Politica

Mosquito, il dispositivo “anti-giovani”

Articolo pubblicato il 12 giugno 2008
Articolo pubblicato il 12 giugno 2008
Una cimice si aggira per l’Europa. Emettendo una frequenza di 16.000 Hz, può essere percepita – e infastidire – solo da coloro che hanno meno di venticinque anni. Un modo per evitare raggruppamenti indesiderati. La polemica.

Se hai più di venticinque anni, non riesci a sentirlo. Di che si tratta? Il Mosquito, così si chiama, è in commercio dal gennaio 2006. Emette un segnale acuisti di 16.000 Hertz, che solo un udito giovane può percepire. A che serve? A impedire gli assembramenti fastidiosi di giovani, ad esempio nei centri commerciali o vicino ai locali. In questo modo possono essere allontanati senza creare problemi. Già 5.000 Mosquito sono stati venduti e circa 3.500 sono in uso in negozi o esercizi inglesi. E il fenomeno si sta espandendo anche in Belgio, Francia, Germania e Svizzera.

Nocivo alla salute e ai diritti 

Ma quanti diritti viola questa cimice? Una piccola lista: rispetto per la vita privata e familiare (articolo 8, Convenzione Europea sui diritti umani), divieto alla discriminazione (art. 14), tutela contro violenza e maltrattamenti (art. 2 e 3), diritto all’assemblea (art. 11), libertà di movimento (art. 2, protocollo 4) o il diritto alla salute mentale e fisica (art. 12 della Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali).

«Spero che questo dispositivo venga semplicemente proibito», ha affermato Roselyne Bachelot, Ministro della Salute francese, il 9 aprile su Le Figaro. La frequenza del suono, tra l’altro, potrebbe avere effetti indesiderati sull’udito, sostiene l’olandese Jan Marinus Wiersma, vice-presidente del gruppo dei socialisti europei (Pse). Il 13 maggio il Pse ha chiesto all’Ue di proibire la vendita e l’utilizzo del Mosquito. Se metà dei membri del Parlamento europeo si approverà questa mozione, il meccanismo verrà bandito. 

Siamo anti-giovani?

Queste cimici danno un’immagine negativa dei giovani: si veicola l’idea che creino fastidi o che siano pericolosi. Ma a nessun gruppo sociale può essere negato l’uso degli spazi pubblici. La protesta è stata raccolta anche dai Socialisti e Comunisti francesi, che vogliono che il loro Governo proibisca la vendita di queste cimici.

Sul Nouvel Observateur del 2 aprile, il Ministro dell’Interno francese Christine Boutin ha espresso la sua preoccupazione: «La società ha raggiunto un alto grado di stigmatizzazione dei giovani. Urge la necessità di assicurare loro condizioni dignitose di crescita». Nelle democrazie dovrebbero essere i cittadini a regolare la vita pubblica anche attraverso un potere di veto sugli atti del loro Governo.

I Paesi europei come si pongono rispetto all’installazione di questi meccanismi? Se l’Inghilterra sembra tollerarne l’uso, Francia, Belgio e l’Olanda sono critici e non hanno ancora una politica coerente di regolamentazione. Intanto molte organizzazioni giovanili, civili e politiche si stanno mobilitando contro il Mosquito, organizzando campagne di sensibilizzazione. Il Consiglio europeo e la Commissione dovrebbero appoggiare iniziative di questo tipo.

Bettina Schwarzmayr è presidentessa del Forum Giovanile Europeo, una piattaforma dei 97 Consigli Giovanili Nazionali ed Ong sparse in Europa.