Politica

Mappa della settimana: chi sostiene la Grecia

Articolo pubblicato il 16 luglio 2015
Articolo pubblicato il 16 luglio 2015

Nel romanzo a puntate della crisi greca, i vari Paesi europei si sono divisi: alcuni avrebbero voluto piegare Tsipras, altri si sono sforzati per salvare Atene. Il riassunto, con una mappa, delle varie posizioni.

Dopo il "No" della Grecia alle proposte dell'Eurogruppo nell'ormai celebre referendum del 5 luglio, i Paesi dell'Eurozona hanno tentato di arrivare a un nuovo accordo, anche se ognuno lo ha fatto a suo modo. Intanto a Bruxelles, nella notte tra il 12 e il 13 luglio, i creditori hanno raggiunto un'intesa con il primo ministro greco Tsipras, che il 15 luglio ha ottenuto il voto positivo del parlamento greco. In ogni caso, questo è stata l'analisi "a caldo" del quotidiano spagnolo El País. 

Tra i Paesi "intransigenti", che hanno voluto obbligare la Grecia a accettare le condizioni dei creditori (in rosso nella mappa), troviamo la Germania, beninteso, accompagnata da Paesi Bassi, Austria e Finlandia – assai critici verso la gestione Tsipras – ma anche da Paesi che hanno una storia relativamente breve all'interno dell'UE: Repubbliche baltiche, Slovacchia e Slovenia.

Dall'altro lato del ring (in blu), troviamo l'Italia e il Lussemburgo che si sono dimostrati aperti al dialogo per salvare la Grecia e evitare la Grexit.

E in mezzo? Una lista di Paesi che in altre circostanze si sarebbero opposti a far passare un accordo con Tsipras, ma che attualmente hanno bisogno di evitare che la Grecia lasci l'euro (in giallo). Secondo El Pais troviamo la Spagna, il Portogallo, l'Irlanda, il Belgio e Cipro.

Da parte sua, il grande alleato della Germania nell'UE, la Francia, ha dimostrato stavolta una posizione conciliante (in verde) e ha puntato sulle negoziazioni con gli altri partner europei per facilitare la conclusione di un accordo con la Grecia.