Est e Ovest si può attendere 20 anni»

Articolo pubblicato il 13 luglio 2007
Articolo pubblicato il 13 luglio 2007
In tutta Europa i prezzi sembrano aumentati: ma è davvero così? Quando si riuscirà a raggiungere la stabilità? Il parere di un esperto, il francese Philippe Waechter.

Il prossimo 16 luglio, come ogni mese, l’Istituto di Statistica dell’Unione Europea Eurostat pubblicherà i dati sull’inflazione in Europa per il mese di giugno 2007. Gli europei condividono l'impressione che i prezzi sono aumentati e questa sarà l'occasione per verificarlo. Philippe Waechter, direttore degli Studi Economici e della Ricerca di Natixis Asset Management e consulente regolare della stampa finanziaria internazionale, esprime la sua opinione.

Perché è importante controllare l’inflazione?

La missione della Banca Centrale Europea si fonda su un controllo sistematico dell’inflazione, soprattutto per evitare mutamenti violenti del ciclo economico. Però possiamo distinguere due livelli d'azione del suo presidente Jean-Claude Trichet: se da un lato la comunicazione della Banca è caratterizzata da un discorso anti-inflazionista, dall'altro preoccupa sotto sotto l'andamento dell’attività economica: crescita del Pil, consumi, investimenti ecc. Se si considerano le attuali tendenze delle evoluzioni dei prezzi, non c’è tuttavia da allarmarsi. L’analisi in dettaglio dell’indice dei prezzi al consumo dimostra che i prezzi delle abitazioni e degli alimenti rallentano. In più, malgrado un miglioramento nel settore dell’impiego, il costo unitario del lavoro è controllato. Non ci sono dunque fattori per un’accelerazione forte e stabile.

Ai paesi Occidentali converrebbe una forte inflazione nei paesi dell’Est?

I paesi dell’Europa dell'Est stanno vivendo una fase di recupero e quindi la dinamica è più forte che nei paesi occidentali. In generale nei paesi in transizione questa tappa di sviluppo opera attraverso una crescita più pronunciata dell’attività economica e dei salari. È naturale che l'inflazione risulti più marcata.

A quando un equilibrio di prezzi tra l’Europa dell’Est e quella dell’Ovest?

Sarà un processo molto lungo. Visto che abbiamo fatto riferimento alla problematica dell’equilibrio, bisogna tenere conto di una scala di tempi che differisce secondo i casi. Bisogna contare almeno 5 anni per i paesi dove le condizioni sono favorevoli e dai 15 ai 20 per gli altri. Occorre molto tempo per realizzare una convergenza. Se si esamina il caso della Spagna, si può constatare che tra il 1986 e il 1999 l’armonizzazione è avvenuta lentamente. Solo verso la fine degli anni Novanta c’è stata una netta ripresa, tuttora in corso.

L’altra faccia dell’euro

Quanto vale 1 euro nel 2007? Ben poco, purtroppo. Anche nell’umile Ungheria possiamo comprarci al massimo un litro di latte (allo stesso prezzo della birra locale o del latte a lunga conservazione in Italia), mentre in Spagna e in Francia potremmo acquistarne rispettivamente 3 e 2 litri. Il prezzo di un biglietto (corsa semplice) per i trasporti pubblici è quello che varia di meno da uno stato all’altro. Il fatto più curioso? Per acquistare 1 preservativo in Germania o in Italia si spende 5 volte di più che in Francia, altro che “all you need is love”!

Quello che possiamo comprare con 1 euro in…

Ungheria: 1 birra, una Coca Cola da 0,5L, 1 litro di latte, 1 gelato, 1 biglietto della metro, 1 flacone di bagnoschiuma, 1 cheeseburger, 10 uova.

Portogallo: 1 quotidiano, 1 caffè, 1 biglietto della metro, 1 libro in saldo, 4 pacchetti di fazzoletti di carta, 14 fotocopie, 30 minuti su Internet.

Spagna: 1 quotidiano, 1 caffè, 1 biglietto della metro, 2 pezzi di pane, 20 fotocopie, 6 uova, 3 litri di latte, 2 preservativi, 30 minuti su Internet, 1 litro di benzina.

Germania: 1 kebab, 1 gelato italiano da due gusti, 1 litro di benzina, 1 tavoletta di cioccolata (non di marca), 3 panini, nemmeno 1 preservativo.

Francia: 1 baguette, 1 croissant, 15 minuti su Internet; 5 fotocopie, 5 preservativi, 1 pacchetto di gomme da masticare, 2 litri di latte, 6 uova.

Italia: 1 caffè, 1 quotidiano, 1 litro di latte a lunga conservazione, 10 fotocopie, 1 preservativo, 1 gelato.

Olanda: 2 partite al flipper, 4 banane, 2 caffè dalla macchinetta automatica dell’università, 5 fotocopie.

Autore Fernando Navarro Sordo (Parigi)

Traduzione di Gelsomina Sampaolo