Politica

Nastja Karimovas, in bikini a meno zero contro Vladimir Putin

Articolo pubblicato il 10 maggio 2012
Articolo pubblicato il 10 maggio 2012
Mosca, è uno dei giorni più freddi del 2012. Una giovane donna gironzola per le strade dello shopping moscovite. Improvvisamente, si ferma e si strappa il vestito. La giovane posa in due pezzi blu in pieno centro cittadino con un manifesto in mano che invita ad andare a votare contro Putin.
E’ il suo modo di protestare: Nastja Karimova ha 23 anni, è attivista e manifesta per le elezioni libere in Russia. La protesta di Nastja è unica, ma non è la sola in Russia. Migliaia di giovani russi hanno dimostrato all'inizio di quest'anno contro il primo ministro Vladimir Putin. Qual’era il motivo di queste manifestazioni? Era opportunismo? Era disperazione? Cos’è scaturito dalla protesta? La giovane attivista ci spiega.

Nastja, nel panorama dell’attivismo russo sei piuttosto popolare. Come è iniziato il tuo impegno politico?

A Gennaio 2005, in Ucraina era scoppiata la Rivoluzione arancione. Così lasciai un pacchetto con dentro dei mandarini alla sede dei servizi segreti russi [FSB]. Era un simbolo. Volevo sostenere quegli attivisti e mostrare che anche in Russia ci sono persone che li appoggiano.

Ti sei sempre interessata alla politica?

Sì, la politica mi ha sempre interessato. Ogni giorno il mio patrigno mi leggeva da Internet articoli di critica al governo. Nel 2004 aderii all’organizzazione giovanile del Partito dell’Unione delle Forze di Destra (partito liberal-democratico). Questo fu appena dopo la tragedia di Beslan. Allora Putin aveva decretato, tra le altre cose, che i governatori non sarebbero più stati eletti dal popolo, bensì scelti direttamente dal presidente. Per questo motivo volevo protestare. Allora non avevo una vera e propria formazione politica, provavo più una sensazione di inquietudine interiore. Ma volevo fare qualcosa.

Come proseguì?

Per molto tempo pensai che la militanza in un partito potesse veramente influenzare la situazione in Russia. Ma non era vero. Nel 2008 persi le elezioni come consigliere comunale, sei mesi dopo il partito fu sciolto. Ero delusa e non volevo più impegnarmi in politica. Per quattro anni non me ne sono più interessata, avevo una sorta di apatia per la politica.

Fino al dicembre 2011, quando le proteste contro Putin iniziarono e tu ne hai fatto parte. Cosa cambiò?

Non lo so. Dopo le prime piccole manifestazioni l'atmosfera era in realtà piuttosto deprimente. Nessuno credeva che potesse diventare una protesta a livello nazionale.

Neanche tu?

No. Tutti noi attivisti eravamo molto presi dal nostro mondo “hipster”.

Il vostro cosa?

In Russia le manifestazioni di dicembre si definiscono le “manifestazioni degli Hipster”. C’erano già state anche in autunno delle manifestazioni, ma furono sedate o sciolte dalla polizia. All’inizio dell’inverno la polizia ha cambiato strategia, e le persone poterono protestare liberamente.

Perché non c'è stato un cambio di regime?

I russi hanno troppa paura, soprattutto di quello che non conoscono. Ciò non significa che non protestano per i loro diritti: nel 2005 i pensionati hanno protestato in tutto il paese contro i tagli sociali. Ma i russi non vogliono combattere per chiedere maggiori diritti civili e maggiore democrazia. I tempi non sono ancora maturi.

Tutte queste manifestazioni hanno aiutato i giovani russi a diventare più consapevoli politicamente?

Io non posso parlare per tutti i russi. Ma temo che poco sia cambiato. Solo una piccola parte ha imparato qualcosa da queste proteste.

Quale parte?

I ragazzini delle grandi città, l'élite intellettuale. Sono perone di successo e sono consapevoli e per questo motivo possono criticare il sistema. Il nocciolo duro è, naturalmente, non mollare - dopo tutto, sono diverse migliaia di persone in tutta la Russia. Essi continueranno a spingere per una maggiore democrazia attraverso i progetti cittadini, flash mob... Ora, questo attivismo non guarda solo a questioni riguardanti tutta la Russia, ma è entrato anche in molte comunità locali.

Qualche volta hai paura?

Personalmente no. Questo perché forse non ho ancora messo le mani in pasta. Ho amici che sono più coinvolti di me e la loro visione delle cose è più cupa.

Quale sistema desidereresti per la Russia?

Dobbiamo smettere di adorare i nostri leader come santi. Io sono a favore del decentramento, affinché i soldi che guadagna la gente in Siberia possano rimanere lì e non essere trasferiti a Mosca. Mi auguro che la corruzione venga finalmente arginata. Vorrei che nessuno nel nostro paese debba pagare soldi a qualcuno per aprire un’attività. E, cosa più importante per me, è la rielaborazione dello stalinismo. I russi sono avvelenati da quello che è successo 60 anni fa. In Germania si parla del periodo nazista e lo si rielabora. Da noi sembra che non sia accaduto nulla. La Russia ha bisogno di una campagna che insegni di nuovo che i diritti umani hanno un valore.

Continuerai a protestare?

Rimarrò un’attivista - ma ho ancora bisogno di imparare. Più avanti vorrei familiarizzare col tema dei diritti alla salute e in estate mi piacerebbe iniziare uno stage in un parlamento regionale, per vedere come funziona l'amministrazione. Per cambiare il sistema dobbiamo essere preparati. Ci proverò.

Autore: Nuriya Fatykhova; tradotto in tedesco da: Alexandra Rojkov.

Foto: gentile concessione di ©Nastja Karimova.