Politica

Macron sarà in grado di salvare la Francia da Marine Le Pen?

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2017
Articolo pubblicato il 13 febbraio 2017

Da Marine Le Pen a Donald Trump, negli scorsi mesi abbiamo assistito all'ascesa del populismo. Ma sarà il giovane e indipendente Emmanuel Macron abbastanza outsider da vincere le presidenziali in Francia? 

Dopo l'incredibile popolarità del referendum sulla Brexit e l'elezione di Donald Trump, il mondo tiene gli occhi puntati sulla Francia. In primavera, i francesi saranno infatti chiamati alle urne (come anche tedeschi e olandesi) e i partiti europei di estrema destra, tra cui il Front National (FN) in Francia, sono in corsa più che mai.  

Emmanuel Macron non lo aveva esattamente previsto, eppure non avrebbe potuto scegliere momento migliore per candidarsi. Il suo movimento, En Marche! ("In marcia!", ndr) è stato lanciato nell'aprile 2016 su una piattaforma che mirava a "liberare la Francia" dalla burocrazia secolare e da restrizioni futili, restando però fedele all'Unione europea, motivo di grande popolarità tra i giovani. Il suo tempismo, insieme al messaggio politicamente centrista, potrebbero dunque riverlarsi per i francesi l'unica opzione per un fronte compatto ad aprile. 

Cos'è successo, messieurs?

Marine le Pen ha lanciato la sua campagna elettorale ufficialmente il 5 febbraio a Lione. Già nei mesi precedenti, però, la sua popolarità è aumentata nei sondaggi, dove si colloca per la prima volta al 25%

Il successo del Front National è da attribuirsi interamente ai fallimenti del Partito Socialista (PS) in carica e del Partito Repubblicano. François Fillon, una volta candidato conservatore tutto d'un pezzo, oggi deve rispondere dell'accusa di aver utilizzato un milione di euro di fondi pubblici come compenso per la moglie e i figli; accusa che lo rende un ottimo bersaglio per la retorica di protesta di Marine Le Pen. Nel frattempo, il governo di François Hollande, i cui indici di popolarità sono precipitati al 4%, ha prudentemente fatto in modo che il PS non sarà tra i principali partiti al potere in Francia per i prossimi quattro anni. Secondo i sondaggi, nella prima tornata elettorale del 27 aprile, il partito dovrebbe sfiorare appena il numero di voti del Partito Comunista di Jean-Luc Melenchon.

Questo calo di popolarità è indubbiamente positivo per Le Pen, ma così come lo è per Macron. Il candidato indipendente che, volente o nolente, è stato sotto i riflettori da prima di gennaio, si ritrova adesso in gara con il duro compito di fermare Le Pen. Anche se si prospetta una campagna spietata.

"En Marche!"

Dall'inizio di febbraio 2017, En Marche! ha radunato oltre 170.000 membri e raggiunto il 21% nei sondaggi; insomma la direzione è quella definita da Macron una vera e propria "insurrezione politica". Non era affatto scontato che il trentanovenne ex ministro dell'Economia ottennesse, in così poco tempo, così tanti voti. Tuttavia, Macron, sempre impegnato in regolari apparizioni televisive con un'impeccabile retorica, deve ringraziare il suo tempismo. La fiducia in se stesso, nonostante la mancanza di un programma ben definito, gli è valso tra i critici il soprannome di John F. Kennedy. Per ostacolare ulteriormente una presidenza Le Pen, Macron potrebbe riuscire nell'impresa di unire la Francia più di qualsiasi altro politico che vanti esperienza secolare.

Il giovane, carismatico e poliglotta Macron non ha mai fatto parte di un partito politico prima di lanciare "En Marche!". Nei panni di ministro dell'economia del governo Valls, Macron ha comunque dato la sua approvazione a diverse riforme liberali, come la controversa riforma del lavoro. L'idea alla base del suo pensiero, che mantiene la sua inclinazione socialista, è che la Francia sarebbe in grado di competere molto meglio a livello internazionale se restasse nell'Unione europea. Macron è in grado di difendere la propria posizione in lunghi dibattiti e osa provocare gli altri candidati. 

Macron non è mai stato eletto finora e, perciò, non ha mai dovuto battersi in una campagna elettorale. Questo potrebbe renderlo particolarmente pericoloso agli occhi di Le Pen, dal momento che il candidato non appartiene al sistema contro cui si batte la il Front National.

I discorsi di protesta di Macron sono in linea con il movimento En Marche!, rimanendo comunque fedeli alla sua visione capitalista e cosmopolita della Francia. Il candidato si sta così ingraziando il centro-destra e i liberali, non inimicandosi però il centro-sinistra; cosa del tutto non comune per un ex banchiere d'affari laureato alla prestigiosa Paris Nanterre University. 

Tuttavia, per i consolidati elettori di sinistra, Macron non è ancora in grado di colmare la profonda spaccatura della società francese tra élite politica e popolo. Macron si considera il salvatore della Francia e il leader dell'insurrezione politica contro l'élite. Il nuovo arrivato ha però ricevuto accuse di falsità (si è scoperto di recente che Macron avrebbe speso 120.000€ per cercare di lanciare la propria campagna mentre era ancora ministro), mentre l'ex capo di governo Valls ha definito il suo movimento "populista lite".

Allo stesso tempo, Macron sa però come ottenere l'attenzione degli elettori di sinistra: per esempio, annunciando la propria candidatura alle presidenziali a Bobigny, nella banlieu parigina, dove cinque anni di governo del PS non hanno fatto molto per risolvere l'inuguaglianza che regna al di fuori del centro di Parigi. Macron promette un approccio più liberare in ambito di leggi sul lavoro e imprenditoria, mettendo al centro la società; posizione che avrebbe forse potuto rispecchiare la visione del repubblicano Alain Juppé (che ha visto Fillon batterlo alle primarie).  

Macron farebbe meglio a mantenere il suo atteggiamento provocatore fino al 27 aprile. La domanda è per quanto la sua gioventù e la sua popolarità gli permetteranno di restare in lizza quando il gioco si farà duro. En Marche! ha trovato finora centinaia di migliaia di sostenitori e i sondaggi sono speranzosi. Resta incerto se Macron sarà in grado di sconfiggere i partiti consolidati durante questa campagna in solitario. 

Ad ogni modo, il clima politico francese è dalla sua. Con Fillon che si prepara a farsi da parte e Le Pen che diventa una candidata sempre più credibile, Macron potrebbe diventare, nella seconda tornata elettorale, l'unica alternativa possibile per i centristi. Se poi la sfida finale vedesse Le Pen versus Macron, ques'ultimo potrebbe addirittura aggiudicarsi le presidenziali.