Politica

NOlimpia: Budapest dice no alle Olimpiadi

Articolo pubblicato il 03 marzo 2017
Articolo pubblicato il 03 marzo 2017

Un gruppo di giovani ungheresi ha appena chiuso con successo una campagna per chiedere alla città di ritirare la sua candidatura alle Olimpiadi del 2024. Il movimento, che ambisce a diventare un partito politico, vuole proteggere Budapest dai costi dei giochi olimpici.

Dopo che Amburgo, Boston e Roma hanno ritirato la loro candidatura ai Giochi Olimpici Estivi del 2024, la campagna di NOlimpia si è fatta strada sostenendo che fosse arrivato anche il turno di Budapest. L’obiettivo degli organizzatori, un movimento di giovani ungheresi chiamato Momentum Mozgalom, era di raccogliere 138.000 firme dagli abitanti della capitale per ottenere un referendum sulla questione. Nonostante la generale apatia nei confronti della politica e il clima rigido di gennaio, sono state raccolte oltre 260.000 firme. Tuttavia, questa non è stata la prima richiesta di referendum: la Corte Suprema aveva già rifiutato le precedenti petizioni per un referendum nazionale.

Il motivo per cui gli ungheresi si sono opposti all’evento non è immediatamente compresibile. Nonostante non sia mai stata scelta, l’Ungheria è tra i paesi che hanno avuto più successo nella storia delle Olimpiadi. Qualcuno ha dichiarato che il Programma 2020 per l’organizzazione di Giochi Olimpici dai costi più sostenibili era praticamente indirizzato all’Ungheria. Ma per il governo corrotto e autocratico di Victor Orbán, le Olimpiadi potrebbero diventare uno strumento per distogliere l’attenzione degli elettori dai gravi problemi economici e sociali del paese; problemi che sono meno gravi in altre città candidate come Los Angeles e Parigi.

Rispetto a Budapest queste città hanno il vantaggio di avere già gran parte delle strutture e degli alloggi richiesti. Inoltre, sembra che la campagna sia anche un affare personale per Orbán, un grande appassionato di sport il cui governo ha già sprecato un’enorme quantità di denaro pubblico in eventi sportivi, tagliando i finanziamenti ad altri servizi pubblici, come l’istruzione e il sistema sanitario, che ora non svolgono più le proprie funzioni.

I leader del movimento Momentum hanno spesso citato l’esempio della Grecia che ora si trova in uno stato di sottosviluppo economico e disordini politici da quando ha ospitato le Olimpiadi di Atene. Il caso dell’Ungheria è molto simile: un piccolo paese dall’economia debole, con un alto rischio di corruzione è certamente incapace di ospitare Giochi Olimpici redditizi, poiché le spese si rivelano quasi sempre maggiori del previsto, anche nei paesi con un minor tasso di corruzione.

Dato che l’Ungheria ospiterà il Campionato Mondiale degli sport acquatici FINA (il più grande evento sportivo mai ospitato in Ungheria), non potrà che andare in bancarotta se organizzasse anche le Olimpiadi del 2024. L’evento avrà luogo nel mese di luglio ma i costi si sono già rivelati quattro volte più alti del previsto. Anche la candidatura di Budapest alle Olimpiadi era piena di lacune. Ad esempio, non sono state considerate le enormi somme di denaro destinate alla sicurezza.

Il movimento Momentum Mozgalom ha una particolarità: molti membri della sua presidenza sono giovani sotto i 30 anni che hanno trascorso periodi di studio o di lavoro in paesi dell’Europa Occidentale. Il movimento, che ambisce ad essere ufficialmente riconosciuto come partito e a candidarsi alle elezioni del 2018, sarà un partito pro-Europa. Ed era prevedibile dato che i suoi membri sono cresciuti cogliendo le opportunità di un’Europa dalle frontiere aperte. La campagna NOlimpia è stata il loro primo atto pubblico, pensato per sensibilizzare le persone su 5 problemi, uno per ogni anello del simbolo delle Olimpiadi, per trasmettere un messaggio positivo: l’istruzione, il sistema sanitario, il settore abitativo, le infrastrutture e il tenore di vita. Il bisogno di un valido partito di opposizione in Ungheria è tale che non è difficile credere nel loro successo.