Politica

Lo strano caso di un trattato alla Benjamin Button

Articolo pubblicato il 04 novembre 2009
Articolo pubblicato il 04 novembre 2009
Contrariamente al personaggio di Scott Fitzgerald, l’Europa non ha affatto tutta la vita per ringiovanire. Ora che lo scudo del presidente ceco Klaus è levato, bisogna che l’Unione europea si attivi per continuare ad esistere sulla scena internazionale.

Danimarca, Berlingske Tidende – «Sarà più facile trovare soluzioni comuni»

Ora che la Repubblica Ceca ha firmato il trattato di Lisbona, si rallegra il quotidiano Berlingske Tidende, l’Europa può finalmente collaborare meglio e far fronte alle sfide del futuro: «Da quando l’ultimo dei Paesi dell’Ue, la Repubblica Ceca, ha firmato il trattato di Lisbona, l’Europa può tirare un sospiro di sollievo. Dopo un processo incredibilmente estenuante e burocratico, i 27 membri dell’Unione sono riusciti ad adottare un trattato che permettesse una collaborazione più flessibile in vista delle numerose sfide internazionali. Con il trattato sarà senza dubbio più facile trovare soluzioni comuni a problemi come il clima, la globalizzazione e la collaborazione internazionale».

Polonia, Dziennik Gazeta Prawna - «L'Ue ha bisogno ora di istituzioni forti»

Ora è tempo che l’Unione si doti di istituzioni forti, sostiene il quotidiano Dziennik Gazeta Prawna: «Il trattato di Lisbona è stato adottato. Senza, l’Europa si sarebbe condannata alla stagnazione, con il rischio di uscire dal novero delle grandi potenze mondiali. Certo, il trattato non è che un primo passo, bisogna ora dargli un contenuto e dotare l’Unione di istituzioni forti. Non è un caso che gli Stati Uniti non considerino più l’Europa come il loro partner principale. Le cose stanno così perché il vecchio continente non ha, tra l’altro, alcuna capacità decisionale e perché le politiche nazionali si mettono vicendevolmente i bastoni tra le ruote. Molto semplicemente Washington sente la mancanza di un’interlocutore unico dall’altra parte dell’Atlantico».

Italia, Il Sole 24 Ore – «Non abbiamo tutta la vita per ringiovanire»

Il giornale economico Il Sole 24 Ore evoca Benjamin Button, il personaggio inventato dal romanziere americano F. Scott Fitzgerald, per spiegare che il trattato di Lisbona, appena ratificato, è già superato: «Il nuovo testo che ha appena visto la luce non è né la costituzione tanto sognata, né l’indispensabile manuale per una governance a 27. Non stappate lo champagne. Come vide il padre di Benjamin Button, anche noi scopriamo nella culla un vecchio rugoso e non un infante appena nato. Dotato di 27 anime, per giunta. L’avida spartizione dei posti appena creata non è niente di nuovo, bisognerebbe che l’Europa si ritrovasse rapidamente per scongiurare il proprio declino. Contrariamente a Benjamin Button, noi non abbiamo tutta la vita davanti per ringiovanire».

Repubblica Ceca, Právo - «Non si perde sovranità come si perde la verginità»

«È un sollievo per l’Europa», sottolinea il quotidiano di sinistra Právo: «Il presidente ceco Klaus ha comunque mantenuto il suo atteggiamento di rifiuto e ha severamente criticato i giudici costituzionali, continua a ripetere che la Repubblica Ceca perderà la sua sovranità. Ma non esiste la sovranità illimitata di uno Stato, né si perde la sovranità come si perde la verginità: si può rinnovare con una decisione di Stato. Chi si oppone al trattato sbaglia quando fa credere che l’evoluzione dell’Europa sia incontrollabile e indipendente dalla volontà della Repubblica Ceca. Lo stato non deve cedere pezzi di sovranità se non quando il legislatore l’ha approvato e il governo ha dato la sua benedizione».

Irlanda, The Irish Times - «Il rapporto tra Gran Bretagna e Ue non cambierà»

La disputa tra il partito conservatore britannico e l’Europa andrà avanti nonostante la ratifica del trattato di riforma dell’Unione europea, sostiene il quotidiano The Irish Time: «David Cameron, alla testa del partito, sembra pronto a riconoscere che non esiste una questione referendum dato che la ratificazione è completa. La sua riconciliazione tardiva con il trattato non significa che, una volta al potere, non si occuperà più del problema delle relazioni tra la Gran Bretagna e l’Ue. I conservatori desiderano riportare a casa da Bruxelles delle competenze significative. La promessa che l’attuazione del trattato metta fine alla disputa costituzionale e istituzionale in seno all’Unione pare illusoria. Delle prospettive bene poco rallegranti».