Politica

L'Europa sotto assedio

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 20 gennaio 2015

[Opinione] L'Europa sta assumendo un atteggiamento di difesa nei confronti della minaccia jihadista. Dopo l'undici settembre, l'attacco a Charlie Hebdo ha fatto suonare il campanello d'allarme di numerosi Stati europei.

Ora più che mai, stiamo vivendo in un'Europa agitatissima, territorio ad alto rischio di attacchi terroristici. Tutti tengono gli occhi aperti e, in questo momento, i capi di stato di diversi paesi stanno lavorando per rendere impenetrabile l'Unione Europea. Dalla Francia al Belgio, dal Regno Unito alla Germania fino alla Spagna: l'allarme è suonato ed è tempo di prendere le misure di sicurezza.

Nel Vecchio Continente

In Francia, teatro del tragico attacco a Charlie Hebdo, il pericolo è alto. Tutte le sinagoghe e le scuole ebraiche sono sorvegliate da poliziotti o agenti di sicurezza. L'ex-presidente Nicolas Sarkozy ha espresso tutto il suo turbamento e ha consigliato a François Hollande di adottare il sistema PNR - passanger name record - che raccoglie un insieme di informazioni su chi si sposta in aereo e che è attualmente bloccato a livello europeo. Sarkozy si è anche spinto oltre, affermando che le persone che lasciano la Francia per arruolarsi in missioni jihadiste non dovrebbero permettersi di ritornare indietro e che la polizia municipale dovrebbe essere armata. E Marine Le Pen, leader del partito di destra Front National, ha fatto notare l'urgenza di controllare i confini.

Lo scorso fine settimana, un'incursione terroristica nell'est del Belgio, a Verviers, ha causato due morti e un arresto. Il tutto nell'ambito di in un'operazione diretta a prevenire gli attacchi terroristici nella capitale, Bruxelles. Il livello della minaccia, su una scala il cui massimo è quattro, è passato da due a tre.

In questo momento, la polizia tedesca detiene a Berlino due uomini sospettati di reclutare i combattenti e di raccogliere i fondi per l'Isis. In base ad un nuovo disegno di legge, presto la Germania potrebbe confiscare il passaporto di chi è sospettato di essere un terrorista. Se la proposta dovesse diventare legge, permetterebbe la confisca dei documenti personali fino a tre anni e il conseguente divieto, per il soggetto, di viaggiare.

Il primo ministro britannico David Cameron ha già incontrato la sicurezza, l'intelligence e i capi dei diversi corpi militari per valutare il rischio di un attacco. In futuro, per preparare la nazione, verranno messe in pratica anche delle esercitazioni. Questa faccenda arriva in un periodo difficile per il Regno Unito, in una fragile situazione politica in vista delle vicine elezioni generali. 

In Spagna, dove il livello di allerta è recentemente passato da due a tre, il governo e i membri del Psoe - Partito Socialista Operaio Spagnolo - stanno lavorando ad un "Patto di stato" che punta a contrastare il terrorismo di matrice jihadista.

All'Europa sotto assedio verrà fornito anche il supporto americano. Durante un incontro a Washington, Cameron ha avuto l'opportunità di parlare con il Presidente Obama di cyber-sicurezza (alla luce dei recenti eventi francesi) e delle richieste da parte dei servizi di sicurezza britannici per avere maggiore autonomia di interrompere le comunicazioni.

Gli europei non si sentono più al sicuro dato che molti estremisti stanno tornando dalla Siria e dall' Iraq, dove hanno subito il lavaggio del cervello e dove si sono preparati a far scoppiare il terrore. L' UE stima che, sui circa 10.000 combattenti nelle regioni di crisi, siano oltre 3.000 quelli che arrivano dall'Europa.

I media mainstream, evidentemente al servizio del terrorismo, in qualche modo contribuiscono ad aumentare la paura nella popolazione. Ma è importante notare che la sicurezza europea sta lavorando in modo significativo. Di recente, si è riuscisti a bloccare (o sventare) diversi attacchi. Non solo a Parigi, ma anche in Belgio e a Berlino. Nel caso belga, la polizia è stata capace di intervenire prima del colpo. Comunque, nonostante il terrorismo stia diventando una minaccia per la nostra privacy e per il nostro diritto alla libertà, rimane qualcosa di cui si è già parlato a livello europeo, con il governo spagnolo pronto a reintrodurre i controlli ai confini interni dell'UE, alla faccia di Schengen. Al contrario, il governo tedesco e quello italiano hanno protestato, dicendosi contrari ad un eventuale cambiamento.

Oltre Oceano

Anche in Australia (dicembre 2014) e in Canada (ottobre 2014) ci sono stati attacchi terroristici in nome dell' ideologia radicale islamica.

La dichiarazione del primo ministro canadese, Stephen Harper, in ricordo del soldato ucciso mentre era di guardia al Canada’s National War Memorial ad Ottawa, è stata straordinaria.«Gli eventi di questa settimana ci ricordano come il Canada non sia immune da questo tipo di attacchi terroristici che abbiamo già visto in altre parti del mondo. Ma non devono esserci malintesi: Noi non dobbiamo farci intimidire. Il Canada non si farà mai intimidire». Il discorso di Harper ha messo in chiaro che il suo Paese non vuole adottare registri aggressivi di difesa. La minaccia riguarda tutta la comunità internazionale, che dovrà trovare una soluzione comune per contrastare il terrorismo.