Politica

Omaggio a Mandela: una melodia internazionale

Articolo pubblicato il 09 dicembre 2013
Articolo pubblicato il 09 dicembre 2013

Nel­son Man­de­la è morto. Il pre­mio Nobel per la pace e primo Pre­si­den­te nero del Su­da­fri­ca è morto gio­ve­dì, 5 dicembre 2013, a Jo­han­ne­sburg, al­l'etá di 95 anni. Gli omag­gi eu­ro­pei a "Ma­di­ba" ri­suo­na­no come una me­lo­dia per la ri­con­ci­lia­zio­ne, i di­rit­ti umani e il fu­tu­ro del mondo.

SVEZIA: IL MEGLIO DEL XX SECOLO  

Dopo la morte di Mandela, bisogna imperativamente continuare la sua opera, incita il quotidiano orientato verso il centro-sinistra Aftonbladet: "L'apartheid ha lasciato una profonda cicatrice per quanto riguarda la segregazione sociale, la disoccupazione, la violenza, la corruzione e l'intolleranza politica. Questi problemi esistono ancora oggi, a più di 20 anni dalla liberazone dell'ultimo prigioniero di Robben Island. Oggi però, il Sudafrica ha ereditato un altro patrimonio. Quello di un prigioniero politico che, una volta liberato, è stato eletto Presidente e che ha condotto un processo di riconciliazione per divenire uno dei capi di Stato più rispettati al mondo. È un'eredità che dobbiamo ricordare. Nelson Mandela ci ha lasciati, ma incarna il meglio del XX secolo". (Articolo pubblicato il 06.12.2013)

Polonia: COME WAŁĘSA

I meriti di Mandela come difensore dei diritti umani e nemico giurato del sistema razzista dell'apartheid sono inestimabili, scrive il portale di informazione di centro-sinistra Polityka Online, che lo paragona al premio Nobel per la pace polacco Lech Wałęsa: "In un certo senso, la sua lotta è stata simile a quella di Lech Wałęsa agli inizi. Ha incarnato la battaglia per i diritti umani e, successivamente, per una rivoluzione del sistema, riuscita senza spargimento di sangue... Ha fatto così tanto per il suo Paese, per l'Africa e per i diritti umani che appare tra i personaggi più straordinari del XX secolo. Grazie a lui, la storia dei diritti umani non è fatta solo di genocidi, ma anche di eroi, portatori di libertà e di solidarietà... Ne porteremo a lungo il ricordo dentro al cuore". (Articolo pubblicato il 06.12.2013)

FRANCIA: NON COSÌ BUONO COME SEMBRA  

L'immagine internazionale di Mandela ha conosciuto un cambiamento radicale in questi ultimi decenni, ricorda il settimanale liberale Courrier International: "Oggi il mondo intero rende omaggio alla sua battaglia. Ma nella bufera mediatica, si dimentica che nell'anno della sua liberazione, nel 1990, Nelson Mandela era considerato nel panorama internazionale come un pericoloso 'terrorista'. Certo, ha perdonato i suoi antichi boia, ha aperto il suo Paese a quella parte del mondo che una volta lo aveva dimenticato. Ma non è la sua bontà d'animo che ha fatto diventare il Sudafrica una  grande potenza democratica emergente. È il suo spirito politico. Mandela non era né un angelo né un santo. Vorrebbe dire semplificare la sua battaglia, i suoi sacrifici. Madiba era bensì mortale ed è stato un grande uomo". (Articolo pubblicato il 05.12.2013)

ITALIA: LO SPETTRO DEL DOPO MANDELA

I cleptocrati mettono a repentaglio l'eredità di Mandela, deplora il quotidiano economico liberale Il Sole 24 Ore: "Ma ora la sua morte lascia un vuoto morale per cui la gestione di Zuma risplende solo per mediocrità. Il personaggio più diffuso di questa stagione è il 'tenderpreneur', il funzionario pubblico ANC (Congresso nazionale africano, ndr) che offre contratti e appalti solo all'imprenditore iscritto a sua volta all'ANC o a qualche suo importante finanziatore. Questa mancanta distinzione fra politica e affari, una specie di socialismo malato, mina l'economia più delle illusioni della Nazione Arcobaleno: la società multirazziale richiede più di una generazione per realizzarsi. Al funerale di Mandela ci saranno anche i ''tenderpreneur'' e i loro mentori. Piangeranno, augurandosi che non nascano altri Mandela". (Articolo pubblicato il 06.12.2013)