Politica

Lezione d'economia per giovani europei

Articolo pubblicato il 19 gennaio 2012
Articolo pubblicato il 19 gennaio 2012
Mentre i politici si rompono la testa per non cadere nella disperazione e presentare il programma del prossimo semestre della presidenza europea, che dovrebbe portare ad una stabilizzazione dell'economia dell'UE, i giovani europei, attivi e ambiziosi, raccontano le loro esperienze nell’anno di "crisi" 2011. Che cosa li attende nel 2012?

Qual è il punto di vista dei giovani europei sugli sviluppi della crisi economica? Daniel, studente polacco di economia dell'Università Cattolica di Louvain nelle Fiandre, dà una valutazione delle correnti misure anti-crisi ad alto livello: "Le istituzioni non riescono a gestire la crisi perché tentano di risolvere il problema ristampando il denaro, il che scatena l’aumento dell’inflazione. Questo significa che molto probabilmente i prezzi durante il prossimo anno aumenteranno in modo significativo, i posti di lavoro non aumenteranno (più soldi sul mercato non creano posti di lavoro) e sul lungo periodo gli studenti dovranno salvarsi con le proprie mani, perché tra 30 anni andrà in pezzi tutto il sistema pensionistico in Europa".

Destinazione: Asia

"Le prospettive dei giovani europei in Cina non sono peggiori che in Europa"

Stringere la cinghia proprio all'inizio della carriera non è probabilmente la migliore delle previsioni. Filipe, portoghese di Lisbona, neolaureato, ora si trova in Cina, dove studia cinese in uno dei tanti corsi di lingua per stranieri organizzati dall'università di Pechino.

Dichiara, senza esitazione, che le prospettive dei giovani europei in Cina non sono peggiori che in Europa. Piuttosto il contrario. “Alla fine dello scorso anno sono tornato in Portogallo per qualche giorno e mi sono reso subito conto di quanto avessi fatto bene ad andarmene. Alla maggior parte dei miei amici rimasti in patria non è stato rinnovato il contratto di lavoro, mentre gli europei che vivono in Cina non hanno grossi problemi a mantenersi: si può sempre guadagnare qualche soldo extra in modo più o meno creativo. Per esempio, un mio amico in 15 minuti ha guadagnato 100 € per il taglio del tacchino il Giorno del Ringraziamento. E tutto questo solo perché è straniero. Per i meno creativi rimane sempre l'insegnamento della lingua inglese, dove si possono guadagnare 25 euro all'ora".

E per iniziare.. una bella collaborazione gratuita

Per Alejandra, spagnola di Madrid, che oggi lavora a Bruxelles, la più grande ingiustizia che colpisce le persone giovani e ben istruite in Europa è la disoccupazione, e il fatto che appaiano come funghi dopo la pioggia le offerte di lavoro gratuite. Sono i cosiddetti "stage spazzatura", ben noti ai laureati di tutte le facoltà, colpevoli di essere troppo qualificati per il lavoro che sono chiamati a svolgere.

I timori di Alejandra non sono infondati, ma sono i giovani italiani i più pessimisti tra gli europei. Secondo un recente rapporto di Eurostat, in tutti i 27 Paesi europei ci sono ad oggi 8 milioni e 250 mila persone che vorrebbero un lavoro, ma non riescono a trovarlo. Solo in Italia se ne trovano 2,7 milioni (pari al 11,1% della forza lavoro totale). Tra le nazioni “disperate” sotto questo punto di vista troviamo anche la Bulgaria (oltre l'8%) e la Lettonia (esattamente l’8%). La mancanza di lavoro non preoccupa invece i belgi (solo lo 0,7% di essi dichiara difficoltà nel trovare lavoro), né i francesi (1,1%) e i tedeschi (1,3%).

Come si trova lavoro oggi?  La Repubblica avverte che in tempi di crisi si ricorre più spesso all’aiuto di amici e familiari. Mentre in Europa questi canali aiutano il 68,9% dei disoccupati, in Italia si raggiunge la cifra record del 76,9%%! Agli annunci pubblicati su Internet ci si affida solo nel 31,4% dei casi, contro una media europea del 42%.

Nel breve periodo - un biglietto di sola andata

Piero, uno studente di scienze naturali di Roma, con un tono di amarezza si dice sinceramente felice di lasciare il Paese. Ragionando razionalmente, fare esperienza all'estero dovrebbe essere l'obiettivo principale dei laureati appena sfornati. "Dalle mie osservazioni posso dire che nel mio Paese raramente i miei amici riescono a trovare un lavoro decente dopo la laurea. I giovani italiani sono spesso costretti ad accettare uno stage non adeguato alle loro esigenze, sia in termini di incarichi che di retribuzione. I più fortunati possono contare su uno stipendio massimo di 600-800 euro al momento dello stage e 1.200 euro per un’offerta molto buona come primo lavoro. Con l'avvento del nuovo primo ministro, Mario Monti, abbiamo sentito una ventata di speranza, ma per i cambiamenti concreti dovremo attendere molto. Quindi è meglio andarsene ora e tornare con un bagaglio di esperienze".

L'indignazione (non solo tra i giovani, ma anche tra i loro genitori, forse speranzosi di avere i figli vicini, come sostegno durante la vecchiaia), la disoccupazione giovanile, che nel novembre dello scorso anno ha raggiunto il 21% nella UE, la sempre più comune pratica di iniziare a lavorare con un tirocinio (gratuito) o attraverso il volontariato già al primo anno di studio, e in alcuni casi anche prima ... questa è la realtà attuale con cui si devono confrontare i giovani europei. E' sicuramente molto nobile da parte della presidenza danese porre l’accento su un’Europa "responsabile, dinamica, verde e sicura", ma che ne sarà della futura generazione, che ora sta cercando a forza di entrare nel mercato del lavoro? Quali cambiamenti porterà l’anno 2012 nelle prospettive dell'Europa per i laureati, solo il tempo potrà dirlo.

Foto di copertina: (cc) Iasard/flickr.com; testo: (cc) Gianfranco Goria/flickr.com.