Politica

Nuova Commissione Europea: rock around the Juncker

Articolo pubblicato il 19 settembre 2014
Articolo pubblicato il 19 settembre 2014

Il nuovo Presidente della Commissione, J-C. Juncker, ha presentato mercoledì 10 settembre a Bruxelles il nuovo esecutivo che include cinque ex Primi Ministri. Secondo alcuni, la nuova Commissione costituirebbe un vero e proprio contrappeso al potere dei Capi di Stato e di Governo, mentre per altri, non ci sarebbe stato nessun cambiamento rilevante. Vediamo cosa dicono le varie testate europee.

The Guardian  Regno Unito: la migliore Commissione di sempre

Il quotidiano di centro-sinistra "The Guardian" saluta così Jean-Claude Juncker, colui che è riuscito a formare una Commissione composta dai massimi esponenti politici attraverso una ripartizione intelligente dei portafogli tra gli Stati membri. «Proprio nel momento in cui l’Unione Europea è messa a dura prova da sfide interne ed esterne, vedere la messa a punto di quella che potrebbe diventare la migliore Commissione di sempre è incoraggiante. Jean-Claude Juncker è stato all’altezza della sua reputazione: ha saputo essere un abile mediatore, ha saputo formare una squadra impressionante per l’insieme delle esperienze politiche possedute da ciascun membro, ha compiuto una suddivisione ponderata dei ruoli, ha unito intelligentemente gli interessi specifici di ogni Nazione e le responsabilità europee».

 (Articolo pubblicato il  10.09.2014)

Die Presse – Austria: Juncker limita i dirigenti europei

Il quotidiano liberal-conservatore "Die Presse" si compiace del fatto che Juncker abbia rilegato in secondo piano potenze quali la Germania e la Francia e abbia espresso chiaramente la volontà di imporsi ai dirigenti europei. «L’ex Primo Ministro lussemburghese ha un valore aggiunto: ha infranto completamente le regole tattiche del gioco tra i capi di Stato e di Governo. Conosce bene le debolezze della politica egemonica, spesso unidimensionale, dei lupi dominatori. Sarà, dunque, un pericolo per loro. Fin dalla presentazione della sua nuova squadra, infatti, Juncker ha chiaramente fatto intendere al branco che la nuova Commissione non sarà più liberamente al servizio degli interessi nazionali nè degli uni nè degli altri. Il messaggio non è difficile da decifrare: la Commissione non vuole più limitarsi ad amministrare ma vuole assumere un ruolo più importante. Tutto ci spinge a pensare che per 5 anni Juncker vorrà limitare il margine di manovra degli Stati Membri e far convergere le diverse posizioni in una politica europea comune. Vuole l’Europa, non proliferando le regole bensì concentrando il potere a Bruxelles».

(Articolo pubblicato l’11.09.2014)

Pohjalainen Finlandia: I vice-presidenti? Dei super commissari!

Oltre ai classici posti di commissari, la nuova Commissione si avvale della presenza di sette vice-présidenti, dotati di portafogli importanti e incaricati di coordinare il lavoro dei commissari. Il quotidiano liberale "Pohjalainen" rintraccia un immenso potenziale in questa nuova forma d’organizzazione che «ha lo scopo di strutturare meglio il lavoro della Commissione. In pratica, il potere dei vice-presidenti si riscontra palesemente nel fatto che, per esempio, tutte le proposte che verranno avanzate dai commissari per una direttiva dovranno passare dall'ufficio dei vice-presidenti. Questi, qualora lo vogliano possono bloccare qualsiasi iniziativa. Un’iniziativa che non riceve il benestare di un vice-presidente, dunque, non potrà pervenire al Presidente della Commissione che non potrà a sua volta metterla all’ordine del giorno. Non è un’esagerazione, quindi, parlare di super commissari».

 (Articolo pubblicato l’11.09.2014)

De Morgen - Belgio: L'UE si allontana sempre più dai cittadini

Il quotidiano di centro-destra "De Morgen" critica la composizione della nuova Commissione, ritenendo sia lontana dal rinnovamento politico: «Juncker ha preso alcune decisioni che potrebbero far sospettare che la Commissione favorisca il ritorno della Vecchia Europa, quella sanzionata dagli elettori. È preoccupante che si confidi per il controllo dei mercati finanziari con una lobby britannica, ovvero, la City londinese. Ciò potrebbe ritentare nuovamente il diavolo. La ripresa della crescita economica e i miglioramenti nel mercato del lavoro costituiscono le principali sfide economiche del continente e l’Unione Europea non ha ancora trovato una soluzione. La Commissione non può permettersi di trascurare questo compito».

Mladá fronta Dnes - Repubblica Ceca: Praga paga il dazio per i suoi blocchi

Praga ha manifestato tutta la sua delusione, dopo la nomina della sua candidata come commissario per la Giustizia, le Pari Opportunità e i Diritti dei Consumatori. Tuttavia, come fa notare il quotidiano liberale "Mladá fronta Dnes", la Repubblica Ceca non poteva pretendere di più: « Věra Jourová non è male come candidata, ma puntare a un portafogli molto influente in Commissione è stato un errore sin dall’inizio. In quest’ultimo decennio la Repubblica Ceca è stata il cancro dell’Unione Europea. In qualsiasi occasione, le ha messo i bastoni tra le ruote. I fondi europei che la Polonia ha colto come un grande opportunità per compiere un salto di civiltà, in Repubblica Ceca sono stati oggetto di un vero e proprio illegittimo saccheggio. Non abbiamo  contribuito per nulla al consolidamento dell’Unione Europea, anzi, in piena crisi dell'Euro, abbiamo tenuto un comportamento particolarmente egoista».

(Articolo pubblicato l’ 11.09.2014)