Politica

Merkel vs Steinbrück: schiaffi e carezze in tv

Articolo pubblicato il 02 settembre 2013
Articolo pubblicato il 02 settembre 2013

Sguardi fugaci, battute al veleno, ma anche rispetto reciproco. Il duello tv tra Angela Merkel e Peer Steinbrück, andato in onda domenica sera su quattro reti televisive tedesche, ha mostrato il candidato socialdemocratico all'attacco. La cancelliera si è difesa, senza però mostrare gli artigli. Basterà a ribaltare i sondaggi che vedono la CDU in netto vantaggio?

Merkel tiene, Steinbrück recupera. Il duello televisivo tra i due, andato in onda domenica sera, è durato esattamente 90 minuti. A tempestare di domande i due aspiranti "Kanzler" ("cancelliere" in italiano) ben 4 moderatori, tra cui un noto intrattenitore, comico e cantante televisivo tedesco, Stefan Raab, definito dalla Bild (il più importante tabloid tedesco) il vero vincitore della serata. Perché sia stato chiamato a dialogare con i candidati proprio lui e non un quarto giornalista competente, non è dato saperlo. Giusto per fare un esempio: potreste immaginarvi una scontro tra Berlusconi e Bersani moderato da Checco Zalone?

Torniamo ai contenuti. I temi trattati sono stati i più disparati: dall’introduzione di un salario minimo, cavallo di battaglia dell’ SPD (il partito di Steinbrück), alla possibilità di un nuovo pacchetto di aiuti per la Grecia, passando per la riforma sanitaria e la riforma delle pensioni. Le posizioni dei due candidati su questi temi sono abbastanza simili e le differenze sono soltanto lievi. Prendiamo per esempio la riforma del lavoro: entrambi sostengono la necessità di correggere i disequilibri creati dall’Agenda 2010 (approvata dall’SPD all'inizio dello scorso decennio), ma dal momento che anche la CDU, ha aperto, seppur non ufficalmente, all’introduzione di un salario minimo è più una questione di toni che altro.

vecchi amici

Dove sono le differenze allora? Sebbene entrambi sostengano la necessità che i Paesi del sud Europa approvino le riforme di aggiustamento strutturale, l’ SPD, al contrario della Merkel, rifiuta l’idea della sola austerità come soluzione. Steinbrück si fa portavoce di un nuovo piano di stimoli per l’Europa: un piano Marshall, versione seconda. Lo sconto non è quasi mai andato sul personale e i due candidati sembravano, a tratti, vecchi amici che "bisticciavano" su piccolezze. Tuttavia su alcuni temi le accuse si sono fatte pesanti. Steinbrück ha più volte definito "fallimentare" la gestione della crisi da parte della Merkel, ricordando che la crisi europea non è nata come crisi del debito, ma come crisi bancaria. In un colpo solo ha spazzato via la retorica della Merkel sulla natura pigra e spendacciona dei paesi mediterranei. Tuttavia, la cancelliera ha risposto a queste accuse con grande stile: in primo luogo, ha ricordato che questa crisi è stata la più grave che l’Europa abbia mai attraversato dal dopoguerra, mettendo in risalto, conseguentemente, quanto lei sia stata brava a gestirla. Poi ha respinto le accuse con un secco "tu quoque": ogni qualvolta Steinbrück ha accusato la cancelliera per la gestione della crisi, lei gli ha ricordato che l’SPD ha avuto un ruolo centrale nell’approvazione di quei provvedimenti. Così facendo, non ha soltanto messo in evidenza l'incongruenza del suo avversario, ma lo ha reso addirittura un complice.

AMMINISTRATORI DI CONDOMINIO

Invece di parlare di idee e di visioni, si è quasi esclusivamente parlato di soldi: più che i rappresentanti dei più grandi partiti politici tedeschi sono sembrati due amministratori di condominio (per la gioia, forse, dei vari Grillo e Travaglio, secondo cui la politica è solo amministrazione).

Chi ha vinto? I risultati degli istituti di ricerca non sono concordi: alcuni danno per vincitrice la Merkel altri il candidato della SPD. Tuttavia sono altri i dati rilevanti: innanzitutto, Steinbrück, dato per spacciato in questa capagna elettorale, ha saputo stupire i tedeschi. Lo dimostra il fatto che oltre il 50% degli intervistati ha dichiarato di essere rimasto stupito positivamente dalla performance del socialdemocratico. Inoltre, se prima del duello soltanto il 28% degli intervistati si era dichiarato disponibile a votare per lui, questa percentuale è salita 45% alla fine del duello.

Implicazioni per il voto? Il duello è stato più vantaggioso per Steinbruck che per la Merkel, perlomeno a livello d’immagine, in quanto ha decisamente migliorato la percezione che l’elettorato tedesco ha del socialdemocratico. È presto per dire se ciò si tramuterà anche in un aumento di voti. Domenica sera Steinbrück ha però ribadito ancora una volta il suo "no" a una coalizione che comprenda oltre i Verdi anche la Linke (il partito di estrema sinistra). Ha anche confermato che non sarà disponibile a ricoprire il ruolo di ministro, nel caso di una grande coalizione a guida Merkel. Appare chiaro allora, come, nonostante il miglioramento d’immagine, Steinbrück non farà parte del prossimo governo tedesco.

Questo è il primo di una serie di articoli sulla campagna elettorale tedesca proposti da Cafébabel e scritti da Berlino.