Politica

Pedalando in cerca di voti: l’Irlanda per il Trattato di Lisbona

Articolo pubblicato il 04 settembre 2009
Articolo pubblicato il 04 settembre 2009
Un gruppo di ciclisti da tutta Europa sta compiendo un tour della campagna irlandese per manifestare a favore di una più alta partecipazione elettorale in vista del referendum sul Trattato di Lisbona che si terrà in ottobre. Tra gli organizzatori dell’evento, Grace Cox, spiega come lo slancio per il “sì” stia acquistando velocità.

«Questa volta è diverso» mi dice al telefono, senza fiato, Grace di Ireland for Europe. Sta organizzando una biciclettata di 700 km attraverso l’Irlanda, che partirà dal Mare d’Irlanda, arriverà sull’Atlantico per poi tornare indietro. L’obiettivo è cercare di enfatizzare il voto per il secondo referendum sul Trattato di Lisbona, che si terrà il 2 ottobre. Come parte della campagna per il “sì”, i membri di Ireland for Europe sono ottimisti. Hanno organizzato l’evento in collaborazione con EuroCycleTour, un gruppo di Bruxelles che, dal 2008, sta cercando di «suscitare l’interesse» nella partecipazione europea. L’impeto per il referendum sta crescendo. «C’è una tale eccitazione nell’ufficio» mi dice Grace «i muri sono tappezzati di calendari e di appuntamenti». Mi spiega che è il coinvolgimento di giovani come lei a fare la differenza. «Guarda me: sono una studentessa e sono coinvolta. La collega qui con me è anche lei studentessa. È veramente un gran cambiamento rispetto all’anno scorso».

«Un gesto di solidarietà»

(Grace Cox)I ciclisti che partecipano rappresentano un eclettico assortimento da tutta Europa. Ci sono sia studenti che professionisti, attivisti politici ed amanti della bicicletta, persone che arrivano dalla Francia, dal Belgio, dalla Spagna, dall’Austria e dalla Repubblica Ceca. Si uniranno ai ciclisti irlandesi per formare un gruppo centrale di 30 participanti che viaggerà attraverso l’Irlanda. Lungo la strada altre persone sono libere di entrare nel gruppo quando preferiscono e rimanerci quanto vogliono. Molti lavoratori che non hanno il tempo per farlo, spiega Grace, possono decidere di raggiungerli quando possono. «Alcuni verranno con noi solo nelle mattinate e continueranno lungo la strada tanto quanto riusciranno. Naturalmente i nostri week end sono frementi!». Un gruppo è arrivato da Bruxelles per manifestare il proprio supporto. «Le persone che arrivano da Bruxelles sono un regalo. Vengono qui per mostrare che anche per loro è importante. È un gesto di solidarietà», dice Grace.

L’evento s’ispira al primo EuroCycleTour, organizzato prima delle elezioni europee di giugno 2009. All’epoca i partecipanti hanno pedalato per più di 1600 km da Bruxelles attraverso i Paesi Bassi e la Germania, per poi finire in Polonia, ai confini dell’Unione Europea. Gli organizzatori volevano dimostrare la solidarietà europea ed evidenziare il diritto di voto. Avevano una buona ragione per farlo. Le statistiche delle elezioni mostrano, infatti, che l’affluenza alle urne non ha smesso di calare all’interno dell’Ue, passando dal 61% nel 1979 al 43% nel 2009. Se si confrontano tra loro gli Stati membri emergono grandi differenze. In Belgio, oltre il 99% ha votato alle elezioni europee del 2009, mentre in Polonia si è presentato alle urne solo il 25%. L’evento cruciale è stato quello legato al referendum per il Trattato di Lisbona tenutosi in Irlanda nel 2008: in questo caso ha votato solo il 53 % degli elettori. Questo significa che gli 860 000 irlandesi che hanno votato contro hanno avuto un impatto sproporzionato su più di un bilione di Europei. E questo è causa di frustrazione per molti. 

Motivare i partecipanti

La legge sulla partecipazione elettorale è qualche cosa che dovrebbe cambiare di questi tempi, dice Grace. «Le persone si stanno accorgendo che il Trattato di Lisbona e il coinvolgimento nelle questioni europee è fatto attuale e rilevante nella vita di ciascun irlandese», continua Grace, «soprattutto in quella dei più giovani». Ma non sono gli unici ad essersi impegnati per la causa del “sì”. I ciclisti incontreranno sindaci e sostenitori in ogni grande città in cui passeranno. «Inizieremo con un colorato pranzo in Harcourt Street (nel centro di Dublino, ndr) con il sindaco di Dublino», racconta Grace «e incontreremo i cittadini lungo tutta la strada». La campagna per il “sì” ha visto una serie di personaggi famosi dichiarare il proprio supporto alla sensibilizzazione per il voto. Alla guida di Ireland f or Europe c’è l’ex parlamentare europeo Pat Cox e l’associazione si sta affermando tra vari illustri Irlandesi, inclusi politici, calciatori, personaggi dello spettacolo; così come il vincitore del premio Nobel Seamus Heaney e il chitarrista degli U2 The Edge. Il 26 agosto l’amministratore delegato della Ryanair Micheal O’Leary ha dichiarato il suo appoggio per la causa del “sì”, annunciando che avrebbe investito 500 000 euro nella pubblicità e nella riduzione del costo dei biglietti Ryanair. Questa novità è stata particolarmente ben accolta, dice Grace. «Offrirà biglietti più economici alle persone che torneranno a casa per votare!».